Hormuz chiuso, prezzo del petrolio in crescita. Iran «pronto a riprendere la guerra» – La diretta

Nel 52esimo giorno della guerra del golfo tra Usa, Israele e Iran Teheran ha fatto sapere che non intende continuare i negoziati di pace a Islamabad se gli Usa non rimuovono il blocco dello Stretto di Hormuz. Secondo i media iraniani lo scenario più probabile oggi è la ripresa della guerra. Intanto il ministro della Difesa Guido Crosetto dice che Donald Trump è stato ingeneroso con l’Italia. E secondo il politologo Ian Bremmer il presidente Usa deve dichiarare vittoria e abbandonare una guerra rovinosa per lui e per l’America.
Bremmer: Trump deve dichiarare la vittoria e abbandonare l'Iran
Trump ora è in «un vicolo cieco», dove l’unica cosa che può fare è «scegliere il danno minore». Ovvero: «Dichiarare vittoria e chiuderla qui», anche se questo significa, nei fatti, ritrovarsi con un Iran più baldanzoso, incattivito e che controlla lo stretto di Hormuz. Questa è l’opinione di Ian Bremmer, il politologo esperto di relazioni internazionali che ha fondato e dirige Eurasia Group, al Corriere della Sera. «Per il momento, il rifiuto di Teheran non va dato per assodato. Occorre tenere in conto che c’è una certa tendenza ad atteggiarsi, da entrambe le parti. Per esempio, anche ai tempi del primo round di negoziati, prima gli iraniani hanno detto che una tregua in Libano era il prerequisito per sedersi al tavolo, ma poi sono andati a Islamabad anche senza ottenerlo. Insomma, ora fanno la voce grossa per mandare il messaggio che non avvertono un bisogno disperato di negoziare, ma non è detto che non vogliano farlo. Tuttavia, è evidente che non prendono sul serio le minacce di Trump». Come mai? «È la quinta volta che Trump minaccia di distruggere l’Iran, se non accetta un accordo. Finora, ogni singola volta, ha fatto marcia indietro e così ha perso credibilità».
Crosetto: Trump ingeneroso con l'Italia
In un’intervista al Corriere della Sera il ministro della Difesa Guido Crosetto risponde a Trump che minaccia di non sostenere più l’Italia. Prevede ritorsioni? «Non penso sarà così. Qualcuno dei suoi collaboratori gli spiegherà la verità, quali sono le nostre regole d’ingaggio. Trump prenderà atto di aver dato un giudizio ingeneroso e affrettato sull’Italia». È preoccupato per i nostri soldati in Libano, dopo l’uccisione del francese? «Sono preoccupato per il Libano e non da oggi. Quel che è successo al soldato francese è da attribuire a Hezbollah, che è la prima a non volere la pace. Sono un’organizzazione terroristica e sanno che la pace e l’eventuale disarmo corrispondono alla loro fine». Lei ha detto che Unifil non ha più senso. Le regole di ingaggio cambieranno? «Sono stato il più duro interlocutore delle Nazioni Unite, cui ho chiesto più volte un cambio di passo e di regole con atti ufficiali, a maggiore protezione dei nostri militari. Da due anni avevo chiesto all’Onu di consentire ai contingenti un modo diverso di operare, dicendo che se avesse fallito Unifil, sarebbe entrato l’esercito israeliano. Così è stato. Ora Unifil è in ritardo per cambiare perché a dicembre finirà. E dovremo pensare come sostituirla. Perché un Libano che esplode è l’ennesimo problema per il mondo».
Le 20 navi che hanno passato lo stretto di Hormuz sabato
Più di 20 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz sabato, secondo i dati della società di analisi marittima Kpler, il numero più alto di navi che hanno solcato le acque dal 1° marzo. Tra le navi che sono riuscite a passare sabato, cinque avevano caricato merci provenienti dall’Iran, dai prodotti petroliferi ai metalli. Tre di queste sono navi cisterna per il trasporto di gas di petrolio liquefatto (GPL), una diretta in Cina e una in India.
* La petroliera Crave, battente bandiera panamense e con a bordo GPL proveniente dagli Emirati Arabi Uniti, è diretta in Indonesia.
* Due delle tre petroliere, Akti A e Athina, che trasportano prodotti raffinati provenienti dal Bahrain, sono dirette rispettivamente in Mozambico e in Thailandia.
* La petroliera Navig8 Macallister, battente bandiera liberiana, sta trasportando circa 500.000 barili di nafta degli Emirati Arabi Uniti a Ulsan, in Corea del Sud.
* La Very Large Crude Carrier (VLC) FPMC C Lord, anch’essa battente bandiera liberiana, trasporta circa 2 milioni di barili di greggio saudita ed è diretta al porto di Mailiao a Taiwan.
* La Desh Garima, battente bandiera indiana e carica di circa 780.000 barili di greggio Das degli Emirati Arabi Uniti, è diretta in Sri Lanka.
Iran: la sicurezza di Hormuz non è gratis
«La sicurezza dello Stretto di Hormuz non è gratuita». A dirlo, in un post su X, il primo vicepresidente dell’Iran Mohammed Reza Aref. «Non si possono limitare le esportazioni di petrolio iraniano e al contempo pretendere la sicurezza gratuita per gli altri», ha affermato. «La scelta è chiara: o un mercato petrolifero libero per tutti, o il rischio di costi significativi per tutti. La stabilità dei prezzi globali dei carburanti dipende da una fine garantita e duratura delle pressioni economiche e militari contro l’Iran e i suoi alleati».
Petrolio in crescita, future in calo
Il prezzo del petrolio corre, il dollaro statunitense si rafforza e i future azionari scendono, dopo la nuova chiusura dello Stretto di Hormuz. Nelle prime contrattazioni asiatiche, i future sul petrolio Brent, benchmark di riferimento, sono balzati di circa il 7% a 96,85 dollari al barile, mentre il prezzo del petrolio greggio statunitense è aumentato del 6,4% a 87,88 dollari al barile, dopo la riapertura delle negoziazioni al Chicago Mercantile Exchange. I future sui listini di Wall Street sono in calo. Il Dow Jones perde l’1%, il Nasdaq cede lo 0,8% e lo S&P 500 arretra dello 0,9%.
L'Iran risponderà agli Usa
Il comando militare congiunto iraniano Khatam al-Anbiya accusa gli Stati Uniti di aver violato il cessate il fuoco aprendo il fuoco contro una nave mercantile iraniana nel Golfo dell’Oman e promette ritorsioni. I media statali citano un portavoce di Khatam al-Anbiya, secondo il quale la nave era in rotta dalla Cina all’Iran. «Avvertiamo che le forze armate della Repubblica Islamica dell’Iran risponderanno presto e si vendicheranno di questo atto di pirateria armata da parte dell’esercito statunitense», ha spiegato il portavoce.
