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Hormuz riaperto, ora l’Europa prepara la missione militare. Meloni: «Navi italiane? Solo col sì del Parlamento». Ma Trump gela gli alleati – I video

17 Aprile 2026 - 17:31 Simone Disegni
Dal vertice all'Eliseo una nuova "Coalizione dei Volenterosi" per garantire la libertà di navigazione. Meloni stavolta c'è: «Iniziativa fondamentale»

Una nuova Coalizione dei Volenterosi, questa volta per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. È quella che lanciano ufficialmente da Parigi oggi i principali leader europei convocati da Emmanuel Macron: all’Eliseo ci sono Giorgia Meloni, Keir Starmer e Friedrich Merz, collegata la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ma pure i rappresentanti di decine di altri Paesi, comprese secondo la lista di Parigi pure Cina e India. «Sono rimasto stupito io stesso dalla grande unità d’intenti tra tutti e da quanto facilmente abbiamo raggiunto conclusioni comuni», ammette il cancelliere tedesco Merz, «d’altra parte l’Fmi nei giorni scorsi ha indicato chiaramente la portata globale del pericolo» se Hormuz resta sigillato. Sollevati dall’annuncio di oggi della riapertura dello Stretto da parte dell’Iran, dunque, i nuovi Volenterosi puntano ora a mettere in piedi una missione militare per consolidare la situazione e garantire la sicurezza in quelle acque strategiche. Il ruolo guida dovrebbe spettare a Francia e Regno Unito: «La Francia ha già forze aeree e navali considerevoli nel Mediterraneo orientale e nel Mar Rosso, una parte di quelle navali verrà riorientata per questo», sottolinea il padrone di casa Macron. «Con la Francia guideremo una missione multinazionale strettamente pacifica e difensiva per garantire la libertà di navigazione», precisa Keir Starmer, che annuncia per la prossima settimana il prossimo passo, una conferenza di pianificazione militare da tenersi a Londra.

Meloni: «Navi italiane solo con fine della guerra e ok del Parlamento»

Giorgia Meloni, arrivata al vertice in abito rosso fuoco coordinato con l’Alfa Romeo che la porta sino allo scalone dell’Eliseo, questa volta si accoda volentieri. Se la Coalizione dei Volenterosi per l’Ucraina l’aveva sempre trattata con freddezza, snobbando o collegandosi in video alle riunioni, questa invece, dice a fianco a Macron, «è un’iniziativa fondamentale, ecco perché volevo esserci di persona». Di più, sottolinea come il confronto produttivo di oggi «mostra come l’Europa è pronta a fare la sua parte nel quadro di sicurezza internazionale insieme ai suoi partner, nello sforzo più ampio che vede le nostre nazioni impegnate di fronte a ciclo di conflittualità crescente». Insomma se il mondo va a rotoli e Donald Trump è ingrato e indecifrabile, Meloni ora si tiene stretta l’Europa. Sulla futura missione però mantiene una linea prudente. Una presenza navale internazionale a Hormuz «può essere inviata solo quando ci sarà una cessazione delle ostilità, in coordinamento con tutti gli attori regionali e internazionali e con una postura esclusivamente difensiva», fissa i paletti. Quanto al ruolo dell’Italia, cita il contributo possibile per lo sminamento del tratto di mare (come chiesto dagli americani) ma precisa che Roma «offre la sua disponibilità a mettere a disposizione proprie unità navali, sulla base della necessaria autorizzazione parlamentare come previsto dalle nostre regole costituzionali». Stessa condizione cui vincola l’impegno tedesco Merz, che aggiunge di auspicare pure una risoluzione del Consiglio di sicurezza Onu per dare copertura internazionale alla missione e la partecipazione degli Usa stessi. 

Trump gela (ancora) gli europei

Non passano più di 15 minuti dalla fine della conferenza stampa dei leader a Parigi però che Trump già gela la proposta d’intervento europeo (e oltre) nel Golfo. «Ora che la situazione nello Stretto di Hormuz si è risolta, ho ricevuto una telefonata dalla Nato in cui gli alleati mi chiedevano se avessimo bisogno di aiuto. Ho detto loro di starne fuori, a meno che non vogliano semplicemente riempire le loro navi di petrolio. Sono stati inutili nel momento del bisogno: una tigre di carta!», torna a ringhiare il presidente Usa su Truth, riutilizzando l’epiteto già dato più volte nelle ultime settimane agli alleati Nato che si sono rifiutati di aiutare gli Usa ad uscire dal pantano della guerra con l’Iran. Inevitabile che nei prossimi giorni le diplomazie europee lavoreranno sotto traccia per cercare di rabbonire Trump e convincere gli Usa dell’utilità della missione.

Foto di copertina: Giorgia Meloni, Emmanuel Macron, Keir Starmer e Friedrich Merz al vertice sullo Stretto di Hormuz all’Eliseo – Parigi, 17 aprile 2026 (Ansa/Palazzo Chigi)

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