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Monica Cirinnà ci ripensa e accetta di candidarsi col Pd: «Rimango in battaglia per le persone che me l’hanno chiesto» – Il video

Dopo l’annunciato addio, la senatrice dem cambia idea: «Non voglio abbandonare chi si sente davvero solo e penso che un grande partito come il Pd possa farcela»

«Gli occhi di tigre di Letta? Li tiro fuori, ma lo faccio solo per queste persone (la comunità Lgbtq+, ndr), perché il Pd è l’unico partito che può frenare questa destra oscurantista, l’unico partito che può fermare Giorgia Meloni e Matteo Salvini». Passata la notte a rimuginare sull’annuncio dato ieri, 15 agosto, di rinunciare alla candidatura di capolista nel collegio uninominale di Roma 4, la senatrice dem Monica Cirinnà annuncia l’inattesa virata: «Rimango in battaglia perché una grande comunità di persone mi ha chiesto di farlo, di riprovarci», ha spiegato. «Non voglio abbandonare chi si sente davvero solo e penso che un grande partito come il Pd possa farcela. Non è un ripensamento dettato da interesse, ma per senso di amore e rispetto per tanta gente che ancora crede in me», ha chiarito.


La giravolta dopo la delusione iniziale

Facendo capire di aver “ingoiato il rospo” del collegio assegnatole, «perdente», a detta della stessa senatrice. «Mi è stata tolta la possibilità di essere capolista al proporzionale al Senato, non sono stata valorizzata come dirigente nazionale per il lavoro che ho fatto e le competenze che ho, nonostante il partito su base regionale avesse votato all’unanimità la proposta di candidarmi come capolista al collegio Roma 1, valida fino a 48 ore fa. Una proposta che è diventata carta straccia», aveva lamentato Cirinnà subito dopo aver appreso le intenzioni della Direzione Pd. Riflessioni che ha ribadito oggi pomeriggio, dicendo che, a dispetto di chi «è stato garantito sul proporzionale, altri sono senza paracadute, come capiterà a me, su collegi perdenti».


La battaglia per la comunità Lgbtq+

Nulla che la spaventi al punto da dissuaderla dal combattere «come l’ultimo dei gladiatori», che per la senatrice è l’unico modo per dire a chi l’ha intimata di restare «voi per me ancora esistete». «Esistete», prosegue, «perché il Pd deve ancora occuparsi di diritti, ma lo deve fare in una grande comunità di persone. Farò una battaglia complicata, ma forse vale la pena di farla», ha concluso.

Fonte video: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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