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Omicidio Dugina, il padre rompe il silenzio: «Uccisa dal terrorismo nazista di Kiev». Putin: «Crimine vile e crudele»

Le prime dichiarazioni pubbliche del presidente russo e del suo ideologo dopo l’uccisione di Darya Dugina

«Un crimine vile e crudele» che ha spezzato la vita di «una persona brillante e di talento con un vero cuore russo: gentile, amorevole, comprensiva e aperta». Così il presidente russo Vladimir Putin che, attraverso i canali ufficiali del Cremlino, ha diffuso il messaggio di condoglianze per la morte della figlia del suo braccio destro, Darya Dugina, vittima dell’esplosione dell’auto su cui viaggiava nella notte del 20 agosto, nei pressi di Mosca. «Giornalista, scienziata, filosofa, corrispondente di guerra, ha servito onestamente il popolo, la Patria, ha dimostrato con i fatti cosa significa essere un patriota della Russia», ha aggiunto Putin. Alle parole di cordoglio del presidente russo sono seguite le prime dichiarazioni pubbliche del suo ideologo Aleksandr Dugin in merito a quanto accaduto alla figlia Darya. Nel suo primo intervento su Telegram dopo l’attentato, Dugin ha affermato: «Mia figlia Darya Dugina è stata brutalmente uccisa da un’esplosione davanti ai miei occhi. Era una bella ragazza ortodossa, patriota, corrispondente militare, esperta di canali centrali e filosofa. I suoi discorsi e i suoi resoconti sono sempre stati profondi, fondati e sobri. Non ha mai invocato la violenza e la guerra. Era una stella nascente all’inizio del suo viaggio», cita il sito d’informazione russo Meduza.


Dugin parla di un «attacco terroristico compiuto dal regime nazista ucraino di nascosto», a cui la Russia non si deve piegare. Non è ancora chiaro se si tratti di un’agente dei servizi segreti ucraini oppure no ad averla uccisa, ma il Cremlino si dice certo che sia stata Natalia Vovk a piazzare e innescare la bomba. «Noi, il nostro popolo, non possiamo essere spezzati nemmeno da colpi così insopportabili. Volevano schiacciare la nostra volontà con sanguinoso terrore contro i migliori e i più vulnerabili di noi. Ma non lo capiscono. I nostri cuori bramano qualcosa di più della semplice vendetta o punizione. Abbiamo solo bisogno della nostra Vittoria», continua, ergendo la figlia a martire che «ha deposto la sua vita da nubile sull’altare della Vittoria» e che possa ispirare «i figli della nostra Patria all’impresa». La dichiarazione si conclude con le informazioni sullo svolgimento del funerale della 29enne, che avrà luogo domani 23 agosto alle ore 10.


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