«Camminano tra di noi»: Trump lancia aliens.gov. Ma il sito non c’entra nulla con gli extraterrestri

Per qualche ora, l’America ha creduto di trovarsi davanti a una delle rivelazioni più attese degli ultimi decenni: quella sugli Ufo. Un dominio dal nome evocativo, Aliens.gov – registrato a marzo -, una frase dal sapore distopico – They walk among us, «camminano tra noi» – e un clima di attesa alimentato da settimane di speculazioni sui dossier governativi riguardanti gli oggetti volanti non identificati. Ma la sorpresa arriva al momento dell’apertura del sito: degli extraterrestri nessuna traccia. O, meglio, esistono, ma nel linguaggio adottato dall’amministrazione Trump per riferirsi, però, ai migranti irregolari (o presunti irregolari).
Com’è fatto il sito: caratteri verdi e mappa degli arresti
Il nuovo portale lanciato dalla Casa Bianca è, a tutti gli effetti, una piattaforma costruita attorno all’immaginario extraterrestre. Grafica scura, caratteri verdi fluorescenti e richiami estetici ai classici della fantascienza fanno da cornice a un sito che, in realtà, non parla di alieni, ma delle attività dell’Ice, l’agenzia federale responsabile del controllo dell’immigrazione. Aliens.gov ospita una mappa interattiva degli arresti effettuati sul territorio nazionale, un contatore aggiornato degli encounters con immigrati irregolari e un invito rivolto ai cittadini a segnalare presunti suspicious aliens attraverso un modulo dedicato.
La narrazione della Casa Bianca sugli «alieni»
L’intero progetto è introdotto da una narrazione volutamente teatrale. Per oltre sessant’anni, recita il testo di apertura, il governo degli Stati Uniti avrebbe custodito un segreto inconfessabile. «Gli alieni «hanno vissuto indisturbati» nelle comunità americane, «frequentando gli stessi quartieri», facendo «acquisti negli stessi negozi» e mandando «i figli nelle stesse scuole», mimetizzati in una quotidianità apparentemente ordinaria. «Con una sola differenza: non appartengono a questo posto», afferma il sito, alimentando per qualche istante l’equivoco. La pagina si spinge persino oltre, ricorrendo all’ironia quando invita a non preoccuparsi in caso di un presunto rapimento. «Se avete assistito a un rapimento, non preoccupatevi. L’alieno è in buone mani – assicura il testo – viene semplicemente ricondotto al proprio Paese d’origine».
Foto copertina: ALIENS.GOV | La pagina di apertura del sito Usa

