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Caso Ruberti, sotto la lente le polizze della Asl: la Regione Lazio chiede verifiche sugli appalti

Intanto l’agente assicurativo Vladimiro De Angelis ribadisce: «Il mio “mi ti compro” non era in nessun modo una frase corruttrice»

Mentre il sindaco di Roma rimpiazza il suo capo di gabinetto Albino Ruberti con Alberto Stancanelli, consigliere della Corte dei Conti, la procura apre un fascicolo conoscitivo per fare luce sulla vicenda consumatasi due mesi fa a due passi dalla Taverna del Plinio, a Frosinone, dopo una cena elettorale del Pd. Nelle mani degli inquirenti il video che cattura la rabbia che Ruberti, personaggio chiave del Pd romano e regionale, riversa su Vladimiro De Angelis, fratello di Francesco De Angelis, ex europarlamentare Pd, e sul sindaco di Giuliano di Roma Adriano Lampazzi. La lite, secondo i diretti interessati, sarebbe nata da una discussione sul calcio (un rigore negato alla Roma nell’ultimo derby) e si sarebbe risolta con scuse immediate e reciproche.


A ribadirlo oggi lo stesso Vladimiro De Angelis, che ricostruisce al Corriere della Sera la sua versione dei fatti: «Lampazzi, romanista, ha detto a Ruberti, laziale, “Se non hai visto quel rigore, eri ubriaco”. E Ruberti ha replicato dicendogli che non capiva nulla. E hanno continuato a lanciarsi frecciate alzando sempre più la voce. A quel punto sono intervenuto per calmarli. Pensavo di aver sedato gli animi ma la discussione è ripartita mentre stavamo andando via. È stato allora che Ruberti, alterato e infastidito, mi ha gridato, mentre tentavo di fare da paciere. A quel punto, esausto, gli ho risposto duro: “Guarda che io non vivo di politica, vivo del mio lavoro. Se voglio, mi ti compro”», spiega De Angelis, definendo la frase «certamente poco elegante, ma che in nessun modo può essere interpretata come corruttrice».


Il sospetto che dietro l’indignazione di Ruberti ci fosse altro rimane. Secondo testimonianze da confermare, raccolte a Frosinone, il riferimento potrebbe essere al rifiuto dell’ex capo di gabinetto di avallare lo sbarco di Vladimiro De Angelis nella capitale per gestire qualche maxi appalto assicurativo, forte dell’importante giro di affari non solo nel Frusinate, dove la Asl di Frosinone è fra i clienti più importanti, ma anche in Regione Lazio, i cui dipendenti hanno una convenzione con Unipol Sai, associata delle agenzie di De Angelis. Tant’è che, giocando d’anticipo, l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato ha già chiesto all’Asl di Frosinone di procedere con le opportune verifiche sugli appalti delle polizze assicurative.

L’altra ipotesi che viene fatta in diversi ambienti a Frosinone è che ad agitare gli animi siano stati pacchetti di voti Pd e riposizionamenti di futuri candidati alla Regione, prossima alle elezioni. I dubbi nascono anche da alcune dichiarazioni di Ruberti: «Fai la tua scelta, se stai co’ sta gente non stai con me, te lo comunico», dice a Francesco De Angelis. E alla compagna Sara Battisti, che cerca di calmarlo: «Sara, se stai dalla parte loro, io ne prendo le conseguenze».

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