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Il sindacato dei Carabinieri contro l’ufficiale che ha insultato il 13enne morto a Gragnano: «Atto di bullismo gravissimo, non merita la divisa»

Antonino Briguglio aveva scritto: «Se allevi conigli, non avrai leoni»

«Bene il provvedimento disciplinare per chi si è espresso in questi termini nei confronti dei genitori di un povero ragazzo vittima di bullismo che oggi non c’è più». Ha commentato così Antonio Serpi, segretario generale del Sim Carabinieri, la decisione dell’Arma di avviare un avviare un provvedimento disciplinare nei confronti di Antonino Briguglio, istruttore della Scuola ufficiale Carabinieri. Briguglio, nei giorni scorsi, si era espresso sul caso del 13enne morto il 1° settembre a Gragnano commentando: «Se allevi conigli, non avrai leoni. Magari la colpa è di chi non ha saputo far crescere adeguatamente quel ragazzino». Da qui la decisione dell’Arma dei Carabinieri di avviare un provvedimento disciplinare. «Questa frase è un atto di bullismo gravissimo, che non può stare in bocca di chi indossa la divisa dell’Arma». Il segretario generale del sindacato dei Carabinieri ha espresso vicinanza alla famiglia della vittima e ha detto di aspettarsi «una sanzione severa ed esemplare per l’accaduto, con l’auspicio che episodi simili non si ripetano mai più». Briguglio ha poi precisato che le parole di Briguglio non possono e non devono fornire un pretesto per attaccare l’intera Arma dei Carabinieri. «Intendo comunque stigmatizzare l’attività denigratoria di certi “leoni da tastiera” che non hanno perso l’occasione di cavalcare le gravi affermazione, rese a titolo personale da un cittadino seppur Ufficiale dell’Arma, cercando in maniera distorta di attribuirle a una sana istituzione, quale l’Arma dei Carabinieri».


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