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Lo scrittore Rushdie sta meglio, staccato dal respiratore: può parlare

Secondo gli inquirenti, il piano di Hadi Matar era «mirato e premeditato». Il 24enne si è dichiarato innocente

Lo scrittore Salman Rushdie, in condizioni critiche dopo esser stato accoltellato lo scorso 12 agosto a New York, sarebbe di nuovo in grado di parlare. La Bbc ha annunciato che è stato staccato dal respiratore. Il suo agente, Andrew Wylie, ha confermato la notizia ai media statunitensi, ma in precedenza aveva affermato che l’autore potrebbe perdere un occhio. Aveva parlato anche di danni al fegato e ai nervi di un braccio. La notizia del suo miglioramento è stata accolta con sollievo dai colleghi scrittori e dagli studiosi, incluso Michael Hill, il presidente della Chautauqua Institution, il luogo dov’è avvenuto l’attentato.


Un attacco «mirato e premeditato»

Rushdie ha affrontato anni di minacce di morte per il suo romanzo I versi satanici, che alcuni musulmani considerano blasfemo. A salire sul palco e ad accoltellarlo almeno 10 volte al viso, al collo e all’addome sarebbe stato il 24enne Hadi Matar, che per il momento si è dichiarato non colpevole ed è stato rinviato in custodia cautelare senza cauzione. Gli inquirenti ritengono che il suo attacco sia stato «mirato e premeditato». Il Procuratore distrettuale della Contea, Jason Schmidt, ha spiegato che il ragazzo era arrivato sul posto un giorno prima dell’evento al quale doveva intervenire lo scrittore, e che si era presentato con un documento d’identità falso. La notizia non è confermata, ma è probabile che questo documento sia la patente intestata ad un ‘martire’ degli hezbollah


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