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Hormuz di nuovo chiuso, l’Iran sui colloqui con gli Usa: «Progressi ma ancora lontani». Trump: «Israele grande alleato, non come altri» – La diretta

19 Aprile 2026 - 07:12 Alba Romano
nave stretto hormuz
nave stretto hormuz
Teheran ha già richiuso Hormuz, in risposta al blocco dei porti imposto da Washington. Tre mercantili colpiti da proiettili dei pasdaran, mentre riesce a passare l'italiana Msc

L’illusione di una distensione è durata solo poche ore. Dopo la riapertura dello Stretto di Hormuz seguita al cessate il fuoco tra Usa e Libano, il braccio di ferro tra Washington e Teheran è tornato a farsi serrato. A innescare il nuovo strappo è stata la fermezza di Donald Trump: il blocco dei porti iraniani, in vigore dal 13 aprile per tutte le navi da e per l’Iran, non si tocca. Una linea rossa invalicabile per Teheran che, per tutta risposta, ha deciso di sigillare nuovamente il passaggio strategico. Il fronte diplomatico intanto vede da una parte il leader iraniano Ghalibaf che gela le speranze di una soluzione rapida affermando che «l’accordo è ancora lontano»; dall’altra, il presidente Usa che lancia un monito durissimo: «Non potete ricattarci». In questo scenario, l’Italia mantiene una linea di estrema prudenza: la premier Giorgia Meloni ha confermato la disponibilità di Roma a garantire la sicurezza della navigazione, ma solo a patto che venga consolidato il cessate il fuoco e dopo il necessario passaggio parlamentare. A rendere il quadro ancora più drammatico è la violazione della tregua in Libano. Un attacco contro il contingente Unifil è costato la vita a un soldato francese, mentre altri tre sono rimasti feriti. Hezbollah nega ogni responsabilità.

19 Aprile 2026 - 05:45

Un soldato israeliano ucciso in combattimento nel sud del Libano

L’esercito israeliano ha annunciato oggi la morte di un soldato in combattimento nel sud del Libano, dove questa settimana è entrato in vigore un cessate il fuoco temporaneo. «Lidor Porat, 31 anni di Ashdod, soldato del 7106mo Battaglione 769ma Brigata regionale, è caduto in combattimento nel Libano meridionale», ha dichiarato l’esercito israeliano in un comunicato senza fornire ulteriori dettagli. Il bilancio totale delle vittime dell’esercito israeliano nella guerra di sei settimane tra Israele e Hezbollah è ora di 15 morti, secondo dati militari. Si tratta della seconda morte di un soldato annunciata da Israele nel Libano meridionale dall’inizio della tregua di dieci giorni annunciata dagli Stati Uniti venerdì scorso, parte di un più ampio sforzo per porre fine in modo definitivo alla guerra in Medio Oriente.

19 Aprile 2026 - 03:30

Trump, «Israele è un grande alleato, a differenza di altri»

«Che Israele piaccia o meno, ha dimostrato di essere un grande alleato. Sono coraggiosi, audaci, leali e intelligenti, a differenza di altri che hanno mostrato la loro vera natura in un momento di conflitto e stress». Lo afferma il presidente americano Donald Trump sul suo social Truth, sottolineando che lo Stato ebraico combatte duramente e sa «come vincere».

19 Aprile 2026 - 02:20

Iran: «Progressi nei colloqui con gli Usa ma l'accordo è 'ancora lontano»

I colloqui di pace tra Iran e Stati Uniti registrano passi in avanti, ma il traguardo di un accordo definitivo resta un’ipotesi ancora remota. A tracciare il bilancio è il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf: «Siamo ancora lontani dalla conclusione del confronto», ha dichiarato in un’intervista alla televisione di Teheran. Pur ammettendo progressi nei negoziati, il leader ha sottolineato come rimangano «molte divergenze e alcuni punti fondamentali ancora irrisolti».

Il cuore della tensione resta la profonda crisi di fiducia tra le due potenze, emersa chiaramente durante il vertice di Islamabad dell’11 e 12 aprile — l’incontro di più alto livello tra i due Paesi dalla Rivoluzione del 1979. «In quell’occasione abbiamo ribadito che non nutriamo alcuna fiducia negli Stati Uniti», ha incalzato Ghalibaf. Secondo il leader di Teheran, spetta ora a Washington cambiare rotta: «Gli Usa devono decidere di guadagnarsi la fiducia del popolo iraniano, abbandonando l’unilateralismo e lo spirito di imposizione nel loro approccio al dialogo».

Ghalibaf ha poi fornito una chiave di lettura muscolare sul cessate il fuoco di due settimane, scattato l’8 aprile. Secondo il presidente del Parlamento, l’Iran avrebbe acconsentito alla tregua solo su esplicita richiesta americana e da una posizione di forza: «Eravamo vittoriosi sul campo, il nemico non aveva raggiunto nessuno dei suoi obiettivi e l’Iran controllava pienamente lo Stretto di Hormuz», ha rivendicato. «Se abbiamo accettato lo stop alle ostilità è stato solo perché loro hanno accolto le nostre richieste».

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