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«Eliminate i controlli alle frontiere»: il monito dell’Ue all’Italia e ad altri 8 Paesi europei. La Lega insorge: «Non decide Bruxelles»

02 Giugno 2026 - 15:39 Anna Clarissa Mendi
È il parere della Commissione europea sulle misure introdotte nell'area Schengen da 9 Stati: «Quando si protraggono per oltre 12 mesi, siamo chiamati a esprimere una valutazione»
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Bruxelles chiede ai Paesi che hanno reintrodotto i controlli alle frontiere interne di prepararsi a una loro graduale eliminazione. È il messaggio contenuto nei pareri con cui la Commissione europea ha valutato le misure adottate da Italia, Austria, Danimarca, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Slovenia e Svezia nell’ambito dell’area Schengen (si tratta di Stati che hanno ripristinato le verifiche per ragioni di sicurezza e di gestione dei flussi migratori). Nei documenti, l’esecutivo Ue ricorda che il diritto europeo consente il ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne solo in circostanze specifiche e che, quando tali misure si protraggono per oltre dodici mesi, la Commissione è chiamata a esprimere una valutazione. Per questo motivo, l’esecutivo europeo invita i nove Stati a lavorare per una progressiva rimozione dei controlli.

Il Patto sui migranti e le alternative ai controlli interni

Secondo la Commissione, l’imminente entrata in vigore del Patto europeo su migrazione e asilo, prevista tra dieci giorni, contribuirà «a creare le condizioni necessarie per superare» tali misure. Il nuovo quadro normativo rafforzerà infatti «la gestione delle frontiere esterne dell’Unione e metterà a disposizione degli Stati membri strumenti più efficaci per contrastare i movimenti irregolari all’interno dello spazio Schengen», si legge.

Bruxelles sottolinea inoltre che «l’Entry/Exit System, pienamente operativo dallo scorso aprile, insieme alla futura introduzione del sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (Etias), consentirà un controllo più accurato dei movimenti alle frontiere esterne dell’Ue». Questi strumenti miglioreranno il «monitoraggio degli ingressi e delle uscite dal territorio europeo, nonché dei tempi e dei luoghi degli attraversamenti». Per la Commissione, esistono quindi alternative più «efficaci» ed «efficienti» rispetto ai controlli alle frontiere interne.

La reazione della Lega: «Ai confini decidiamo noi»

Dura la reazione della Lega. «Decidiamo noi come, quando, per quanto tempo e chi controllare ai nostri confini per proteggere gli italiani, non Bruxelles», ha scritto il partito di Matteo Salvini sui social, rivendicando la competenza nazionale nella gestione della sicurezza e dei controlli alle frontiere.

Foto copertina: ANSA/ UFFICIO STAMPA OXFAM ITALIA | Un’immagine, diffusa il 19 febbraio 2016 da Oxfam Italia, relativa all’emergenza rifugiati in Europa

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