Hormuz riaperto, verso un accordo con gli Stati Uniti. L’Iran minaccia: «Richiuderemo lo Stretto se il blocco Usa dei nostri porti continuerà» – La diretta

Dopo settimane di escalation seguite all’attacco del 28 febbraio, si apre uno spiraglio diplomatico: l’Iran annuncia la riapertura dello Stretto di Hormuz, legandola però alla fine del blocco navale Usa sui propri porti. Mentre Donald Trump parla di un accordo sul nucleare «molto vicino» (che prevede il trasferimento dell’uranio arricchito negli Stati Uniti), esplode la tensione tra Washington e Tel Aviv. Netanyahu si dice «scioccato» dal veto imposto dalla Casa Bianca ai raid israeliani in Libano, condizione essenziale per la tregua di 10 giorni siglata il 17 aprile. Sullo sfondo, la diplomazia internazionale si muove a Parigi con una nuova Coalizione dei volenterosi a guida franco-britannica per garantire la sicurezza della navigazione, una missione difensiva a cui anche l’Italia si prepara a contribuire.
Trump: «Senza un accordo di pace il blocco dei porti iraniani resta»
Donald Trump ha dichiarato che manterrà il blocco Usa dei porti iraniani se non verrà raggiunto un accordo di pace con Teheran, aggiungendo che potrebbe non estendere il cessate il fuoco dopo la sua scadenza di mercoledì. «Potrei non estenderlo, ma il blocco continuerà», ha detto Trump ai giornalisti a bordo dell’Air Force One rispondendo a una domanda su cosa avrebbe fatto in caso di mancato accordo con l’Iran. Ma «penso che accadrà», ha aggiunto riguardo al potenziale accordo di pace.
La Cina disposta a prendere in custodia uranio arricchito di Teheran
La Cina si è detta disposta a a prendere possesso o a ridurre il livello di arricchimento di circa 970 libbre (440 chilogrammi) di uranio arricchito che Donald Trump sostiene debba essere rimosso dall’Iran come parte dell’accordo per porre fine alla guerra. Lo ha riferito ad Associated Press un diplomatico a conoscenza del pensiero di Pechino sulla questione. Al momento, sembra che Trump voglia che gli Stati Uniti prendano in custodia il materiale, che si ritiene sia sepolto sotto siti nucleari gravemente danneggiati dal bombardamento americano dello scorso giugno. La Cina, che è il principale partner commerciale dell’Iran, sta però segnalando che sarebbe disponibile, se richiesta da Washington e Teheran, a prendere l’uranio o a dearricchirlo fino a livelli utilizzabili per applicazioni civili, ha affermato il diplomatico. Nel 2015, nell’ambito del Joint Comprehensive Plan of Action, l’Iran spedì circa 25.000 libbre (11.000 kg) di uranio a basso arricchimento in Russia per soddisfare un requisito fondamentale dell’accordo nucleare.
Usa estendono l'autorizzazione alla vendita di parte del petrolio russo
Gli Stati Uniti estendono fino al 16 maggio la licenza per la consegna e la vendita di petrolio russo caricato sulle navi prima del 17 aprile. Lo ha annunciato il Tesoro americano, secondo quanto riportato dall’agenzia Bloomberg. La licenza sarebbe dovuta scadere il 17 aprile.
La maggioranza degli americani contro la guerra in Iran: «Non è negli interessi Usa»
La guerra in Iran non convince gli americani. Solo il 38% la appoggia, a fronte di una maggioranza contraria perché il conflitto non è negli interessi degli Stati Uniti. E’ quanto emerge da un sondaggio di Politico, secondo il quale gli americani non credono che Donald Trump abbia degli obiettivi chiari per la guerra. Quasi la metà degli interpellati ritiene che il presidente Usa abbia trascorso troppo tempo a occuparsi di affari esteri invece che dei problemi interni, incluso un 24% degli elettori di Trump. Un 41% è convinto che il tycoon non abbia un piano per risolvere il conflitto e solo il 15% ritiene che abbia raggiunto gli obiettivi che aveva fissato.
Iran: «Richiuderemo lo Stretto se il blocco Usa dei nostri porti continuerà»
Teheran chiuderà nuovamente lo Stretto di Hormuz se gli Stati Uniti continueranno il blocco dei porti dell’Iran, ha dichiarato oggi il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf: «Con il proseguimento del blocco, lo Stretto di Hormuz non rimarrà aperto», ha scritto Ghalibaf su X aggiungendo che il transito attraverso il canale dipenderà dall’autorizzazione dell’Iran.
Trump insiste: «Porteremo l'uranio dell'Iran negli Usa»
Intervenendo ad un evento di Turning Point Usa a Phoenix, Donald Trump ha insistito che l’uranio arricchito iraniano sarà portato negli Usa, dopo che un portavoce del ministero degli esteri di Teheran ha smentito questa ipotesi. «Lo otterremo intervenendo con l’Iran», ha detto. «Lo riporteremo a casa negli Stati Uniti molto presto». Poi ha ribadito, sottolineando che c’è accordo con Teheran sulla maggior parte dei punti dell’intesa: «È un grande giorno per il mondo, perché l’Iran ha annunciato che lo Stretto di Hormuz è aperto. Il nostro blocco però continuerà fino a che non ci sarà un accordo». «L’Iran non avrà mai l’arma nucleare», ha aggiunto il presidente mettendo un evidenza che gli Usa, insieme a Teheran, prenderanno l’uranio arricchito e lo porteranno negli Stati Uniti. Il pubblico presente all’evento di Turning Point ha applaudito alle sue parole, spazzando via i timori di una ricezione fredda per il presidente a causa della guerra.
