Usa-Iran, domani nuovi negoziati in Pakistan. Trump: «Accordo entro mercoledì o torneranno le bombe» – La diretta

Nel 52esimo giorno della guerra del golfo tra Usa, Israele e Iran Teheran ha fatto sapere che non intende continuare i negoziati di pace a Islamabad se gli Usa non rimuovono il blocco dello Stretto di Hormuz. Secondo i media iraniani lo scenario più probabile oggi è la ripresa della guerra. Intanto il ministro della Difesa Guido Crosetto dice che Donald Trump è stato ingeneroso con l’Italia. E secondo il politologo Ian Bremmer il presidente Usa deve dichiarare vittoria e abbandonare una guerra rovinosa per lui e per l’America.
Trump: «Accordo con l'Iran entro mercoledì sera o finirà la tregua»
Il presidente Usa Donald Trump ha detto a Bloomberg che un’estensione del cessate il fuoco con l’Iran nel caso in cui non dovesse essere firmato un accordo con l’Iran entro mercoledì è «altamente improbabile». «Non ho intenzione di farmi mettere fretta nel concludere un accordo. Abbiamo tutto il tempo del mondo», ha messo in evidenza Trump. E se il cessate il fuoco decadrà, ha detto Trump a Pbs, «allora inizieranno a esplodere molte bombe».
Netanyahu: «Non abbiamo ancora finito il lavoro in Iran»
«Israele non ha ancora finito il lavoro in Iran». Lo ha detto il premier Benjamin Netanyahu durante una cerimonia in occasione del Giorno del Ricordo dei caduti. «Il mondo conosce già la nostra determinazione a difendere noi stessi e difendere l’umanità dal fanatismo barbaro», ha anche detto Netanyahu.
Trump: «Iran si sbarazzi dell'arma nucleare, ha un grande potenziale»
Al centro dei negoziati di Islamabad c’è una richiesta non negoziabile, ovvero che l’Iran abbandoni l’arma nucleare. «Sbarazzatevi delle armi nucleari. E’ molto semplice», ha insistito Donald Trump con il New York Post. L’Iran ha un grande potenziale per prosperare, «potrebbe essere davvero un paese meraviglioso».
Trump: «Colloqui dovrebbero esserci, nessuno sta facendo giochetti»
«I colloqui dovrebbero avere luogo. Presumo che a questo punto nessuno stia facendo giochetti». Lo ha detto Donald Trump al New York Post in merito alle trattative fra Iran e Stati Uniti. JD Vance, Steve Witkoff e Jared Kushner «stanno andando, arriveranno nella serata di Islamabad», ha aggiunto Trump ribadendo la sua disponibilità a incontrare la leadership iraniana qualora si presentasse l’opportunità. «Non ho alcun problema a incontrarli», ha detto.
Trump: «Vance e la delegazione Usa in Pakistan fra qualche ora»
La delegazione americana guidata da JD Vance è in rotta verso il Pakistan e dovrebbe atterrare fra qualche ora. Lo ha detto Donald Trump al New York Post.
Trump: «Il blocco Usa è molto forte, l'Iran perde 500 milioni al giorno»
«Il blocco è molto potente, molto forte. Perdono 500 milioni di dollari al giorno finché il blocco è in vigore. Lo controlliamo noi, non lo controllano loro»: così Donald Trump a The Hill riferendosi al blocco marittimo americano sulle navi iraniane. Il tycoon ha smentito la notizia, pubblicata da Reuters citando una fonte pachistana, secondo la quale il presidente Usa starebbe valutando il consiglio del capo dell’esercito pakistano, Asim Munir, sul fatto che il blocco americano dei porti iraniani rappresenta un ostacolo per i negoziati. «Non mi ha detto nulla», ha dichiarato il presidente.
Teheran riapre i due principali aeroporti civili
L’Iran ha riaperto i due principali aeroporti civili di Teheran, gli scali Imam Khomeini e Mehrabad: lo ha dichiarato in un comunicato citato dall’Isna l’autorità aeronautica del Paese, dopo le chiusure causate dalla guerra con gli Stati Uniti e Israele. La nota aggiunge che, «a partire da sabato», saranno possibili voli passeggeri da 10 aeroporti in tutto l’Iran.
Israele-Libano, nuovi negoziati giovedì
Israele e Libano terranno giovedì un secondo round di negoziati. Lo riporta l’emittente israeliana Kan 11 citando fonti diplomatiche, senza specificare il luogo dell’incontro tra le parti.
Hezbollah: «Abbatteremo la linea gialla israeliana in Libano»
In un’intervista all’Afp, il deputato di Hezbollah Hassan Fadlallah ha assicurato che il movimento sciita libanese «abbatterà la linea gialla attraverso la resistenza». «Qualsiasi zona cuscinetto o linea difensiva istituita dall’esercito israeliano sarà abbattuta», ha affermato Fadlallah, precisando che «nessuno in Libano sarà in grado di disarmare la resistenza». In merito al nuovo round di negoziati diretti con Israele, previsti per giovedì, il parlamentare di Hezbollah ha invitato il presidente libanese Joseph Aoun a «rinunciare a nuovi colloqui con Tel Aviv».
Media, nuovo round negoziale Israele-Libano giovedì
Israele e Libano terranno giovedì un secondo round di negoziati. Lo riporta l’emittente israeliana Kan 11 citando fonti diplomatiche, senza specificare il luogo dell’incontro tra le parti.
Xi sente bin Salman: «Traffico a Hormuz deve essere garantito»
Il presidente cinese Xi Jinping ha avuto una telefonato con il principe ereditario dell’Arabia Saudita Mohammed bin Salman. Come riporta la Cctv, durante la telefonata il presidente cinese ha detto a bin Salman che «il normale traffico» attraverso lo Stretto di Hormuz «deve essere garantito» e «questo è nell’interesse comune dei Paesi della regione e della comunità internazionale». Xi ha inoltre sottolineato nella telefonata con il principe saudita che la Cina «sostiene un cessate il fuoco immediato e completo», ha riferito la Cctv.
Ue: «Convinti su sanzioni alla Russia sul petrolio, sono giustificate»
«Comprendiamo che l’eccezione che gli Stati Uniti hanno nuovamente concesso è limitata nel tempo e nell’ambito, ai soli carichi già in mare». Lo ha detto un portavoce della Commissione Ue interpellato sulla nuova proroga Usa allo stop alle sanzioni sul petrolio russo. «La Commissione è convinta che il tetto al prezzo del petrolio e le sanzioni dell’Ue contro la Russia restino pienamente giustificati e pertinenti – ha però aggiunto – e, anche nell’attuale situazione di volatilità dei mercati petroliferi, il tetto al prezzo del petrolio si è dimostrato efficace nel ridurre i ricavi delle esportazioni di petrolio russo, mantenendo al contempo la stabilità dei mercati. La Russia non dovrebbe beneficiare della guerra in Iran, come abbiamo detto qui numerose volte».
Media: il Pakistan ha detto a Trump che il blocco Usa ostacola colloqui
Il capo dell’esercito pakistano Asim Munir, che svolge un ruolo fondamentale nei negoziati, avrebbe avuto colloqui con Trump. Durante la telefonata, Munir ha detto a Trump che il blocco statunitense dei porti iraniani rappresentava un ostacolo alla ripresa dei colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran. Trump avrebbe detto a Munir che avrebbe preso in considerazione il suo consiglio. Lo scrive Reuters sul sito citando una fonte della sicurezza pachistana. La fonte ha anche affermato che il primo ministro pakistano Shahbaz Sharif aveva contattato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian per chiedergli di inviare una delegazione per dei colloqui in Pakistan, ma Pezeshkian aveva risposto che l’Iran non lo avrebbe fatto finché non fosse stato revocato il blocco.
Cremlino: «Con l'Iran non siamo mediatori, ma potremmo contribuire alla pace»
La Russia non è attualmente un mediatore nei negoziati per risolvere il conflitto relativo all’Iran, «ma è pronta a fornire assistenza per raggiungere la pace». Lo ha dichiarato in un briefing con i media il portavoce presidenziale russo, Dmitry Peskov. «Al momento, la Russia non è un mediatore nei negoziati. Come è stato ripetutamente affermato a vari livelli, siamo certamente pronti a fornire tutta l’assistenza necessaria per raggiungere una soluzione pacifica e un accordo adeguato», ha dichiarato Peskov, citato dall’agenzia Interfax.
Iran: «Almeno 3.375 le vittime della guerra, 383 i minorenni»
Il capo del Servizio di Medicina Legale statale iraniano ha dichiarato che almeno 3.375 persone sono state uccise durante la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, iniziata il 28 febbraio, tra cui 496 donne e 383 minori di età compresa tra uno e 18 anni. Il 40% dei corpi non è stato identificato in una prima fase a causa dei pesanti attacchi missilistici contro l’Iran. Le vittime erano per lo più residenti nelle province di Teheran, Hormozgan e Isfahan, ha aggiunto il Servizio, citato dall’agenzia Irna. Nel frattempo, il Comune di Teheran ha riferito oggi che 46.623 unità abitative sono state danneggiate a Teheran durante 649 attacchi aerei nel corso della guerra.
Iran: non vogliamo riprendere i colloqui con gli Usa
L’Iran non ha intenzione di avviare ulteriori colloqui con gli Stati Uniti. Lo afferma il portavoce del ministero degli Esteri, secondo quanto riporta Al Jazeera.
Borse in calo
Le Borse europee aprono in netto calo mentre prevale l’incertezza sui negoziati tra Usa e Iran e sulla riapertura dello stretto di Hormuz. Uno scenario che ha provocato un nuovo balzo dei prezzi del petrolio e del gas, con i rischi per l’aumento dell’inflazione. Le scommesse su un intervento delle banche centrali sui tassi spinge i rendimenti dei titoli di Stato. Avvio in calo per Parigi (-1,32%), Francoforte (-1,28%), Milano e Londra (-0,47%).
Pezeshkian: la via diplomatica per ridurre le tensioni
Il presidente iraniano Pezeshkian tenta di allentare le tensioni dopo l’escalation del fine settimana tra Stati Uniti e Iran. «La guerra non è nell’interesse di nessuno e, pur resistendo alle minacce, ogni via razionale e diplomatica dovrebbe essere percorsa per ridurre le tensioni», ha affermato, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale Irna. Il presidente iraniano ha pero aggiunto che «la diffidenza verso il nemico e la vigilanza nelle interazioni sono una necessità innegabile».
«Mojtaba Khamenei è solo ferito a una gamba»
La nuova Guida Suprema dell’Iran Mojtaba Khamenei ha riportato una lieve ferita alla gamba durante i raid aerei israelo-americani contro il suo complesso residenziale, secondo quanto riferito da un alto funzionario iraniano. Lo scrive Iran International. Azim Ebrahimpour ha dichiarato che Mojtaba Khamenei si trovava all’interno del complesso al momento dell’attacco ed è stato leggermente ferito dall’onda d’urto di un missile. Ha inoltre affermato che le notizie di altre ferite erano false e che le speculazioni sul suo stato di salute miravano a creare divisioni.
L'Iran lancia droni contro le navi militari americane
L’Iran ha lanciato droni contro alcune navi militari statunitensi in risposta alla cattura di una portacontainer di Teheran che stava cercando di forzare il blocco navale americano dello Stretto di Hormuz. Lo riferisce l’agenzia Tasnim, vicina ai pasdaran. Il dispaccio non contiene alcun dettaglio su obiettivi, portata dell’attacco ed eventuali danni inflitti. «L’Iran risponderà presto e reagirà alla pirateria navale armata dell’esercito statunitense», ha dichiarato Ebrahim Zolfaghari, portavoce del Comando di Khatamolanbia. «Gli Stati Uniti, aggressori, hanno violato il cessate il fuoco e hanno compiuto atti di pirateria navale, aprendo il fuoco contro una nave mercantile iraniana nel Mar d’Oman. Hanno attaccato la nave disattivandone il sistema di navigazione e sbarcando sul ponte alcuni dei loro uomini armati, terroristi», ha aggiunto, secondo quanto riportato dall’agenzia Tasnim.
Gli Usa diffondono il video della cattura della nave a Hormuz
Il Centcom, il comando centrale degli Stati Uniti in Medio Oriente, ha diffuso un video dell’operazione che ha portato alla cattura della nave iraniana Touska, che aveva provato a forzare il blocco navale americano nello Stretto di Hormuz. Il filmato pubblicato su X mostra i marine che vengono trasportati con un elicottero dalla nave d’assalto anfibia USS Tripoli e si calano con le corde sulla portacontainer.
Teheran: forse andiamo a Islamabad
Se dagli Stati Uniti giungeranno “segnali positivi”, l’Iran potrebbe inviare una squadra di negoziatori a Islamabad, dove sono previsti nuovi colloqui. E’ quanto ha dichiarato in un’intervista ad Al Jazeera il presidente della Commissione Parlamentare iraniana sulla Sicurezza Nazionale, Ebrahim Azizi. Azizi, un ex comandante dei pasdaran, ha spiegato che Teheran ha deciso di continuare i negoziati ma che non tratterà a tutti i costi né accetterà «l’approccio praticato dalla controparte». L’Iran ha linee rosse che “devono essere rispettate”, ha aggiunto Azizi. «Non abbiamo mai temuto il principio della negoziazione», ha poi risposto Azizi a una domanda sulla partecipazione agli imminenti colloqui di Islamabad, che l’Iran era sembrato escludere, «forse domani o dopodomani, con un ulteriore valutazione, lo consideriamo probabile, sempre che dalla squadra negoziale americana e dai messaggi che hanno ricevuto dall’Iran giunga un segnale positivo».
Bremmer: Trump deve dichiarare la vittoria e abbandonare l'Iran
Trump ora è in «un vicolo cieco», dove l’unica cosa che può fare è «scegliere il danno minore». Ovvero: «Dichiarare vittoria e chiuderla qui», anche se questo significa, nei fatti, ritrovarsi con un Iran più baldanzoso, incattivito e che controlla lo stretto di Hormuz. Questa è l’opinione di Ian Bremmer, il politologo esperto di relazioni internazionali che ha fondato e dirige Eurasia Group, al Corriere della Sera. «Per il momento, il rifiuto di Teheran non va dato per assodato. Occorre tenere in conto che c’è una certa tendenza ad atteggiarsi, da entrambe le parti. Per esempio, anche ai tempi del primo round di negoziati, prima gli iraniani hanno detto che una tregua in Libano era il prerequisito per sedersi al tavolo, ma poi sono andati a Islamabad anche senza ottenerlo. Insomma, ora fanno la voce grossa per mandare il messaggio che non avvertono un bisogno disperato di negoziare, ma non è detto che non vogliano farlo. Tuttavia, è evidente che non prendono sul serio le minacce di Trump». Come mai? «È la quinta volta che Trump minaccia di distruggere l’Iran, se non accetta un accordo. Finora, ogni singola volta, ha fatto marcia indietro e così ha perso credibilità».
Crosetto: Trump ingeneroso con l'Italia
In un’intervista al Corriere della Sera il ministro della Difesa Guido Crosetto risponde a Trump che minaccia di non sostenere più l’Italia. Prevede ritorsioni? «Non penso sarà così. Qualcuno dei suoi collaboratori gli spiegherà la verità, quali sono le nostre regole d’ingaggio. Trump prenderà atto di aver dato un giudizio ingeneroso e affrettato sull’Italia». È preoccupato per i nostri soldati in Libano, dopo l’uccisione del francese? «Sono preoccupato per il Libano e non da oggi. Quel che è successo al soldato francese è da attribuire a Hezbollah, che è la prima a non volere la pace. Sono un’organizzazione terroristica e sanno che la pace e l’eventuale disarmo corrispondono alla loro fine». Lei ha detto che Unifil non ha più senso. Le regole di ingaggio cambieranno? «Sono stato il più duro interlocutore delle Nazioni Unite, cui ho chiesto più volte un cambio di passo e di regole con atti ufficiali, a maggiore protezione dei nostri militari. Da due anni avevo chiesto all’Onu di consentire ai contingenti un modo diverso di operare, dicendo che se avesse fallito Unifil, sarebbe entrato l’esercito israeliano. Così è stato. Ora Unifil è in ritardo per cambiare perché a dicembre finirà. E dovremo pensare come sostituirla. Perché un Libano che esplode è l’ennesimo problema per il mondo».
Le 20 navi che hanno passato lo stretto di Hormuz sabato
Più di 20 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz sabato, secondo i dati della società di analisi marittima Kpler, il numero più alto di navi che hanno solcato le acque dal 1° marzo. Tra le navi che sono riuscite a passare sabato, cinque avevano caricato merci provenienti dall’Iran, dai prodotti petroliferi ai metalli. Tre di queste sono navi cisterna per il trasporto di gas di petrolio liquefatto (GPL), una diretta in Cina e una in India.
* La petroliera Crave, battente bandiera panamense e con a bordo GPL proveniente dagli Emirati Arabi Uniti, è diretta in Indonesia.
* Due delle tre petroliere, Akti A e Athina, che trasportano prodotti raffinati provenienti dal Bahrain, sono dirette rispettivamente in Mozambico e in Thailandia.
* La petroliera Navig8 Macallister, battente bandiera liberiana, sta trasportando circa 500.000 barili di nafta degli Emirati Arabi Uniti a Ulsan, in Corea del Sud.
* La Very Large Crude Carrier (VLC) FPMC C Lord, anch’essa battente bandiera liberiana, trasporta circa 2 milioni di barili di greggio saudita ed è diretta al porto di Mailiao a Taiwan.
* La Desh Garima, battente bandiera indiana e carica di circa 780.000 barili di greggio Das degli Emirati Arabi Uniti, è diretta in Sri Lanka.
Iran: la sicurezza di Hormuz non è gratis
«La sicurezza dello Stretto di Hormuz non è gratuita». A dirlo, in un post su X, il primo vicepresidente dell’Iran Mohammed Reza Aref. «Non si possono limitare le esportazioni di petrolio iraniano e al contempo pretendere la sicurezza gratuita per gli altri», ha affermato. «La scelta è chiara: o un mercato petrolifero libero per tutti, o il rischio di costi significativi per tutti. La stabilità dei prezzi globali dei carburanti dipende da una fine garantita e duratura delle pressioni economiche e militari contro l’Iran e i suoi alleati».
Petrolio in crescita, future in calo
Il prezzo del petrolio corre, il dollaro statunitense si rafforza e i future azionari scendono, dopo la nuova chiusura dello Stretto di Hormuz. Nelle prime contrattazioni asiatiche, i future sul petrolio Brent, benchmark di riferimento, sono balzati di circa il 7% a 96,85 dollari al barile, mentre il prezzo del petrolio greggio statunitense è aumentato del 6,4% a 87,88 dollari al barile, dopo la riapertura delle negoziazioni al Chicago Mercantile Exchange. I future sui listini di Wall Street sono in calo. Il Dow Jones perde l’1%, il Nasdaq cede lo 0,8% e lo S&P 500 arretra dello 0,9%.
L'Iran risponderà agli Usa
Il comando militare congiunto iraniano Khatam al-Anbiya accusa gli Stati Uniti di aver violato il cessate il fuoco aprendo il fuoco contro una nave mercantile iraniana nel Golfo dell’Oman e promette ritorsioni. I media statali citano un portavoce di Khatam al-Anbiya, secondo il quale la nave era in rotta dalla Cina all’Iran. «Avvertiamo che le forze armate della Repubblica Islamica dell’Iran risponderanno presto e si vendicheranno di questo atto di pirateria armata da parte dell’esercito statunitense», ha spiegato il portavoce.

