Iran, inizia l’operazione Usa su vasta scala: esplosioni su Hormuz e l’isola di Kish. Teheran dice no ai negoziati diretti – La diretta

Gli Stati Uniti hanno bombardato l’Iran dopo l’abbattimento dell’elicottero Apache. Il presidente degli Usa Donald Trump ha detto che voleva una risposta «molto potente». Le forze americane hanno colpito basi navali, difese aeree e batterie missilistiche. I Pasdaran hanno risposto attaccando due basi Usa in Bahrein e in Giordania, mentre secondo fonti Usa i negoziati continueranno a prescindere dal bombardamento. Intanto secondo il New York Times i negoziati tra le due parti proseguono. Grazie all’iniziativa diplomatica di Witkoff. Il petrolio non cresce di prezzo in mattinata, le Borse non crollano.
Pentagono: Sono un atto di diplomazia coercitiva
Gli attacchi all’Iran sono un atto di «diplomazia coercitiva» che punta a ottenere concessioni dall’Iran. Lo afferma il Pentagono, secondo quanto riporta il Wall Street Journal
Esplosione a Bandar Abbas
I media statali iraniani riferiscono di un’esplosione nella città portuale iraniana di Bandar Abbas. Non sono stati forniti ulteriori dettagli sull’incidente. Altre esplosioni a Qeshm e Hengam causate da «proiettili militari» L’agenzia di stampa iraniana IRNA riporta che le esplosioni udite a Qeshm e Hengam sono state «causate da proiettili… tutti di natura militare»
Centcom: iniziati attacchi di autodifesa
Le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti hanno iniziato oggi alle 17.15 (ora della costa orientale degli Stati Uniti) a lanciare ulteriori attacchi di autodifesa contro diversi obiettivi in Iran, su ordine del Comandante in Capo. Lo informa Centcom su X.
Esplosioni all'isola di Kish
Esplosioni sono state udite sull’isola di Kish nel Golfo Persico. Lo riferiscono fonti iraniane, citate da Ynet. Udita anche un’esplosione nella città di Sirik, affacciata sullo Stretto di Hormuz. Mentre le difese aeree sono attive sulla parte occidentale di Teheran.
Large amount of US airforce tankers now popping up on radar near the Strait of Hormuz south of Iran looks like strikes are being prepared right now… pic.twitter.com/vN7g4ky4wy
— WarMonitor (@WarMonitor3) June 10, 2026
Axios: Trump nella situation room, valuta operazione su vasta scala
Donald Trump ha avuto oggi una riunione nella Situation Room per parlare di potenziali nuovi attacchi all’Iran. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali il presidente valuta di lanciare un’operazione su larga scala di breve durata per spingere Teheran a negoziare.
Trump: «Eravamo vicini a un accordo ma ci trattano da stupidi»
Con l’Iran «eravamo davvero vicini a un accordo, ma continuano a prenderci in giro». E «continuano a prenderci in giro perché, sapete una cosa? Hanno avuto a che fare con alcuni presidenti davvero stupidi». A ribadirlo è il presidente americano Donald Trump ai giornalisti alla Casa Bianca.
L'Iran ha respinto i negoziati diretti con gli Usa (resta la mediazione del Qatar)
Trump attacca i media: «Il blocco Usa in Iran efficace, è muro d'acciaio»
«Il blocco americano in Iran è “efficace, è il blocco di maggior successo nella storia navale. Nulla passa se non lo vogliamo. E’ un muro di acciaio. I media però rifiutano di dirlo». Lo scrive Donald Trump sul social Truth. «L’Iran non sta facendo alcun affare, non paga i militari né le bollette e si sta rapidamente trasformando in uno stato fallito! Sia lodato Allah», ha aggiunto il presidente degli Stati Uniti.
Trump vicino all'ordinare nuovi attacchi all'Iran
Donald Trump è vicino all’ordinare nuovi attacchi contro l’Iran. Lo ha detto lo stesso presidente a Fox.
Netanyahu: «Il dittatore antisemita Erdogan non ci dia lezioni»
«Il dittatore antisemita Erdoğan, che sta compiendo un genocidio contro i curdi, sostiene l’organizzazione terroristica Hamas, reprime il proprio popolo e imprigiona gli oppositori politici, è l’ultima persona che può impartire lezioni morali allo Stato di Israele». Lo ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu. «Lo Stato di Israele e l’Idf, l’esercito più morale del mondo, continueranno ad agire con determinazione contro l’Iran e i suoi alleati, che minacciano il Medio Oriente e il mondo intero».
Trump: «Il bullo nel Medio Oriente è morto»
«L’esercito iraniano è un disastro totale e completo. Gran parte di esso, come la Marina e l’Aeronautica, non esiste nemmeno più: sono stati completamente sconfitti. L’Iran è tutto chiacchiere e niente fatti. Il bullo del Medio Oriente è morto! Ci hanno messo troppo tempo a negoziare un accordo che sarebbe stato ottimo per loro, ora ne pagheranno le conseguenze!!!». Lo ha scritto Donald Trump in un post sul social Truth.
Pezeshkian: «Il nemico non speri di portarci alla resa»
«La guerra non è certamente nell’interesse dell’Iran, ma se il nemico cerca di usare la forza e le minacce e di ledere la dignità e il territorio dell’Iran, non ci arrenderemo mai né faremo passi indietro. Il nemico non deve nutrire simili speranze», ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. Lo riporta l’agenzia di stampa Isna. «Non è possibile costringere un Paese alla resa con aerei e bombe. Sebbene i nemici non siano riusciti a costringere Gaza – con le sue piccole dimensioni – alla resa negli ultimi tre anni, non potranno certamente costringere l’Iran alla resa», ha aggiunto Pezeshkian.
Erdogan: «Israele deve essere fermato, è un dovere»
«Israele deve essere fermato, questo è il dovere dell’umanità e del fronte umanitario, la storia non deve ripetersi». Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, aggiungendo che «se non si ferma il banditismo israeliano, le conseguenze ricadranno su tutta l’umanità, insieme all’intera regione». Lo riferisce Anadolu. Il leader turco ha poi aggiunto, davanti al gruppo parlamentare del suo partito Akp: «Nessuno dovrebbe intraprendere avventure. Nessuno dovrebbe seguire le tracce della rete di massacri sionisti».
Iran: «Valutiamo se proseguire colloqui con gli Usa dopo ultimi sviluppi»
«L’Iran deciderà se continuare o meno i negoziati con gli Stati Uniti, dopo aver esaminato gli sviluppi attuali», ha dichiarato il portavoce del ministero iraniano degli Esteri, Esmaeil Baghaei in merito agli attacchi aerei incrociati tra Usa e Iran nelle prime ore del mattino. Secondo l’agenzia di stampa Irna, Baghaei ha aggiunto: «La diplomazia viene danneggiata dall’uso della coercizione e da misure illegali. Gli Stati Uniti hanno minato lo sforzo diplomatico per fermare la guerra, attraverso i loro messaggi, posizioni e richieste contraddittorie e, peggio ancora, la violazione del cessate il fuoco».
Iran: «Non esiteremo un istante a rispondere ogni volta lo riterremo necessario»
Secondo Iran International, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha affermato oggi che le forze armate iraniane «non esiterebbero un istante» a rispondere ogni volta lo ritenessero necessario. Inoltre ha aggiunto che i messaggi contraddittori provenienti dagli Stati Uniti e le ripetute violazioni del cessate il fuoco hanno danneggiato il processo diplomatico.
Witkoff: messaggi di de-escalation a Teheran
L’inviato speciale statunitense Steve Witkoff ha utilizzato il suo canale di comunicazione con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi per trasmettere messaggi di de-escalation a Teheran. Lo riferisce il New York Times, che cita due funzionari statunitensi. I messaggi sarebbero stati trasmessi nella notte tra domenica e lunedì, dopo i raid di Israele a Beirut e il successivo attacco dell’Iran quale rappresaglia.
Secondo il Nyt, Witkoff ha esortato l’Iran a evitare un’ulteriore escalation dopo gli attacchi missilistici contro Israele, una mossa che, secondo il giornale, ha contribuito all’annuncio iraniano di lunedì di voler interrompere gli attacchi contro Israele. Il quotidiano afferma inoltre che l’annuncio del presidente Donald Trump sulla cessazione degli scambi di fuoco tra Israele e Iran è seguito ai precedenti sforzi diplomatici di Witkoff.
Petrolio poco mosso
Poco mosso il prezzo del petrolio mentre si guarda agli sviluppi sul versante delle tensioni geopolitiche, in particolare la guerra tra Usa e Iran. Il Wti scende dello 0,2% a 88,13 dollari al barile. Il Brent è in lieve flessione dello 0,2% a 91,36 dollari.
Iran: i paesi del Golfo non diano basi agli Usa
L’Iran ha chiesto ai paesi del Golfo Persico di impedire a Stati Uniti e Israele di usare il loro territorio per attaccarlo. In una nota, il ministero degli Esteri ha fatto un richiamo alla «responsabilità legale e morale di tutti i Paesi della regione, in particolare quelli situati nella parte meridionale del Golfo Persico, affinché impediscano alle forze statunitensi e al regime sionista, l’uso dei loro territori e delle loro capacità per pianificare, organizzare e compiere azioni ostili contro l’Iran». Il ministero, prosegue la nota, avverte che l’Iran, «nell’esercizio del proprio diritto alla legittima difesa, non esiterà a prendere di mira basi e le strutture logistiche impiegate per sostenere e attuare attività aggressive contro l’Iran».
Colpita base Usa
La base americana di Al-Azraq in Giordania è stata colpita da un attacco missilistico iraniano. Lo riferisco i media iraniani citando un annuncio dei Pasdaran. «Le forze dell’Islam e i coraggiosi combattenti dello spazio aereo delle Guardie Rivoluzionarie, utilizzando i loro missili a combustibile solido a lungo raggio, hanno preso di mira e distrutto 4 obiettivi importanti, tra cui gli hangar dei caccia F35 alla base aerea e centro di comando dell’esercito statunitense assassino di bambini ad Al-Azraq, in Giordania», si legge in una nota dell’agenzia Tasnim.
Sirene d'allarme in Bahrein
Le sirene d’allarme sono scattate in Bahrein dopo che l’Iran ha annunciato di avere lanciato droni sulla base della Quinta Flotta americana. Lo riportano i media della regione. La contraerea del Bahrein si è attivata per intercettare missili e droni. Secondo media iraniani, sono state udite almeno 16 esplosioni. Il ministero dell’Interno ha invitato la popolazione a mettersi al riparo.
Usa: conclusi attacchi a Hormuz
Gli Stati Uniti hanno concluso gli attacchi contro l’Iran in risposta all’abbattimento dell’elicottero americano da parte delle forze di Teheran. Lo ha annunciato il Comando centrale americano su X precisando che i raid hanno colpito sistemi di difesa aerea, stazioni di controllo a terra e siti radar di sorveglianza iraniani nei pressi dello Stretto di Hormuz, impiegando munizioni di precisione lanciate da caccia dell’aeronautica e della marina Usa.
Pasdaran: attaccata flotta Usa in Bahrein
Pasdaran hanno annunciato di avere sferrato un attacco alla base della Quinta flotta americana in Bahrein, dopo i bombardamenti delle forze Usa lanciati per rappresaglia contro l’abbattimento di un elicottero Apache. «In risposta a questo atto ostile, le forze navali del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche hanno sferrato un attacco con droni contro la Quinta flotta del Bahrein alle 2:30 del mattino», si legge in una nota riportata dalla tv di Stato.« Le valorose guardie della nazione iraniana stanno rispondendo alle aggressioni del nemico. Se questa malvagità dovesse continuare, sono in arrivo risposte più pesanti», hanno avvertito i Pasdaran.
I Pasdaran hanno avvertito di attacchi ancora più pesanti contro basi americane nel Golfo Persico se gli Stati Uniti non interromperanno i bombardamenti in corso da ore. «Il criminale Esercito statunitense deve sapere che, in caso di una ripetuta aggressione contro la Repubblica Islamica dell’Iran, saranno sferrati attacchi devastanti e piu’ estesi contro una serie di obiettivi designati nella regione», si legge nella nota con cui i Guardiani della rivoluzione hanno annunciato un raid sulla Quinta flotta Usa nel Bahrein.
Iran, i siti colpiti
Nel raid di questa notte, le forze americane hanno colpito basi navali a Sirik e Jask, difese aeree a Bandar Abbas e batterie missilistiche a Qeshm, nel sud dell’Iran. Lo ha riferito il New York Times citando fonti iraniane. Secondo l’agenzia Tasnim, a Qeshm si sono verificate sei esplosioni ma non è stato colpito il porto commerciale. La televisione Irib ha invece riferito che un raid ha centrato due acquedotti a Sirik e in tutta l’area manca acqua potabile. Gli attacchi sferrati dagli Stati Uni nel sud dell’Iran, come rappresaglia per l’abbattimento di un elicottero Apache, non hanno alcun impatto sull’andamento delle trattative tra Teheran e Washington. Ad assicurarlo sono state fonti della Casa Bianca interpellate da Politico. «Nulla cambia nello stato attuale dell’accordo, che resta ancora vicino», ha assicurato la fonte.
Trump: una risposta molto potente all'Iran
Donald Trump ha detto di voler una risposta «molto potente» contro l’Iran per l’abbattimento dell’elicottero americano. In un’intervista a Abc Trump ha detto che i nuovi attacchi «sono una risposta a ciò che hanno fatto al nostro elicottero la scorsa notte. Credo che la risposta debba essere molto forte, molto potente».

