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Putin torna a minacciare l’Europa: «Stop a gas e petrolio con price cap: Ue torni in sé. Basta sanzioni, o sarà catastrofe umanitaria» – Il video

Secondo il leader del Cremlino è l’Occidente che sta facendo aumentare a dismisura i prezzi dei beni alimentari, a svantaggio dei Paesi più poveri

Il presidente russo Vladimir Putin è tornato a minacciare l’Europa. «Non consegneremo nulla se è contrario ai nostri interessi, in questo caso economici. Né gas, né petrolio, né carbone. Niente», ha dichiarato il leader del Cremlino da Vladivostok dove è in corso la sessione plenaria dell’Eastern Economic Forum, un evento annuale per incoraggiare gli investimenti stranieri nella Russia orientale. Nello specifico, Putin ha fatto riferimento a quei Paesi che imporranno un price cap al gas russo. Si prevede che tetto al prezzo del gas aiuterebbe i Paesi Europei a contenere il costo dell’energia, che in questi mesi si è ripercosso su gran parte dei beni e dei servizi, compresi quelli alimentari. Proprio nel prezzo di questi ultimi il presidente russo ha visto un’altra colpa dell’Europa e degli Usa. «L’acquisto di cibo da parte dell’Occidente sta provocando un aumento dei prezzi che potrebbe portare a una tragedia per i Paesi più poveri», ha dichiarato Putin citato dall’agenzia stampa russa Tass. «L’impennata dei prezzi sui mercati globali potrebbe diventare una vera e propria tragedia per la maggior parte dei Paesi più poveri, che devono affrontare la carenza di cibo, di energia e di altri beni vitali», ha aggiunto il leader del Cremlino.


«Nessuno riuscirà a isolare la Russia»

Sulla stessa linea, Putin sostiene che le sanzioni dell’Occidente sono miopi e un pericolo per il mondo intero che, secondo lui, si sta rivolgendo sempre più verso l’Asia. In un discorso all’Eastern Economic Forum nell’estremo oriente di Vladivostok, il presidente della Russia ha detto che l’Occidente ha minato l’economia globale con un tentativo «aggressivo» di imporre il proprio dominio nel mondo. Adesso, secondo lo zar, è probabile che i problemi sul mercato globale si intensifichino e una catastrofe umanitaria è all’orizzonte: «Gli Stati Uniti non si fermano davanti a nulla, ma a nessuno riuscirà l’impresa di isolare la Russia». Anche se ha ammesso che le imprese russe che per la produzione dipendevano dall’Europa adesso sono in difficoltà. Putin ha anche parlato dell’energia, facendo sapere che la Cina pagherà Gazprom per il suo gas in valute nazionali, sulla base di una divisione 50-50 tra il rublo russo e lo yuan cinese. E ha sostenuto che il grano dell‘Ucraina sia finito all’Unione Europea e non ai paesi poveri. Lo Zar ha anche parlato di «cambiamenti tettonici» che si sono verificati nell’intero sistema delle relazioni internazionali: «Il ruolo di Stati e regioni del mondo dinamici e promettenti è notevolmente aumentato. E soprattutto, naturalmente, la regione Asia-Pacifico: i suoi Paesi sono diventati nuovi centri di crescita economica e tecnologica, punti di attrazione per il personale, i capitali, la produzione».


Video copertina: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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