Trump convoca una riunione nella situation room: «Senza svolta la guerra riprende». L’Iran chiude Hormuz. Attacco ai caschi blu francesi: un morto – La diretta

Dopo settimane di escalation seguite all’attacco del 28 febbraio, si apre uno spiraglio diplomatico: l’Iran annuncia la riapertura dello Stretto di Hormuz, legandola però alla fine del blocco navale Usa sui propri porti. Mentre Donald Trump parla di un accordo sul nucleare «molto vicino» (che prevede il trasferimento dell’uranio arricchito negli Stati Uniti), esplode la tensione tra Washington e Tel Aviv. Netanyahu si dice «scioccato» dal veto imposto dalla Casa Bianca ai raid israeliani in Libano, condizione essenziale per la tregua di 10 giorni siglata il 17 aprile. Sullo sfondo, la diplomazia internazionale si muove a Parigi con una nuova Coalizione dei volenterosi a guida franco-britannica per garantire la sicurezza della navigazione, una missione difensiva a cui anche l’Italia si prepara a contribuire.
Trump convoca riunione nella situation room: «Senza svolta la guerra riprende»
Donald Trump ha convocato questa mattina una riunione nella situation room per discutere della nuova crisi sullo Stretto di Hormuz. Lo riporta Axios citando due funzionari americani, uno dei quali ha riferito che se non ci sarà presto una svolta, la guerra potrebbe riprendere nei prossimi giorni. Alla riunione erano presenti il vicepresidente JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio, il capo del Pentagono Pete Hegseth e il segretario al Tesoro Scott Bessent. Secondo il giornale Usa hanno partecipato anche il capo della Cia John Ratcliffe, l’inviato Steve Witkoff, la capa di gabinetto Susie Wiles e il capo dello stato maggiore congiunto Dan Caine.
Hezbollah: «Neghiamo qualsiasi coinvolgimento nell'attacco a Unifil in Libano»
«Neghiamo qualsiasi coinvolgimento nell’attacco contro Unifil». Lo afferma Hezbollah, tramite un comunicato, in riferimento all’attacco contro i caschi blu francesi a Ghandouriyeh, nel sud del Libano, che ha portato alla morte del sergente maggiore Florian Montorio e al ferimento di tre suoi commilitoni.
Teheran: «Controllo di Hormuz fino a pace duratura»
Il Consiglio supremo per la sicurezza nazionale dell’Iran, il massimo organo decisionale del Paese sotto la guida suprema, ha dichiarato che terrà il controllo dello Stretto di Hormuz «fino alla conclusione definitiva della guerra». L’Iran sta esaminando nuove proposte provenienti dagli Stati Uniti, trasmesse tramite il Pakistan, e non ha ancora risposto, aggiunge il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale in un comunicato. L’agenzia di stampa Tasnim riporta che il Consiglio ha affermato che, finché continuerà il blocco navale statunitense del porto iraniano, Teheran «lo considererà una violazione del cessate il fuoco».
Il Papa: «Non è mio interesse dibattere con Trump»
Il Papa, parlando con i giornalisti sull’aereo da Yaoundé a Luanda, ha detto che non è suo interesse dibattere con Donald Trump. Ha spiegato che i discorsi che sta pronunciando in Africa sono stati preparati in alcuni casi anche due settimane fa, «ben prima che il presidente degli Stati Uniti commentasse su me e sul messaggio di pace che sto promuovendo. Eppure, è stato interpretato come se stessi cercando di dibattere nuovamente con il presidente, cosa che non è affatto nel mio interesse. Proseguiamo quindi il nostro cammino, continuiamo a proclamare il messaggio del Vangelo» per «promuovere la fraternità».
Trump: «I colloqui con l'Iran vanno bene»
I colloqui con l’Iran «stanno andando molto bene. Avremo informazioni entro la fine della giornata». Lo ha detto Donald Trump parlando dallo Studio Ovale.
Unifil: «Pattuglia colpita durante sminamento, pensiamo a Hezbollah»
«Questa mattina una pattuglia dell’Unifil che stava sgombrando munizioni esplosive lungo una strada nel villaggio di Ghanduriyah per ristabilire i collegamenti con le posizioni isolate» della missione «è stata colpita da fuoco di armi leggere». Lo rende noto su X la missione Onu in Libano, aggiungendo che è stata avviata «un’indagine per accertare le circostanze» e la «valutazione iniziale indica attori non statali (presumibilmente Hezbollah)». Unifil «condanna questo attacco deliberato ai danni dei caschi blu», «il lavoro delle squadre di disinnesco degli ordigni esplosivi è vitale nell’area».
La Msc Euribia sta uscendo dallo stretto di Hormuz
La nave da crociera Msc Euribia, rimasta bloccata per un mese e mezzo nel Golfo Persico a causa della guerra in Iran e del blocco dello stretto di Hormuz, è ormai prossima a lasciare definitivamente l’area. Secondo i dati AIS, l’unità della compagnia di Gianluigi Aponte naviga a circa 22 nodi e ha quasi doppiato la penisola di Musandam, all’estremità settentrionale dell’Oman, risultando di fatto quasi fuori dallo Stretto di Hormuz. La Euribia procede in un convoglio di altre navi da crociera: seguono la Celestyal Journey, mentre a breve distanza si trovano anche la Mein Schiff 4 e la Mein Schiff 5 della compagnia TUI Cruises.
Macron: «Un casco blu ucciso e tre feriti tra i francesi in Libano»
Un soldato francese dell’Unifil è rimasto ucciso e tre feriti in seguito ad un attacco contro i caschi blu in Libano. Lo annuncia Emmanuel Macron. In un post pubblicato su X, il presidente francese aggiunge: «La nazione si inchina in segno di rispetto ed esprime il suo sostegno alle famiglie dei nostri soldati e a tutto il nostro personale militare impegnato per la pace in Libano. Tutto lascia intendere che Hezbollah sia responsabile di questo attacco. La Francia chiede che le autorità libanesi arrestino immediatamente i responsabili e si assumano le proprie responsabilità».
Idf: «Primi raid contro Hezbollah dopo il cessate il fuoco in Libano»
L’Idf conferma di aver condotto nelle ultime 24 ore diversi raid nel Libano meridionale contro militanti di Hezbollah che «hanno violato gli accordi di cessate il fuoco». A riportarlo è The Times of Israel, specificando che si tratta della prima violazione di questo tipo dall’entrata in vigore della tregua nel Paese. Secondo quanto riferito dall’esercito israeliano, le truppe che operano a sud della “Linea Gialla” stabilita dall’Idf «hanno identificato terroristi che hanno violato i patti per il cessate il fuoco e si sono avvicinati alle forze di Tel Aviv da nord della Linea, rappresentando una minaccia immediata».
Khamenei: «Marina Iran pronta a infliggere amare sconfitte»
«Così come i droni dell’Esercito iraniano colpiscono gli Stati Uniti e gli assassini sionisti come un fulmine, anche la sua valorosa marina è pronta a infliggere nuove amare sconfitte ai suoi nemici». È quanto si legge in un messaggio della Guida Suprema dell’Iran Mojtaba Khamenei, diffuso in occasione dell’anniversario della creazione dell’Esercito della Repubblica islamica dell’Iran, il 29 di Farvardin (18 aprile 2026).
Due mercantili segnalano spari mentre tentavano di attraversare Hormuz
Almeno due navi mercantili hanno dichiarato di essere state colpite da colpi d’arma da fuoco mentre tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz, secondo quanto riferito da tre fonti della sicurezza marittima e del settore navale a Reuters come riportato sul sito. L’impatto non è stato immediatamente chiaro. Oggi l’Iran ha annullato la breve riapertura dello Stretto di Hormuz, accusando gli Usa di non aver rispettato i propri obblighi previsti dall’accordo. Questo è avvenuto mentre diverse navi avevano iniziato a transitare attraverso la rotta marittima, in quello che sembrava un «primo grande movimento» di navi da inizio guerra.
Schlein: «Serve la pace prima di mettere in campo forze italiane»
«Ad ora la cornice non è minimamente chiara e manca la precondizione che è un accordo di pace. Non basta la tregua, che peraltro è molto fragile. Serve una cornice chiara che in questo momento il governo non ha fornito. Serve che ci sia un accordo di pace e serve un chiaro mandato multilaterale che in questo momento non c’è. Quindi il governo chiarisca che cosa ha in testa prima di fare gli annunci». Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, nel commentare la disponibilità espressa venerdì dalla premier Meloni alla riunione dei volenterosi, a margine del vertice globale dei governi e partiti progressisti a Barcellona
Meloni: «L'instabilità è la nostra normalità»
«L’instabilità sta diventando la nostra normalità». Lo ha detto la premier Giorgia Meloni alla 76esima assemblea di Federalberghi. «Mentre venivamo l’Iran ha annunciato di voler chiudere Hormuz, il quadro cambia continuamente e siamo al lavoro ogni minuto» per «la stabilizzazione di quadranti che si sono moltiplicati».
Teheran non ha ancora dato l'ok a nuovo round di negoziati
L’Iran non ha per ora acconsentito a tenere un nuovo ciclo di colloqui con gli Stati Uniti, il primo dei quali si è tenuto a Islamabad la scorsa settimana, «a causa dell’annuncio del presidente Donald Trump sul blocco marittimo statunitense e delle richieste eccessive avanzate dagli americani, sia durante i recenti colloqui che nei loro messaggi all’Iran», ha dichiarato sabato l’agenzia Tasnim, affiliata alla Guardia Rivoluzionaria.
Iran: «Hormuz chiuso nuovamente a causa del blocco Usa»
Il comando militare iraniano afferma di aver nuovamente chiuso Hormuz a causa del blocco statunitense.
Petroliere attraversano Stretto Hormuz
Un convoglio di petroliere in partenza dal Golfo è in transito nello Stretto di Hormuz. Lo mostrano i dati MarineTraffic citati da Bbc. Si possono osservare diverse imbarcazioni in movimento, tra cui, secondo il sito, navi progettate per il trasporto di petrolio, gas di petrolio liquefatto e prodotti chimici.
L'Iran riapre parzialmente il suo spazio aereo
L’agenzia per l’aviazione civile iraniana ha annunciato la riapertura parziale dello spazio aereo del Paese e ha aggiunto nel proprio comunicato che la ripresa dei voli è stata discussa in seno a un comitato di coordinamento e che questa mattina i voli sono stati ripristinati in alcuni aeroporti del Paese. «Lo spazio aereo nell’Iran orientale è stato riaperto ai voli internazionali. Gli altri aeroporti saranno riaperti gradualmente, in base alla prontezza tecnica e operativa dei settori militari e non militari», ha aggiunto, secondo quanto riportato dall’Irna.
Trump: «Senza un accordo di pace il blocco dei porti iraniani resta»
Donald Trump ha dichiarato che manterrà il blocco Usa dei porti iraniani se non verrà raggiunto un accordo di pace con Teheran, aggiungendo che potrebbe non estendere il cessate il fuoco dopo la sua scadenza di mercoledì. «Potrei non estenderlo, ma il blocco continuerà», ha detto Trump ai giornalisti a bordo dell’Air Force One rispondendo a una domanda su cosa avrebbe fatto in caso di mancato accordo con l’Iran. Ma «penso che accadrà», ha aggiunto riguardo al potenziale accordo di pace.
La Cina disposta a prendere in custodia uranio arricchito di Teheran
La Cina si è detta disposta a a prendere possesso o a ridurre il livello di arricchimento di circa 970 libbre (440 chilogrammi) di uranio arricchito che Donald Trump sostiene debba essere rimosso dall’Iran come parte dell’accordo per porre fine alla guerra. Lo ha riferito ad Associated Press un diplomatico a conoscenza del pensiero di Pechino sulla questione. Al momento, sembra che Trump voglia che gli Stati Uniti prendano in custodia il materiale, che si ritiene sia sepolto sotto siti nucleari gravemente danneggiati dal bombardamento americano dello scorso giugno. La Cina, che è il principale partner commerciale dell’Iran, sta però segnalando che sarebbe disponibile, se richiesta da Washington e Teheran, a prendere l’uranio o a dearricchirlo fino a livelli utilizzabili per applicazioni civili, ha affermato il diplomatico. Nel 2015, nell’ambito del Joint Comprehensive Plan of Action, l’Iran spedì circa 25.000 libbre (11.000 kg) di uranio a basso arricchimento in Russia per soddisfare un requisito fondamentale dell’accordo nucleare.
Usa estendono l'autorizzazione alla vendita di parte del petrolio russo
Gli Stati Uniti estendono fino al 16 maggio la licenza per la consegna e la vendita di petrolio russo caricato sulle navi prima del 17 aprile. Lo ha annunciato il Tesoro americano, secondo quanto riportato dall’agenzia Bloomberg. La licenza sarebbe dovuta scadere il 17 aprile.
La maggioranza degli americani contro la guerra in Iran: «Non è negli interessi Usa»
La guerra in Iran non convince gli americani. Solo il 38% la appoggia, a fronte di una maggioranza contraria perché il conflitto non è negli interessi degli Stati Uniti. E’ quanto emerge da un sondaggio di Politico, secondo il quale gli americani non credono che Donald Trump abbia degli obiettivi chiari per la guerra. Quasi la metà degli interpellati ritiene che il presidente Usa abbia trascorso troppo tempo a occuparsi di affari esteri invece che dei problemi interni, incluso un 24% degli elettori di Trump. Un 41% è convinto che il tycoon non abbia un piano per risolvere il conflitto e solo il 15% ritiene che abbia raggiunto gli obiettivi che aveva fissato.
Iran: «Richiuderemo lo Stretto se il blocco Usa dei nostri porti continuerà»
Teheran chiuderà nuovamente lo Stretto di Hormuz se gli Stati Uniti continueranno il blocco dei porti dell’Iran, ha dichiarato oggi il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf: «Con il proseguimento del blocco, lo Stretto di Hormuz non rimarrà aperto», ha scritto Ghalibaf su X aggiungendo che il transito attraverso il canale dipenderà dall’autorizzazione dell’Iran.
Trump insiste: «Porteremo l'uranio dell'Iran negli Usa»
Intervenendo ad un evento di Turning Point Usa a Phoenix, Donald Trump ha insistito che l’uranio arricchito iraniano sarà portato negli Usa, dopo che un portavoce del ministero degli esteri di Teheran ha smentito questa ipotesi. «Lo otterremo intervenendo con l’Iran», ha detto. «Lo riporteremo a casa negli Stati Uniti molto presto». Poi ha ribadito, sottolineando che c’è accordo con Teheran sulla maggior parte dei punti dell’intesa: «È un grande giorno per il mondo, perché l’Iran ha annunciato che lo Stretto di Hormuz è aperto. Il nostro blocco però continuerà fino a che non ci sarà un accordo». «L’Iran non avrà mai l’arma nucleare», ha aggiunto il presidente mettendo un evidenza che gli Usa, insieme a Teheran, prenderanno l’uranio arricchito e lo porteranno negli Stati Uniti. Il pubblico presente all’evento di Turning Point ha applaudito alle sue parole, spazzando via i timori di una ricezione fredda per il presidente a causa della guerra.

