L’ombra dell’insider trading dietro agli annunci di Trump: così qualcuno scommette (e vince) milioni pochi minuti prima delle sue dichiarazioni

In un mercato finanziario che vive di millisecondi, avere la notizia giusta prima degli altri non è solo fortuna, è una miniera d’oro. Secondo un’inchiesta della Bbc, il secondo mandato di Donald Trump sarebbe finito sotto i rifletto anche per un’anomalia sistematica, in cui flussi di denaro colossali che si muovono sui mercati finanziari pochi minuti prima che il Presidente faccia annunci in grado di spostare miliardi di dollari. L’inchiesta ha analizzato i volumi di scambio incrociandoli con le dichiarazioni pubbliche. Ciò che è stato riscontrato sono picchi di attività sospette che, per molti analisti, portano la firma dell’insider trading illegale.
Le scommesse sull’attacco Usa al Venezuela
All’epoca dell’attacco Usa al Venezuela un account scommise su Polymarket – di cui il figlio del Presidente, Donald Trump Jr, è investitore e consulente – sulla caduta di Maduro la somma di 30 mila dollari, guadagnandone 400 mila. La storia si è ripetuta settimane dopo con l’Iran. Mentre Stati Uniti e Israele si preparavano a colpire Teheran sul mercato predittivo basato sulle criptovalute venivano scambiati 529 milioni di dollari in scommesse sulla data degli attacchi. E sei account nuovi – creati a febbraio – avevano guadagnato circa 1 milione puntando sul 28 febbraio. Con acquisti poche ore prima delle esplosioni.
Le scommesse sulla guerra in Iran
Altri casi eclatanti riguardano il settore energetico durante le recenti tensioni in Medio Oriente. Il 9 marzo 2026, mentre Trump dichiarava in un’intervista alla Cbs che la guerra era «praticamente completata», il prezzo del petrolio è crollato del 25% in un solo minuto. Tuttavia, i dati della Bbc mostrano che una massa enorme di scommesse al ribasso era stata piazzata ben 47 minuti prima che l’intervista venisse resa pubblica sui social media. Un copione quasi identico si è ripetuto il 23 marzo, quando un post di Trump su una «risoluzione totale» delle ostilità è stato preceduto di 14 minuti da un volume di scambi definito «anormale» dagli esperti, permettendo a ignoti trader di incassare profitti milionari su un calo dei prezzi dell’11%.
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Il precedente dei dazi
Stessa cosa era successa ad aprile dello scorso anno, quando nel “Liberation Day” i mercati globali erano stato scossi dopo che Trump aveva annunciato una pausa di 90 giorni sui dazi. Mentre l’indice S&P 500 registrava uno dei rialzi più alti dal dopoguerra, alcuni trader avevano iniziato a scommettere pesantemente sul segno “più” appena 18 minuti prima della dichiarazione ufficiale. In quel brevissimo intervallo, scommesse da 2 milioni di dollari si sono trasformate in guadagni da 20 milioni, sollevando le proteste di diversi senatori Democratici che hanno chiesto l’intervento della Securities and Exchange Commission (SEC).
La replica della Casa Bianca
Nonostante la Casa Bianca definisca queste ricostruzioni «basate sul nulla e irresponsabili», un’email interna trapelata il mese scorso rivela che l’amministrazione ha ufficialmente avvertito lo staff di non utilizzare informazioni riservate per scommettere sui mercati. Eppure, come confermano i giuristi alla Bbc, perseguire questi reati rimane un’impresa titanica. Anche di fronte a movimenti di capitale che gridano al “leak”, identificare la fonte originale dell’informazione è quasi impossibile.
