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«Eliminate i controlli alle frontiere»: il monito dell’Ue all’Italia e ad altri 8 Paesi europei. La Lega insorge: «Non decide Bruxelles»

02 Giugno 2026 - 15:39 Anna Clarissa Mendi
"L'accordo tra Ue e Turchia sulla crisi migratoria viola il diritto internazionale e quello dell'Unione, scambiando vite umane con concessioni politiche". CosÏ Elisa Bacciotti, direttrice di Oxfam Italia. "Dopo il blocco della rotta balcanica, l'accordo Ë un ulteriore passo verso l'abisso della disumanit‡, peraltro mascherato, con raggelante ipocrisia, da strumento per smantellare il business dei trafficanti. Il costo del controllo dei confini europei non puÚ essere pagato con vite umane".
ANSA/UFFICIO STAMPA OXFAM/PABLO TOSCO
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È il parere della Commissione europea sulle misure introdotte nell'area Schengen da 9 Stati: «Quando si protraggono per oltre 12 mesi, siamo chiamati a esprimere una valutazione»
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Bruxelles chiede ai Paesi che hanno reintrodotto i controlli alle frontiere interne di prepararsi a una loro graduale eliminazione. È il messaggio contenuto nei pareri con cui la Commissione europea ha valutato le misure adottate da Italia, Austria, Danimarca, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Slovenia e Svezia nell’ambito dell’area Schengen (si tratta di Stati che hanno ripristinato le verifiche per ragioni di sicurezza e di gestione dei flussi migratori). Nei documenti, l’esecutivo Ue ricorda che il diritto europeo consente il ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne solo in circostanze specifiche e che, quando tali misure si protraggono per oltre dodici mesi, la Commissione è chiamata a esprimere una valutazione. Per questo motivo, l’esecutivo europeo invita i nove Stati a lavorare per una progressiva rimozione dei controlli.

Il Patto sui migranti e le alternative ai controlli interni

Secondo la Commissione, l’imminente entrata in vigore del Patto europeo su migrazione e asilo, prevista tra dieci giorni, contribuirà «a creare le condizioni necessarie per superare» tali misure. Il nuovo quadro normativo rafforzerà infatti «la gestione delle frontiere esterne dell’Unione e metterà a disposizione degli Stati membri strumenti più efficaci per contrastare i movimenti irregolari all’interno dello spazio Schengen», si legge.

Bruxelles sottolinea inoltre che «l’Entry/Exit System, pienamente operativo dallo scorso aprile, insieme alla futura introduzione del sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (Etias), consentirà un controllo più accurato dei movimenti alle frontiere esterne dell’Ue». Questi strumenti miglioreranno il «monitoraggio degli ingressi e delle uscite dal territorio europeo, nonché dei tempi e dei luoghi degli attraversamenti». Per la Commissione, esistono quindi alternative più «efficaci» ed «efficienti» rispetto ai controlli alle frontiere interne.

La reazione della Lega: «Ai confini decidiamo noi»

Dura la reazione della Lega. «Decidiamo noi come, quando, per quanto tempo e chi controllare ai nostri confini per proteggere gli italiani, non Bruxelles», ha scritto il partito di Matteo Salvini sui social, rivendicando la competenza nazionale nella gestione della sicurezza e dei controlli alle frontiere.

Foto copertina: ANSA/ UFFICIO STAMPA OXFAM ITALIA | Un’immagine, diffusa il 19 febbraio 2016 da Oxfam Italia, relativa all’emergenza rifugiati in Europa

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