Trump: «L’Iran non è più una minaccia». WP: «Improbabile un rovesciamento del regime» – La diretta

L’ultimatum lanciato da Donald Trump a Teheran per la riapertura dello Stretto di Hormuz, strategico per le forniture globali di idrocarburi, scade oggi, il 24esimo giorno di guerra contro l’Iran. Mentre Israele si prepara a «diverse altre settimane di combattimenti». Se Teheran non riaprirà questa via navigabile quasi paralizzata entro stasera, il presidente americano ha minacciato di «colpire e distruggere» le centrali elettriche iraniane: «Cominciando dalla più grande». L’Iran ha avvertito che chiuderà completamente lo stretto, un passaggio marittimo cruciale attraverso il quale transita normalmente quasi il20% degli idrocarburi mondiali. E secondo Fatih Birol, capo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, questo porterà alla peggiore crisi energetica da decenni.
WP: per funzionari Usa improbabile un rovesciamento del regime
I funzionari americani ritengono, secondo Washington Post, che sia «improbabile» raggiungere obiettivi come «il rovesciamento del regime teocratico iraniano e la messa fuori portata delle armi nucleari in modo permanente».
Onu: i negoziati portino a una fine immediata del conflitto
Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, non ha potuto confermare la ripresa dei negoziati tra Stati Uniti e Iran, ma attraverso il suo portavoce ha dichiarato di aver accolto con favore questa ipotesi di cui ha avuto notizia attraverso i media. «Ciò che è importante è che questi colloqui portino a una fine immediata del conflitto», ha commentato.
Netanyhau a Trump: «Tuteleremo nostri interessi in ogni circostanza»
«Poco fa ho parlato con il nostro amico, il presidente Trump. Il presidente Trump ritiene che ci sia la possibilità di sfruttare gli enormi risultati che abbiamo ottenuto con l’esercito statunitense per realizzare gli obiettivi di guerra previsti dall’accordo – un accordo che salvaguarderà i nostri interessi vitali. Nel frattempo, continuiamo ad attaccare sia in Iran che in Libano. Stiamo distruggendo il programma missilistico e quello nucleare e continuiamo a infliggere gravi danni a Hezbollah. Solo pochi giorni fa abbiamo eliminato altri due scienziati nucleari – e non è finita qui. Tuteleremo i nostri interessi vitali in ogni circostanza». Così il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, in un video.
Ghalibaf: «Nessun negoziato con gli Usa, fake news per manipolare mercati»
«Il nostro popolo esige una punizione completa e severa per gli aggressori. Tutti i funzionari sostengono fermamente il loro leader e il loro popolo fino al raggiungimento di questo obiettivo. Non si sono tenuti negoziati con gli Stati Uniti. Notizie false vengono utilizzate per manipolare i mercati finanziari e petroliferi e per uscire dal pantano in cui sono intrappolati Stati Uniti e Israele». Lo scrive su X il presidente del parlamento iraniano Mohammad-Bagher Ghalibaf, smentendo che siano in corso negoziati con gli Stati Uniti e che lui stesso sia coinvolto nei colloqui.
Axios: verso incontro Usa-Iran con JD Vance
I paesi che stanno mediando fra Stati Uniti e Iran stanno cercando di organizzare un incontro in settimana a Islamabad fra il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e altri funzionari di Teheran con gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner. Lo riporta Axios, sottolineando che anche il vice presidente JD Vance potrebbe essere all’incontro.
Trump insiste: c'è un accordo su 15 punti con l'Iran
Donald Trump ha sostenuto, parlando con i giornalisti prima di partire per Memphis, che in Iran è in corso un cambio di regime. Il presidente ha poi ribadito che gli Stati Uniti e Israele “hanno eliminato la leadership” di Teheran. Trump ha ribadito che la Casa Bianca sta negoziando la fine della guerra in Iran con un «alto funzionario del regime». Alla Cnn ha spiegato che si tratta di un leader, che non è però la Guida suprema Mojtaba Khamenei. Trump ha detto ai giornalisti che gli Stati Uniti avrebbero già trovato un accordo su 15 punti, tra cui, il più rilevante, la rinuncia iraniana all’arma nucleare. «Abbiamo raggiunto un accordo sui punti principali con l’Iran», ha detto il presidente, descrivendo i colloqui delle ultime 48 ore come «molto buoni e produttivi» in vista di «una risoluzione completa e totale delle ostilità in Medio Oriente». Trump ha anche tenuto a precisare che l’iniziativa non è partita da Washington: «Non li ho chiamati. Loro hanno chiamato. Loro vogliono un accordo». Nel frattempo, gli eventuali attacchi americani alle infrastrutture energetiche iraniane sono stati rinviati di cinque giorni, segnale che qualcosa nei contatti tra le due parti si sta muovendo.
Stretto di Hormuz, uranio e la smentita di Teheran: i nodi ancora aperti
Trump ha aperto anche a uno scenario inedito sulla gestione dello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più strategici al mondo: riaprirà «molto presto, se questo funziona», ha detto, lasciando intendere una possibile gestione congiunta «forse da me» e dall’ayatollah. Condizione imprescindibile per qualsiasi accordo, ha ribadito, resta la rinuncia iraniana alle scorte di uranio arricchito. Sul fronte opposto, però, Teheran tace ufficialmente: l’agenzia semi-ufficiale Mehr ha anzi smentito l’esistenza di un dialogo diretto con Washington. Trump ha liquidato la questione con una battuta: «L’Iran ha bisogno di addetti alle pubbliche relazioni migliori». «C’è una vera possibilità di raggiungere un accordo», ha concluso, «ma non garantisco nulla».
Trump insiste: colloqui fino a ieri sera
L’Iran vuole un accordo e un’intesa potrebbe esserci in cinque giorni o meno. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a Fox, sottolineando di non sapere esattamente a cosa di riferiscono i media iraniani che hanno smentito trattative con gli Stati Uniti. I colloqui più recente, ha riferito, si sono avuti ieri sera fra Steve Witkoff e Jared Kushner con le loro controparti.
Media israeliani: trattativa Usa-Iran per riaprire Hormuz
Un possibile quadro d’accordo in discussione tra Usa e Iran prevede che l’Iran consenta la riapertura dello Stretto di Hormuz, con gli Stati Uniti che si asterrebbero dall’attaccare le centrali elettriche iraniane. Un cessate il fuoco più ampio verrebbe perseguito in una seconda fase. Lo scrive il media israeliano Ynet, che cita funzionari israeliani per cui sono in corso intensi contatti tra Washington e Teheran, sia diretti che attraverso Qatar e Turchia, per un’intesa. Secondo queste fonti Israele non è rimasto sorpreso dall’annuncio di Trump di “colloqui produttivi” con l’Iran. L’Iran ha smentito che si siano svolti negoziati.
Media Iran smentiscono i colloqui: «Trump ha solo fatto marcia indietro»
L’agenzia di stampa iraniana Fars, citando una fonte, afferma che non ci sarebbero comunicazioni dirette o indirette con gli Stati Uniti dopo che Donald Trump ha parlato di negoziati «molto positivi». Fars, ripresa da Reuters on line, ha anche affermato che Trump ha fatto marcia indietro sull’idea di colpire le centrali elettriche iraniane dopo che l’Iran aveva minacciato di colpire a sua volta le centrali elettriche in tutto il Medio oriente’. (ANSA).
Poco prima era stata l’agenzia iraniana Tasnim, considerata vicina alle Guardie della Rivoluzione, a scrivere su X che «Donald Trump fa marcia indietro». Il post era apparso a commento dell’annuncio di Trump sul rinvio degli attacchi per i presunti colloqui in corso con Teheran.
Secondo quanto riportato da Mehr News, il ministero degli Esteri ha affermato che ci sono «iniziative» da parte dei paesi della regione per «ridurre le tensioni». «La nostra risposta a tutte queste iniziative è chiara: non siamo noi ad aver iniziato questa guerra e tutte queste richieste dovrebbero essere indirizzate a Washington», ha spiegato.
Emirati: in azione la difesa aera contro minaccia missili dall'iran
Secondo una dichiarazione del ministero della Difesa, gli Emirati Arabi Uniti hanno affermato che le loro difese aeree stanno rispondendo alle minacce missilistiche e dei droni provenienti dall’Iran. Il ministero ha affermato che i suoni uditi nel paese erano il risultato di intercettazioni da parte dei sistemi di difesa aerea.
Trump rinvia gli attacchi per cinque giorno dopo colloqui con Iran
Gli Stati Uniti rinviano gli attacchi all’Iran dopo colloqui «molto buoni e produttivi degli ultimi due giorni». Come afferma Donald Trump su Truth, il presidente Usa ha rivelato che «gli Stati Uniti d’America e l’Iran hanno avuto, negli ultimi due giorni, colloqui molto positivi e produttivi riguardo a una risoluzione completa e totale delle nostre ostilità in Medio Oriente».
I negoziati si sarebbero svolti «approfonditi, dettagliati e costruttivi» e «proseguiranno per tutta la settimana». Quindi Trump ha dato«iistruzioni al Dipartimento della Guerra di rinviare qualsiasi attacco militare contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane per un periodo di cinque giorni, subordinatamente al successo degli incontri e delle discussioni in corso».
Trump rinvia attacchi Iran
L'impennata dei prezzi in Israele
Il conflitto con l’Iran sta scatenando uno ‘tsunami’ economico sul carrello della spesa in Israele, con il petrolio che ha superato i 100 dollari al barile. Come riporta Calacalist, citato da Ice Tel Aviv, ol Gruppo Mpp, fornitore dei giganti alimentari come Tnuva e Strauss, ha annunciato rincari fino al 35% sui listini degli imballaggi in plastica. L’aumento colpirà prodotti di largo consumo come yogurt, formaggi, carni e stoviglie monouso, a causa dell’esplosione dei costi dei polimeri, cresciuti fino al 70%. Oltre ai prezzi delle materie prime, pesano i costi logistici: il trasporto di un container dall’Oriente è balzato da 1.500 a 4.000 dollari. Molti fornitori globali hanno dichiarato lo stato di “forza maggiore”, annullando gli ordini esistenti e aggravando la carenza di scorte. L’Associazione dei Produttori avverte che, con le navi che iniziano a evitare i porti israeliani, il rischio di scaffali vuoti e prezzi fuori controllo è ormai concreto. Anche i settori dell’edilizia e dell’agricoltura subiranno duri colpi, rendendo il paniere dei beni di consumo sempre più insostenibile per le famiglie.
Iran: se invasi mineremo il Golfo
L’Iran ha minacciato di collocare mine navali in tutto il Golfo se gli Stati Uniti e Israele attaccheranno le coste iraniane e le sue isole con l’invio di truppe di terra. Lo ha annunciato il consiglio di Difesa di Teheran. «Qualsiasi tentativo da parte del nemico di attaccare le coste o le isole iraniane comporterà naturalmente, e in conformità con la prassi militare consolidata, il minamento di tutte le vie di accesso e le linee di comunicazione nel Golfo Persico e nelle zone costiere con vari tipi di mine navali, comprese le mine galleggianti dispiegabili dalle coste», ha dichiarato il consiglio di difesa del Paese in un comunicato diffuso dai media statali.
Dal 28 febbraio lo stretto in cui transita un quinto del commercio energetico mondiale risulta parzialmente chiuso. Così Teheran spera di piegare il sostegno di buona parte della comunità internazionale alla guerra che Washington e Tel Aviv conducono contro l’Iran. La scorsa settimana, il governo iraniano ha implementato un meccanismo di registrazione che, previa autorizzazione, consente alle navi che non battono bandiera statunitense e israeliana di passare. A questo sistema hanno già aderito, tra gli altri, Cina, India e Pakistan. «L’unico modo per attraversare il canale è che i Paesi non coinvolti nella guerra si coordinino con l’Iran», ribadisce il Consiglio di difesa iraniano.
Bombardamenti a Tabriz, morti e feriti
Sei persone sono state uccise in bombardamenti che hanno colpito alcune abitazioni e un parco nella città di Tabriz, nel nord-ovest dell’Iran, a sud della catena montuosa del Caucaso. A fornire le informazioni è stato Majid Farshi, direttore generale della Gestione delle crisi per la provincia iraniana dell’Azerbaigian orientale. In dichiarazioni rese all’agenzia di stampa Fars, il dirigente ha riferito che quattro persone sono state uccise e sei ferite in un bombardamento contro un’unità residenziale nell’area di Marzdaran, mentre altre due persone sono state colpite a morte nella zona di un parco a Rabe Rashidi. La notizia dei raid è stata rilanciata anche da media stranieri, come l’emittente del Qatar Al Jazeera. Secondo stime diffuse ieri dalla televisione nazionale dell’Iran, dal 28 febbraio i bombardamenti condotti da Israele e dagli Stati Uniti hanno già causato nel Paese almeno 1.500 morti.
Borse europee in rosso
Borse europee in rosso sulla nuova escalation in Iran e la corsa del petrolio. Francoforte perde l’1,94% a quota 21.946 punti. Parigi perde l’1,61% con il Cac 40 a 7.542 punti. Londra cede l’1,42% con il Ftse 100 a 9.777 punti.
Iran: colpiremo gli impianti nel Golfo
L’Iran ha avvertito che colpirà le infrastrutture energetiche e idriche in tutto il Golfo se il presidente statunitense Donald Trump darà seguito alla sua minaccia di attaccare la rete elettrica iraniana, alimentando i timori di gravi interruzioni in una regione fortemente dipendente dalla desalinizzazione per l’acqua potabile. Intanto il consiglio di Difesa ha ribadito che l’unico modo per i paesi non belligeranti di attraversare lo Stretto di Hormuz e’ attraverso il coordinamento con l’Iran. Lo riporta l’agenzia Isna.
Iran, il portavoce militare a Trump: «Sei licenziato»
Ebrahim Zolfaghari, portavoce del quartier generale centrale iraniano Khatam al Anbiya, ha rilasciato una nuova dichiarazione in cui sfida apertamente Trump, mentre si avvicina la scadenza fissata dal presidente statunitense per la riapertura completa dello Stretto di Hormuz. «Ehi Trump, SEI LICENZIATO! Conosci bene questa frase. Grazie per l’attenzione che hai dedicato a questa questione», ha affermato Zolfaghari in un video in inglese. L’Iran ha promesso di lanciare attacchi di rappresaglia punitivi se gli Stati Uniti daranno seguito alla minaccia di colpire la rete energetica del Paese qualora lo Stretto di Hormuz rimanesse bloccato.
Teheran: arrestati mercenari di Usa e Israele
Teheran ha dichiarato in un comunicato che 25 «mercenari degli Stati Uniti e di Israele» sono stati arrestati, di cui 23 nella Provincia Centrale e 2 nella Provincia del Golestan. «Gli arrestati avevano legami con la rete televisiva dissidente Iran International e le hanno inviato informazioni sulla posizione di centri militari e forze di sicurezza, oltre ad avere legami con gruppi separatisti che pianificavano disordini di piazza in caso di appelli da parte del nemico statunitense-israeliano», aggiunge il comunicato, citato da Irna, precisando che a 15 degli arrestati verranno confiscati beni. Nel frattempo, altri «elementi di Iran International Tv» sono stati arrestati a Bojnourd, nella Provincia del Khorasan Settentrionale. Le forze di sicurezza iraniane, in messaggi ai cittadini, hanno minacciato di intervenire contro i membri delle pagine social di Iran International, invitandoli ad abbandonare tali pagine.
Crollano le Borse asiatiche
Le Borse di Asia e Pacifico sono ancora una volta sotto pressione per i timori di una ulteriore escalation della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Un nuovo ultimatum di Donald Trump a Teheran ha innescato una fuga generalizzata dagli asset rischiosi. Tokyo lascia il 3,48% e Seul il 6,5% con Giappone e Corea che insieme all’India, sono considerati i paesi più vulnerabili alle interruzioni delle forniture energetiche globali. Pesantissime anche Hong Kong (-4,16%), Shanghai (-3,6%) e Shenzhen (-4,19%). L’Europa è prevista in rosso, così come sono negativi i future su Wall Street.
Emirati contro Lega Araba: dove siete?
Durissima presa di posizione degli Emirati Arabi Uniti contro le organizzazioni islamiche e arabe ree di aver lasciato solo il Golfo durante la guerra. A farsene portavoce è stato Anwar Gargash, potente consigliere del presidente emiratino Mohammed bin Zayed. «Noi, negli Stati del Golfo Persico, abbiamo il diritto di chiedere: dove sono le istituzioni di azione araba e islamica congiunta, prima fra tutte la Lega Araba e l’Organizzazione della Cooperazione Islamica, mentre i nostri Paesi e i nostri popoli sono soggetti a questa brutale aggressione iraniana? E dove sono i principali Stati arabi e regionali?», ha scritto su X. «In questa assenza e impotenza, non sarà lecito parlare in seguito del declino del ruolo arabo e islamico o criticare la presenza americana e occidentale. Gli stati arabi del Golfo sono stati un sostegno e un partner per tutti nei periodi di prosperità… quindi, dove siete oggi, in tempi di difficoltà?», ha concluso.
Caccia Usa precipita in Kuwait
Un caccia americano è precipitato in Kuwait. Lo scrive l’agenzia Mehr citando media iracheni.
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— DR ADNAN ALI (@DrMalko) March 22, 2026
Trump: la pace? Con la forza
Il presidente americano Donald Trump è tornato a invocare una guerra durissima con L’Iran. «Pace attraverso la forza, per usare un eufemismo», ha scritto su Truth.

L'Iran: Trump sta perdendo e nasconde i morti
Il presidente Donald Trump pensava che la guerra all’Iran fosse come un film di Hollywood e invece sta perdendo e nasconde agli Americani il numero dei suoi morti in battaglia. A sostenerlo è Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando militare Khatam al-Anbiya,in dichiarazioni riportate dai media iraniani. «I malvagi politici sionisti americani, assassini di bambini, hanno allestito una grande messinscena, usando il proprio personale militare e la popolazione musulmana della regione come scudi umani per le loro politiche sconsiderate, e minacciano costantemente un Iran potente», ha detto.
«Soldati americani vengono massacrati quotidianamente nella guerra che avete istigato, rotolando nel proprio sangue, e voi vi astenete dall’informare la nazione americana e le loro famiglie delle vere cifre di morti e feriti, e censurate invece severamente le notizie sulla guerra. Se il vostro esercito criminale riportasse le cifre reali dei morti e dei feriti in modo accurato e tempestivo, il vostro esercito codardo e timoroso andrebbe in pezzi, i vostri soldati si rifiuterebbero di obbedire ai loro comandanti e dovreste affrontare una feroce resistenza del vostro stesso popolo in America, che non vi permetterà di mandare i propri figli a morire», ha proseguito.
«Soprattutto tu, Trump, lo sciocco presidente d’America! Non puoi ottenere nulla con i tuoi circhi mediatici in questa guerra e invasione che hai scatenato contro un potente Iran», ha insistito, «avete scambiato la guerra contro la fiera nazione e le potenti forze armate dell’Iran per film hollywoodiani ed eroi di fantasia, e avete iniziato l’aggressione con calcoli errati. Forse non avreste potuto immaginare una sconfitta così totale».
Pasdaran: risponderemo ad attacchi alla rete energetica
I Guardiani della Rivoluzione iraniani sono tornati a minacciare dure rappresaglie in caso di bombardamenti ai suoi impianti energetici. «Avete attaccato i nostri ospedali noi no. Avete attaccato i nostri centri di soccorso, noi no. Avete attaccato le nostre scuole, noi no. Ma se attaccate la rete energetica, noi attaccheremo reti energetiche: risponderemo a qualsiasi minaccia con la stessa intensità», si legge in una nota riportata dall’agenzia Isna.
E ancora: «Il bugiardo presidente degli Stati Uniti ha affermato che le Guardie Rivoluzionarie intendono attaccare gli impianti di desalinizzazione dell’acqua e causare disagi alla popolazione dei paesi della regione», si legge nella nota diffusa dai media statali. Il riferimento è all’avvertimento di Donald Trump che sabato ha minacciato di colpire le centrali elettriche iraniane se Teheran non avesse «aperto completamente» lo Stretto di Hormuz a tutte le navi entro 48 ore. «Siamo determinati a rispondere a qualsiasi minaccia con la stessa intensità deterrente che essa genera. Se attaccate l’elettricità, noi attacchiamo l’elettricità», affermano le Guardie Rivoluzionarie.
Iran, raid contro emittente tv: almeno un morto
Un raid su una sede di un’emittente televisiva nel sud dell’Iran ha causato almeno un morto e un ferito. Lo riporta la televisione di stato di Teheran. «Il trasmettitore AM da 100 kilowatt del Centro radiotelevisivo del Golfo Persico è stato attaccato dall’esercito terroristico sionista-americano», ha riferito l’emittente statale della Repubblica islamica dell’Iran. «In questo attacco, che violava il diritto internazionale, un collega della sicurezza del centro è stato ucciso e un’altra persona è rimasta ferita».
Iran: missili contro Riad
Due missili balistici sono stati lanciati verso Riad. Lo rende noto il ministero della Difesa saudita, sottolineando che uno dei due missili è stato intercettato, mentre l’altro è caduto in una zona disabitata.

Idf: ondata di attacchi
L’esercito israeliano ha annunciato di aver lanciato «una massiccia ondata di attacchi aerei contro le infrastrutture governative iraniane a Teheran». Secondo quanto dichiarato dall’Idf, gli attacchi sono diretti contro «infrastrutture legate al regime terroristico iraniano». Intanto in raid su una sede di un’emittente televisiva nel sud dell’Iran ha causato almeno un morto e un ferito. Lo riporta la televisione di stato di Teheran. «Il trasmettitore AM da 100 kilowatt del Centro radiotelevisivo del Golfo Persico è stato attaccato dall’esercito terroristico sionista-americano», ha riferito l’emittente statale della Repubblica islamica dell’Iran. «In questo attacco, che violava il diritto internazionale, un collega della sicurezza del centro è stato ucciso e un’altra persona è rimasta ferita».
La crisi energetica
La guerra in Medio Oriente potrebbe portare il mondo ad affrontare «la peggiore crisi energetica degli ultimi decenni». Lo ha affermato Fatih Birol, capo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, definendo la situazione «molto grave. Molti di noi ricordano le due crisi petrolifere consecutive degli anni ’70. In quel periodo, in ciascuna delle crisi, il mondo ha perso circa cinque milioni di barili al giorno, e in entrambe insieme, 10 milioni di barili al giorno», ha dichiarato Birol al National Press Club nella città australiana. «Ad oggi, abbiamo perso 11 milioni di barili al giorno, quindi più di due grandi shock petroliferi messi insieme», ha affermato.
Secondo Birol «nessun Paese sarà immune» ai suoi effetti. «L’economia globale si trova oggi ad affrontare una minaccia gravissima e spero vivamente che questo problema venga risolto al piu’ presto”, ha dichiarato Birol al National Press Club a Sydney in Australia. «Nessun Paese sarà immune agli effetti di questa crisi se continuerà ad andare in questa direzione. Pertanto, è necessario uno sforzo globale», ha sottolineato.
Esplosioni a Teheran
Esplosioni in corso a Teheran. Lo riferisce Iran International, aggiungendo che le segnalazioni di forti boati provengono da parte di cittadini di diverse città iraniane, tra cui della capitale. Il sito di informazione sottolinea che una forte esplosione è stata udita a Teheran intorno alle 03:00 del mattino. Poco dopo, intorno alle 03:15, sono state segnalate tre forti esplosioni nella zona nord-est di Teheran e nei pressi dell’Università Imam Hossein. Allo stesso tempo, anche i cittadini della zona di Azgol hanno riferito di aver udito una forte esplosione accompagnata da una scossa. Si legge, inoltre, che sono state segnalate potenti esplosioni anche a Bushehr nei pressi della base aerea e dell’aeroporto.
Russia: per l'Iran una soluzione diplomatica
Solo una soluzione politico-diplomatica può contribuire a risolvere efficacemente la situazione catastrofica in Medio Oriente. Lo ha ribadito il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, a quanto riporta la Tass. La Federazione Russa, ha detto, ritiene che sarebbe servita «già ieri una soluzione politico-diplomatica». «La situazione si sarebbe dovuta spostare molto tempo fa verso una via di soluzione politica e diplomatica. Questa è l’unica cosa che può contribuire efficacemente a disinnescare la situazione catastrofica e tesa attualmente presente nella regione», ha sottolineato Peskov.
