Iran, la svolta di Trump: «Pronto a restituirci il nucleare» – La diretta

L’Iran è pronto a «restituire la polvere nucleare» agli Usa. E i due paesi sono «molto vicini a un accordo» sulla fine della guerra. L’annuncio di Donald Trump ai giornalisti alla Casa Bianca arriva insieme alla ventilata possibilità che proprio il presidente degli Stati Uniti vada a Islamabad per firmare l’accordo con Teheran. E subito dopo l’attacco all’Italia del tycoon. Intanto oggi il presidente francese Emmanuel Macron e il primo ministro britannico Keir Starmer presiederanno a Parigi una riunione degli alleati per valutare l’invio di una forza multinazionale volta a garantire la sicurezza e la libera circolazione delle merci nello Stretto di Hormuz una volta che l’attuale conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele sarà terminato. E secondo la Cnn l’Iran ha ancora «migliaia di missili e droni» per colpire Usa e Israele.
L’Iran, la pace, la tregua
L’Iran continua a bloccare lo stretto di Hormuz, e da lunedì Washington impone un blocco sulle navi in provenienza o a destinazione dei porti iraniani. «Se l’Iran fa la scelta sbagliata, allora ci sarà un blocco. E le bombe cadranno sulle sue infrastrutture elettriche ed energetiche», ha minacciato il ministro della Difesa americano Pete Hegseth. L’Iran minaccia a sua volta di bloccare anche il Mar Rosso, pur ribadendo la sua volontà di negoziare. L’ambasciatore iraniano all’Onu ha definito Teheran «cautamente ottimista» riguardo a questi colloqui e ha espresso la sua speranza di «risultati significativi».
Nel frattempo l’amministrazione americana ha annullato un contratto da undici milioni di dollari con Catholic Charities per offrire alloggio e assistenza ai bambini migranti entrati negli Stati Uniti da soli. Ponendo così fine a un rapporto di oltre mezzo secolo tra la Chiesa cattolica e il governo statunitense, nato con l’arrivo dei primi esuli cubani nel sud della Florida. Questo strappo arriva in un contesto di crescenti tensioni tra l’amministrazione e i cattolici americani. Scatenato dalle dure critiche del presidente Trump al primo papa americano del Vaticano.
Trump: l'Iran rinuncia all'uranio
Stati Uniti e l’Iran sono «molto vicini» a un accordo e Teheran è disposta «a liberarsi del proprio uranio arricchito», una delle principali richieste di Washington. Lo ha detto il presidente americano ai giornalisti alla Casa Bianca spiegando che «siamo molto vicini a concludere un accordo con l’Iran» e aggiungendo che prenderebbe in considerazione l’idea di recarsi in Pakistan, che funge da mediatore, se l’accordo dovesse concretizzarsi. «Ci sono ottime possibilità che raggiungiamo un accordo», ha insistito. «Hanno accettato di restituirci la polvere nucleare», ha assicurato Trump senza fornire ulteriori dettagli, utilizzando il termine che impiega per indicare le scorte di uranio arricchito, una delle richieste chiave degli Stati Uniti per raggiungere un accordo. La Repubblica islamica non ha confermato immediatamente questo punto.
Tra l’Iran e gli Stati Uniti proseguono le trattative sotto l’egida del Pakistan per organizzare una seconda tornata di negoziati, dopo il fallimento della prima a Islamabad lo scorso fine settimana, con l’obiettivo di porre fine in modo definitivo alla guerra. L’influente capo dell’esercito pakistano Asim Munir era in Iran giovedì per incontrare il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, considerato il principale interlocutore da parte di Teheran. Di fronte a un conflitto che ha causato migliaia di morti, principalmente in Iran e in Libano, dall’offensiva israelo-americana lanciata il 28 febbraio, e che sta scuotendo l’economia mondiale, il mondo spera almeno in una proroga di due settimane del cessate il fuoco, in vigore dall’8 aprile. Per il momento non è stata fissata «alcuna data» per un secondo round di discussioni, ha indicato il portavoce del ministero degli Affari esteri pakistano.
La tregua di dieci giorni tra Libano e Israele
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che i leader di Israele e del Libano hanno concordato di avviare un cessate il fuoco di dieci giorni giorni a partire dalle 17 di ieri della costa est, corrispondenti alle 23 in Italia. Si tratta di uno sviluppo diplomatico che potrebbe rimuovere un ostacolo importante ai negoziati di pace più ampi con l’Iran, se verrà effettivamente rispettata. Una tregua ha l’obiettivo di mettere in pausa la guerra tra Israele e Hezbollah, il gruppo militante libanese sostenuto dall’Iran. Nessuna delle due parti aveva confermato immediatamente l’annuncio di Trump, anche perché i negoziati sono apparsi complicati dal fatto che Israele stava discutendo il cessate il fuoco solo con il governo libanese, che non ha il controllo su Hezbollah, un gruppo considerato più potente dell’esercito libanese stesso.
All'Europa restano sei settimane di scorte di cherosene
All’Europa potrebbero restare solo sei settimane di scorte di carburante per aerei, con gravi conseguenze per l’economia del continente. E’ l’allarme dell’Agenzia internazionale per l’energia (Eia). «Diversi paesi europei potrebbero iniziare a registrare carenze di carburante per aerei nelle prossime sei settimane, a seconda di quanto riusciranno a importare dai mercati internazionali per sostituire le forniture perse dal Medio Oriente, che in precedenza rappresentavano il 75% delle importazioni nette europee di carburante per aerei», ha dichiarato l’organizzione a Cnbc.
Per il direttore esecutivo dell’Eia Fatih Birol, il blocco dello Stretto di Hormuz provocherà «la più grande crisi energetica che abbiamo mai affrontato». Secondo dati di ACI Europe, il trasporto aereo genera ogni anno 851 miliardi di euro (quasi 1.000 miliardi di dollari) di prodotto interno lordo per le economie europee e sostiene 14 milioni di posti di lavoro.
