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Omicidio Willy, nuovi dettagli incastrano i fratelli Bianchi: una telefonata smentisce la loro versione

Marco e Gabriele hanno detto di essere intervenuti perché pensavano che i loro amici erano in pericolo, ma una registrazione mette in dubbio la loro testimonianza

«Ho colpito Willy», ha ammesso Marco Bianchi davanti alla Corte d’Assise del Tribunale di Frosinone, «ma non gli ho sferrato io il colpo mortale». «Io, sbagliando, ho colpito solo l’amico di Willy, Samuele Cenciarelli, e mi scuso con lui», ha detto invece suo fratello Gabriele. I gemelli, come venivano chiamati i due Bianchi, condannati all’ergastolo per omicidio, hanno negato di aver ucciso il 21enne Willy Monteiro Duarte nella notte tra il 5 e il 6 settembre 2020 scaricando le principali responsabilità su Francesco Belleggia (altro imputato), giurando di essere entrati in quei giardini di Colleferro inizialmente per difendere i loro amici, Omar Shabani e Michele Cerquozzi, da un presunto pericolo. Solo dopo si sarebbero resi conto che nessuno voleva aggredirli. Tuttavia, nei tabulati telefonici esaminati dagli inquirenti ci sarebbe registrata una conversazione tra Gabriele e Shabani che smentirebbe questa ricostruzione. Una chiamata, della durata di 15 secondi, effettuata pochi minuti prima del loro arrivo ai giardini che proverebbe che, in realtà, i fratelli Bianchi conoscevano bene cosa stava accadendo in quei giardini.


La telefonata tra Gabriele Bianchi e Omar Shabani

Quella notte i gemelli Bianchi si erano appartati vicino al cimitero di Colleferro insieme all’amico Vittorio Tondinelli e tre ragazze incontrate al pub. Dopo un litigio tra un gruppo di ragazzi del posto, Belleggia e Mario Pincarelli (altro imputato), a Gabriele e Tondinelli arrivarono varie telefonate da Shabani e Cerquozzi che gli chiedevano di raggiungere le loro fidanzate ad Artena perché era tardi. A quel punto, i gemelli hanno deciso di raggiungerli: «Quando siamo arrivati e abbiamo visto tutta quella folla pensavamo che stessero aggredendo i nostri amici». Tuttavia, ci sarebbe un’altra telefonata tra Shabani e Gabriele effettuata alle 3.22.


Un minuto dopo, i Bianchi sono in quei giardini di Colleferro. Secondo gli inquirenti, quindi, non sarebbe credibile la ricostruzione secondo la quale i due non fossero a conoscenza del fatto che in realtà nessuno dei loro amici era in pericolo. Alle 3.24 Matteo La Rocca, un amico di Willy, scatta una foto alla targa del suv dei gemelli diretti ad Artena e la consegna ai carabinieri. Alle 3.55 i Bianchi vengono bloccati dai carabinieri «palesemente accaldati e nervosi». In Aula Gabriele ha negato di aver effettuato la chiamata delle 3.22. Quando gli sono stati mostrati i tabulati telefonici, ha invece detto di non ricordarne il contenuto. Proprio come Shabani.

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