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Mélenchon chiude la tournée romana a sostegno di De Magistris: «Non ho niente a che fare con il M5s, loro sono annessi ai potenti» – Il video

Il presidente della Nupes, principale forza di opposizione in Francia, ha detto di essere venuto in Italia perché «non potevo restare nel mio letto mentre voi affrontate i fascisti»

All’Hotel Le Meridien del quartiere Prati, a Roma, Jean-Luc Mélenchon ha posto il sigillo sul suo supporto a Unione popolare, la lista che fa capo all’ex sindaco di Napoli. La mattina dell’8 settembre, il leader della sinistra francese ha tenuto una conferenza stampa a fianco di Luigi Di Magistris. In più passaggi, ci ha tenuto rimarcare la sua distanza dal Movimento 5 stelle di Giuseppe Conte: «Non ho niente a che fare con loro dall’inizio. Nel passato ci sono stati politici del M5s che al Parlamento europeo mi hanno adulato. Gli esponenti di questo movimento fanno qualsiasi cosa ma alla fine finiscono sempre dallo stesso lato della mangiatoia. Il M5s è un annesso di tutti i potenti di questo Paese. Votare il M5s non ha alcun senso».


Dopo il bagno di folla al Quadraro di ieri pomeriggio e alcune interviste alle tv italiane, anche questa mattina Mélenchon è tornato sul concetto del voto utile: «È come la tattica del boa. Bisogna avere la forza e la pazienza di condurre una linea politica fino al punto in cui si ottiene la fiducia delle persone. A tutti coloro che votano a sinistra in Italia dico: se aiutate l’Unione Popolare fate un’azione utile per il vostro Paese. Votare per qualcuno che non rispettate è un’offesa per voi stessi. Se votate utile, votate De Magistris». Spazio anche per le critiche al Partito democratico che, secondo il francese, ha rinunciato a esporsi sulle contraddizioni della società.


«La sinistra sparisce dappertutto in Europa perché non vuole far arrabbiare nessuno. In Italia, come in Francia – ha aggiunto – ora sono tutti d’accordo. Se non aveste Luigi De Magistris di cosa potreste parlare? È l’unico che accetta questa conflittualità. Il Pd dovrebbe fare un dibattito con lui, ma chi non viene a discutere con l’Unione popolare è perché non ha nulla da dire». Mélanchon ha ribadito il pericolo per l’Italia di un governo guidato dal centrodestra, lanciando l’allarme fascismo. Non è tardata, a tal proposito, la replica del coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani: «Mi pare un disco rotto, roba vecchia, il fascismo in Italia è finito il 25 aprile di tanti anni fa, non mi pare ci siano di questi pericoli – ha dichiarato -. Piuttosto, non è finito il comunismo nel mondo, abbiamo il pericolo cinese, a Cuba c’è il comunismo, in Venezuela c’è il comunismo. Il fascismo è morto e sepolto».

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