Trump riunisce i suoi nella situation room per fare il punto sull’Iran. Da Teheran una proposta agli Usa per riaprire lo Stretto di Hormuz – La diretta

Nel 59esimo giorno della guerra tra Usa, Israele e Iran Teheran ha presentato agli Stati Uniti una proposta per la riapertura dello Stretto di Hormuz. La fine del blocco sarebbe decisa prima degli altri negoziati su nucleare e missili. E questo potrebbe non piacere a Donald Trump, che perderebbe così il punto più importante del suo potere negoziale. Intanto il ministro degli Esteri iraniano Araghchi è in Russia, dove sta incontrando Vladimir Putin. E il prezzo del petrolio torna a salire di circa il 2%. Il presidente degli Stati Uniti dovrebbe tenere oggi 27 aprile un incontro sull’Iran con i suoi principali collaboratori per la sicurezza nazionale e la politica estera per «discutere dello stallo nei negoziati e dei possibili prossimi passi».
Rubio: «Se Iran pensa di tenere controllo di Hormuz, non significa riaprirlo»
Il segretario di Stato Marco Rubio ha affermato a Fox che la posizione dell’Iran sullo Stretto di Hormuz non soddisfa le richieste degli Stati Uniti. «Se ciò che intendono per aprire gli stretti è ‘sì, gli stretti sono aperti a condizione che vi coordiniate con l’Iran, otteniate il nostro permesso o vi faremo saltare in aria e ci pagherete’, questo non significa aprire gli stretti», ha detto Rubio in un’intervista. «Non possono normalizzare – né possiamo tollerare che cerchino di normalizzare – un sistema in cui gli iraniani decidono chi può usare una via navigabile internazionale e quanto bisogna pagare per usarla», ha affermato.
Aranghchi: «Iran valuta richiesta di colloqui dagli Stati Uniti»
Gli Stati Uniti hanno proposto all’Iran colloqui e Teheran ora sta valutando questa opzione. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi in un commento all’emittente russa Vesti, commentando le dichiarazioni del presidente Usa, Donald Trump, il quale si definisce «vincitore». «Non ha raggiunto un singolo obiettivo. Ecco perché chiede i colloqui e ora stiamo valutando questa opzione», ha detto Araghchi.
Araghchi ha ringraziato il presidente russo Vladmir Putin per il sostegno
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha ringraziato il presidente russo Vladmir Putin per il sostegno che Mosca ha offerto a Teheran. L’agenzia Ria Novosti sostiene che durante l’incontro a San Pietroburgo Araghchi ha consegnato a Putin un messaggio della Guida suprema dell’Iran, l’Ayatollah Mojtaba Khamenei, e uno del presidente iraniano Masoud Pezeshkian.
Come l'Iran vuole lo stretto di Hormuz: uno dei punti della proposta
Il controllo dello stretto di Hormuz sarà affidato strutturalmente all’esercito e i pedaggi per l’attraversamento dovranno essere pagati nella moneta locale, il rial. A riferirlo è stato Ebrahim Azizi, capo della commissione per la Sicurezza nazionale nel parlamento iraniano, intervistato dalla televisione di stato. In discussione in parlamento c’e’ una proposta che prevede anche il pagamento del passaggio per lo stretto in rial locale. Una tesi anche espressa in uno dei punti della proposta di Teheran verso gli Usa.
La proposta iraniana: divieto di transito delle navi israeliane e pagamento dei pedaggi
Divieto di transito alle navi israeliane e il pagamento di pedaggi in valuta iraniana sono queste due delle condizioni inserite dalla Repubblica islamica nella proposta di 11 punti inviata agli Stati Uniti per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Lo rende noto l’agenzia di stampa “Fars”, citando un intervento televisivo il presidente della Commissione per la sicurezza nazionale e la politica estera del parlamento, Ebrahim Azizi.
Israele ha inviato agli emirati Arabi Uniti i sistemi di difesa Iron Dome
Israele ha inviato agli Emirati Arabi Uniti un sistema di difesa aerea dell’Iron Dome durante la guerra in Iran, con alcune truppe specializzate nella sua gestione. Lo riporta “Axios” citando due funzionari israeliani e una fonte statunitense. Nel corso del conflitto iniziato lo scorso 28 febbraio, l’Iran ha lanciato attacchi prolungati contro gli Emirati, sparando circa 550 missili balistici e da crociera e oltre 2.200 droni.
Axios: Trump incontra i suoi per le prossime mosse
Secondo quanto riporta il sito Axios Trump ha convocato nella Situation Room i suoi consiglieri per la sicurezza nazionale e di politica estera per i prossimi passi sulla guerra in Iran. «L’incontro dovrebbe concentrarsi sull’attuale stallo nei negoziati e sulle possibili opzioni per le prossime fasi della guerra», ha spiegato la testata. L’Iran ha fatto arrivare a Washington una nuova proposta, scindendo la parte militare con quella nucleare.
Secondo Starmer la guerra con l'Iran ha conseguenze durature
«Le conseguenze economiche della guerra contro l’Iran ci accompagneranno ancora a lungo», ha dichiarato il premier britannico Keir Starmer al congresso annuale del sindacato Usdaw, che rappresenta i lavoratori del commercio al dettaglio e della distribuzione. Domani terrà una riunione del comitato per le emergenze Cobra, con l’obiettivo di esaminare le ricadute del conflitto sull’economia del Regno Unito insieme ai rappresentanti della Bank of England. Starmer inoltre ha ribadito il “no” di Londra a un coinvolgimento diretto nella guerra scatenata da Usa e Israele contro Teheran, che «non è nel nostro interesse».
Il Pakistan continua a mediare
Il Pakistan sta continuando il suo lavoro di mediazione tra Stati Uniti e Iran. Lo riporta Reuters sul sito. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato di aver discusso modi per continuare il dialogo con gli Usa durante la sua visita in Pakistan. «Ho avuto buone consultazioni con i miei amici in Pakistan e la visita è stata positiva. Abbiamo discusso in quali condizioni e su quale percorso i negoziati possano proseguire», ha detto
Petrolio ancora in crescita
Nonostante Donald Trump ostenti sicurezza sul risultato dei colloqui di pace con l’Iran, lo stretto di Hormuz continua a essere chiuso e inevitabilmente aumenta il prezzo del petrolio. Rispetto a questa mattina un barile di Brent costa sempre più caro: 108 dollari con un rialzo del 2,72%.
Iran, la leadership non è d'accordo sulle proposte Usa
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi avrebbe chiarito ai mediatori pakistani, egiziani, turchi e qatariani, durante il fine settimana, che non c’è consenso all’interno della leadership iraniana su come affrontare le richieste statunitensi. Lo riporta Axios citando una fonte.
Gli Stati Uniti chiedono all’Iran di sospendere l’arricchimento dell’uranio per almeno un decennio e di rimuovere l’uranio arricchito dal Paese. La nuova proposta, presentata agli Stati Uniti tramite i mediatori pakistani, si concentra innanzitutto sulla risoluzione della crisi dello stretto di Hormuz e del blocco statunitense. Nell’ambito di tale accordo – ricorda il media americano – il cessate il fuoco verrebbe esteso per un lungo periodo oppure le parti si accorderebbero per una fine definitiva della guerra.
I Pasdaran: disinnescate le bombe Usa
Gli artificieri dei Guardiani della rivoluzione hanno annunciato di avere disinnescato 15 ordigni tra bombe anti-bunker e droni statunitensi lanciati durante la guerra dei 40 giorni e rimaste inesplosi. I Pasdaran, si legge in un comunicato riportato dall’agenzia Irna, hanno «individuato e neutralizzato con successo più di 15 missili pesanti appartenenti al nemico» e in particolare bunker-buster del tipo Gbu e Blu «i cui meccanismi esplosivi non avevano funzionato». Ritrovati anche droni avanzati come gli Harop, i Lucas, gli Mq-9 e gli Hermes. Ora Teheran cercherà di appropriarsi della tecnologia delle bombe, ha spiegato la nota. Gli ordigni «sono stati trasferiti alle unità tecniche e di ricerca per capirne il funzionamento».
Bbc: 2400 marinai sulle navi bloccate a Hormuz
Da settimane, 2.400 marittimi sono bloccati su oltre 105 petroliere cui viene impedito di attraversare lo Stretto di Hormuz. A riferirlo alla Bbc è stato l’amministratore delegato dell’associazione di categoria Intertanko, Tim Wilkins. A bordo delle navi ferme c’è «grande preoccupazione, stress e stanchezza», ha riferito. Gli equipaggi devono amministrare con oculatezza i beni di prima necessità, tra cui cibo e acqua, e occuparsi di mantenere le imbarcazioni in piena efficienza e liberarsi dei rifiuti. Molti di questi marinai «sono bloccati senza alcuna certezza su quando potranno tornare a casa», ha sottolineato.
Borse, Europa debole
Borse europee deboli in avvio della prima seduta della settimana. I mercati attendono sviluppi dal Medio Oriente, dopo la proposta presentata dall’Iran agli Stati Uniti per un accordo che prevede anche la riapertura dello stretto di Hormuz. Gli investitori sono a caccia di indizi sulle prossime mosse delle banche centrali, le cui riunioni sono previste in settimana. Avvio positivo per Francoforte (+0,28%), debole Londra (-0,13%), poco mossa Parigi (+0,03%).
Le Borse asiatiche positive
Le Borse asiatiche chiudono in rialzo dopo la notizia della proposta di accordo dell’Iran agli Stati Uniti che prevede anche la riapertura dello stretto di Hormuz. Tra gli investitori c’è grande attenzione sull’evoluzione delle tensioni in Medio Oriente mentre si aspettano le mosse delle banche centrali sul fronte dei tassi d’interesse. Verso un avvio positivo per le Borse europee dove i future sono in rialzo.
Sale Tokyo (+1,38%). Sul mercato valutario lo yen è poco variato sul dollaro, a 159,34, così come sull’euro, a un valore di 186,78. A contrattazioni ancora aperte positiva Shanghai (+0,1%), Shenzhen (+0,4%), Seul (+2,1%) e Mumbai (+0,5%). In controtendenza Hong Kong (-0,2%).
Giornata scarna di dati macroeconomici. Dalla Germania è in arrivo la fiducia dei consumatori.
Israele, salta l'udienza del processo a Netanyahu
Prevista per oggi, la testimonianza del premier Benjamin Netanyahu nel processo per corruzione è stata nuovamente annullata per motivi di sicurezza su richiesta del suo avvocato Amit Hadad. L’udienza avrebbe dovuto iniziare tra meno di un’ora, dopo una pausa di quasi due mesi dovuta alla guerra con l’Iran. Lo riferiscono i media israeliani, ricordando che Netanyahu è quasi alla fine del controinterrogatorio nel Caso 4000; la sua ultima comparizione, il 24 febbraio, è stata l’ottantesima.
Sebbene il cessate il fuoco con l’Iran sia iniziato due settimane e mezzo fa e le restrizioni di emergenza del tribunale siano terminate, i giudici hanno accolto le sue richieste di annullamento delle udienze nelle ultime due settimane, citando vincoli diplomatici e di sicurezza.
Petrolio, prezzo in rialzo
I prezzi del petrolio sono in rialzo di circa il 2% nelle prime contrattazioni in Asia, sostenuti dall’incertezza in Medio Oriente dopo lo stop ai colloqui tra Iran e Stati Uniti e mentre lo Stretto di Hormuz resta di fatto paralizzato. Il WTI con consegna a giugno, riferimento del mercato americano, guadagna il 2,21% a 96,48 dollari al barile. Il Brent sale del 2,28% a 107,73 dollari.
La proposta dell'Iran agli Usa per riaprire Hormuz
L’Iran ha presentato agli Stati Uniti, tramite mediatori pakistani, una nuova proposta per raggiungere un accordo sulla riapertura dello Stretto di Hormuz in Medio Oriente e porre fine alla guerra, ma i negoziati sul nucleare devono essere rinviati a data da destinarsi. Lo riporta Axios. La nuova proposta mira a sbloccare la situazione di stallo nei negoziati tra i due Paesi. La proposta consentirebbe un accordo più rapido, separando il dossier militare da quello nucleare. Tuttavia, un’eventuale fine del blocco e del conflitto rischierebbe di ridurre il margine negoziale del presidente Donald Trump nei colloqui futuri, in particolare su due obiettivi chiave: la riduzione delle scorte di uranio arricchito e la sospensione dell’arricchimento da parte di Teheran.
Iran, Araghchi è a San Pietroburgo
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è arrivato a San Pietroburgo, dove è previsto un incontro con il presidente Vladimir Putin, nell’ambito di un nuovo passaggio del suo tour diplomatico legato alla crisi in Medio Oriente, dopo il mancato incontro con gli Stati Uniti a Islamabad. «Il ministro degli Esteri iraniano Seyyed Abbas Araghchi è arrivato lunedì mattina a San Pietroburgo per incontrare e tenere colloqui con il presidente russo Vladimir Putin», hanno riferito diversi media statali iraniani.
Usa: 38 navi respinte a Hormuz
Le forze statunitensi hanno respinto 38 navi mentre prosegue il blocco dei porti iraniani nello Stretto di Hormuz, secondo quanto riferito dal US Central Command (Centcom). Le unità americane stanno continuando a far rispettare il blocco, impedendo alle imbarcazioni di entrare o uscire dalle acque iraniane lungo una delle principali rotte energetiche globali. «Le forze statunitensi hanno ordinato a 38 navi di invertire la rotta o rientrare in porto», ha riferito il Centcom su X.
Putin incontrerà Araghchi
Il Cremlino ha confermato che il presidente Vladimir Putin riceverà oggi il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, atteso in Russia mentre i negoziati tra Iran e Stati Uniti restano in stallo. Lo riporta l’agenzia statale russa Tass. Araghchi ha lasciato Islamabad domenica diretto a Mosca, secondo quanto riferito dal suo ministero. Interpellato da Tass su un possibile incontro tra Putin e Araghchi, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha risposto in maniera affermativa. Il ministro iraniano era rientrato domenica a Islamabad dopo una breve visita in Oman, mentre proseguono gli sforzi di mediazione per rilanciare i colloqui tra Teheran e Washington, dopo un primo incontro concluso senza accordo due settimane fa.
Secondo l’ambasciatore iraniano in Russia Kazem Jalali, Araghchi avrebbe dovuto recarsi anche a San Pietroburgo per incontrare il presidente russo, «nel quadro dell’azione diplomatica volta a promuovere gli interessi del Paese e in un contesto di minacce esterne», ha scritto su X. Per Jalali, Iran e Russia presentano «un fronte unito» contro le «forze egemoniche globali» e a favore di «un mondo libero da unilateralismo e dominio occidentale». In precedenza, citando Jalali, l’agenzia iraniana Isna aveva riferito che tra gli obiettivi di Araghchi c’è quello di discutere con i responsabili russi degli sviluppi più recenti dei negoziati con gli Stati Uniti.

