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Il ricordo di Willy a due anni dall’omicidio: «A calcio la sua grinta era contagiosa, non ha mai reagito a un fallo»

Domani tutta la comunità di Colleferro si riunirà per ricordare il giovane ucciso due anni fa

Sono passati due anni dall’omicidio di Willy Monteiro Duarte, il 21enne pestato a morte dai fratelli Marco e Gabriele Bianchi. Mentre la giustizia continua a fare il suo corso dopo la sentenza di primo grado, per la comunità di Colleferro è tempo di stringersi nel ricordo. Domani, alle 18, si terrà una messa nella chiesa di Sant’Andrea, a Paliano, alla quale parteciperà tutta la comunità capoverdiana di Roma.


«In campo trasmetteva grinta»

Fra chi conosceva personalmente Willy spicca il ricordo dell’allora presidente del Paliano Calcio, Gianfranco Bicorni, che oggi al Corriere della Sera ha raccontato il suo rapporto con il 21enne di Colleferro ucciso ormai due anni fa. «Willie non era particolarmente dotato e, quindi, non faceva parte della rosa degli undici titolari. Ma la sua presenza era fondamentale perché faceva gruppo. E in una squadra come la nostra valeva forse più di un capocannoniere», ricorda Bicorni. Insomma, non un fuoriclasse dal punto di vista tecnico, ma un giocatore capace, a modo suo, di lasciare il segno e farsi sentire. Tutto questo, senza mai uscire dai confini del rispetto e della sportività. «In campo ci trasmetteva sempre carica e grinta. Non ricordo che abbia mai commesso un fallo. Di calci ne prendeva, ma non ha mai reagito, nemmeno con una parolaccia», racconta ancora Bicorni.


Il ricordo degli amici

Ma i compagni di spogliatoio della Paliano Calcio non sono gli unici a sentire la mancanza di Willy. Tra chi ha sofferto – e soffre ancora – ci sono anche i suoi amici. «C’è un sentimento di rabbia mista a dolore profondo. Quello che si prova quando un’amicizia viene spezzata per sempre. Senza un motivo», si è sfogato al Corriere Nicholas, 22 anni, uno degli amici più cari di Willy. Lui e il resto del gruppo hanno scelto di farsi un tatuaggio in memoria del loro amico Willy. La madre affronta il dolore in altri modi. «Mamma Lucia è una donna estremamente riservata. Si sarebbe infilata sotto terra dopo il processo per non parlare. Viene spesso in Chiesa e ci dà una mano per le pulizie della parrocchia», racconta Don Paolo, il parroco. Sono passati due anni da quando la comunità di Colleferro è stata scossa dall’omicidio di Willy. E la messa di domani, a due anni dalla sua scomparsa, sarà un’occasione per riunirsi ancora una volta e condividere il proprio ricordo.

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