Così Israele ha intercettato la Global Sumud Flotilla in acque internazionali: «Rapiti nel Mediterraneo, è pirateria»

Israele ha intercettato le navi della Global Sumud Flotilla dirette a Gaza in acque internazionali vicino alla Grecia. La flotilla era salpata da Barcellona il 12 aprile con l’obiettivo di rompere il blocco israeliano. Le navi sono state sequestrate a centinaia di chilometri dall’approdo, secondo quanto hanno fatto sapere gli organizzatori. «Questa è pirateria. Si tratta del sequestro illegale di esseri umani in alto mare vicino a Creta, un’affermazione secondo cui Israele può operare con totale impunità, ben oltre i propri confini, senza conseguenze». Nessuno Stato «ha il diritto di rivendicare, controllare o occupare acque internazionali, ma Israele lo ha fatto, estendendo il suo controllo fino a occupare il Mar Mediterraneo al largo delle coste europee», hanno aggiunto.
La Global Sumud Flotilla intercettata
L’inviato israeliano alle Nazioni Unite Danny Danon ha dichiarato che la flottiglia «è stata fermata prima di raggiungere la nostra area». In un post su X, ha aggiunto: «I nostri coraggiosi soldati delle Forze di Difesa Israeliane stanno agendo con professionalità e determinazione, affrontando un gruppo di agitatori deliranti in cerca di attenzione». L’esercito israeliano aveva già fermato una precedente flottiglia, organizzata dalla stessa associazione lo scorso ottobre, nel tentativo di raggiungere Gaza, arrestando l’attivista svedese Greta Thunberg e oltre 450 partecipanti. Israele, che controlla tutti gli accessi alla Striscia di Gaza, nega di aver trattenuto i rifornimenti per i suoi residenti, che sono più di 2 milioni. Secondo gli organizzatori cibo e medicine non raggiungono la Striscia a causa dell’embargo da parte di Israele.
Il video del soldato
La Global Sumud Flotilla ha diffuso nella notte tramite il suo canale Telegram un video che sembra mostrare l’abbordaggio di una delle barche da parte della Marina israeliana. Nel video – che porta l’indicazione delle 2:01 di notte – si vede l’equipaggio di una delle barche con le mani alzate o sopra la testa. Da fuori campo si sente gridare degli ordini, in lingua inglese: «Quanti siete a bordo? Nessuno si muova». L’equipaggio non risponde, qualcuno riprende con il telefonino. Negli ultimi secondi del video si vede un militare armato che, dalla destra dell’inquadratura, sale a bordo.
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Dove sono i civili?
«Chiediamo risposte immediate e che i responsabili vengano chiamati a rispondere delle proprie azioni: dove sono i civili rapiti? Dove sono stati portati? I governi europei hanno collaborato con gli israeliani per facilitare i rapimenti? La domanda più profonda rimane: come è stato possibile che Israele sia arrivato al punto di poter compiere rapimenti in pieno giorno, ai danni di civili disarmati, senza timore di conseguenze? Questo crea un precedente catastrofico e dovrebbe essere condannato nel modo più diretto. Il silenzio dei governi di tutto il mondo segnala che il diritto internazionale si applica in modo selettivo e che le vite dei civili possono essere prese di mira da Israele, ovunque nel mondo, in qualsiasi momento, senza conseguenze», fa sapere la Flotilla in un comunicato.
Il silenzio dei governi
E ancora: «La Marina israeliana ha intercettato navi, disturbato le comunicazioni, compresi i canali di soccorso, e rapito civili in modo aggressivo. Queste non sono zone di confine contese. Queste sono acque internazionali», si legge nel comunicato. Ma «ancora più allarmante è il silenzio. I governi che affermano di difendere il diritto internazionale, ancora una volta, non hanno detto nulla. Nessuna condanna urgente. Nessuna richiesta immediata di rilascio dei prigionieri. Nessun appello a rendere conto delle proprie azioni. Questa assenza di risposta non è neutralità, è autorizzazione ed è complicità. Chiediamo risposte immediate e che i responsabili vengano chiamati a rispondere delle proprie azioni».
