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«Non avrei mai dovuto incontrare Epstein», Bill Gates pentito al Congresso Usa. La difesa nell’inchiesta finanziere pedofilo: «Non sapevo»

10 Giugno 2026 - 17:18 Anna Clarissa Mendi
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Il fondatore di Microsoft ascoltato al Congresso degli Stati Uniti: «Non sono mai stato sulla sua isola, nel suo ranch o nella sua villa in Florida»
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«Non avrei mai dovuto incontrare Jeffrey Epstein». Ad ammetterlo, ancora una volta, è Bill Gates nella sua testimonianza a porte chiuse a Capitol Hill. «Alla luce di ciò che so oggi, capisco che se anche se avesse procurato i donatori promessi alla Fondazione Gates questo non avrebbe giustificato il fatto di essere associati a lui», ha aggiunto il miliardario ribadendo però di non aver «mai assistito a comportamenti criminali di Epstein, né avuto alcun indizio che fosse coinvolto in attività illecite». Il fondatore di Microsoft ha anche sottolineato di non essere mai stato sulla sua isola, nel suo ranch o nella sua villa in Florida. In più ha ribadito di non aver mai molestato nessuna ragazza, mentre frequentava Epstein.

Cosa c’è negli Epstein files su Gates

Bill Gates è tra le numerose personalità influenti che hanno avuto contatti con Epstein e che compaiono – insieme a Bill Clinton e altri soggetti – in fotografie o filmati diffusi dal Dipartimento di Giustizia. Parlando con i giornalisti al suo arrivo a Capitol Hill, il miliardario ha detto di essere «felice di essere qui volontariamente per testimoniare e aiutare il lavoro della commissione. Spero che la mia testimonianza sia utile al lavoro, importante lavoro della commissione per ottenere giustizia per le vittime», ha affermato. 

Le accuse a Gates, le bozze incriminate

Gli aspetti più controversi della divulgazione dei cosiddetti “Epstein files” – scrive Cnn – riguardano due bozze di email che sembrano essere state scritte da Epstein a sé stesso nel luglio 2013. In questi messaggi, con numerosi errori di battitura e toni polemici, Epstein «afferma di aver favorito incontri sessuali per Bill Gates» e di averlo aiutato «a procurarsi farmaci destinati a nascondere alla moglie un’infezione sessualmente trasmissibile».

Non è stato possibile stabilire con certezza chi abbia redatto i testi conservati nell’account di posta elettronica di Epstein, né se siano mai stati effettivamente inviati. I contatti e gli scambi di email sarebbero poi proseguiti anche successivamente. Le accuse contenute nelle bozze non sono state verificate né supportate da altre prove indipendenti. Inoltre, non vi è alcuna evidenza che tali messaggi siano mai stati condivisi con Gates o con altre persone. Il cofondatore di Microsoft non è stato accusato di alcun reato in relazione a Epstein e ha respinto con fermezza tutte le accuse.

Chi assiste il miliardario

I membri della commissione incaricata di fare luce sulle attività del finanziere e criminale sessuale Jeffrey Epstein intendono approfondire la natura dei rapporti tra Bill Gates ed Epstein, relazioni che negli anni hanno sollevato interrogativi e danneggiato l’immagine pubblica sia del cofondatore di Microsoft sia della sua fondazione filantropica, la Bill & Melinda Gates Foundation. Secondo il New York Times, Gates avrebbe incaricato Jake Greenberg, ex responsabile delle indagini della commissione, di assisterlo dopo la diffusione dei documenti.

Il quotidiano osserva che il precedente ruolo di Greenberg non era stato reso pubblico e sottolinea come la decisione di affidarsi a lui, pur non essendo insolita, abbia suscitato perplessità tra diversi esperti di etica pubblica. Secondo tali osservatori, la scelta potrebbe infatti «generare un’apparenza di conflitto o di scarsa imparzialità in un’indagine di particolare rilevanza pubblica».

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