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No! Questi cittadini cinesi non sono ammanettati per fare il test Covid: è un blitz dello scorso aprile a Lanzhou

Gli arresti rientrano in un’operazione speciale volta ad arrestare i soggetti coinvolti in reati legati a prostituzione e diffusione di materiale pornografico

Un video che riprende una lunga fila di persone in manette in un quartiere asiatico ha creato scalpore sui social. Viene condiviso infatti scrivendo che riprende le draconiane misure del governo cinese per fare fronte all’emergenza Covid. Ma, seppure il Paese abbia adottato una linea durissima per fronteggiare un’eventuale risalita nei contagi, il video raffigura davvero quello che sostengono questi utenti?

Per chi ha fretta:

  • Diversi utenti hanno condiviso sui social un video girato in un quartiere cinese che mostra persone ammanettate
  • La clip viene accompagnata da una didascalia che spiega come si tratta di presunti cittadini obbligati a sottoporsi al test Covid per rinnovare il proprio Qr code, pena la morte
  • In realtà la scena raffigura un blitz avvenuto lo scorso aprile nella città di Lanzhou, quando sono stati arrestati diversi individui legati a prostituzione e diffusione di materiale pornografico

Analisi

«Il mondo che piace al PD, e molto probabilmente quello che accadrà a causa dell’inerzia e passività di molti. ..che invocano anche l’astensione. Cina, cittadini in fila, ammanettati, sotto sorveglianza di droni e SWAT per effettuare il test covid obbligatorio quotidiano per mantenere valido il proprio codice QR per continuare la propria vita. E’ questo il futuro che vogliamo?». Questa è la domanda posta da questo utente su Facebook, che conclude il suo messaggio così: «Vera Sharav, sopravvissuta all’Olocausto e sostenitrice dei diritti umani. L’Olocausto non è iniziato nelle camere a gas, è stato preceduto da 9 anni di restrizioni incrementali alla libertà personale e dalla sospensione dei diritti legali e dei diritti civili». Il testo accompagna un breve video.

Nella clip, vediamo una lunga fila di persone con la mascherina, le mani dietro la schiena e la testa bassa. Il cordone è sorvegliato da diversi membri delle forze dell’ordine. L’impressionante scena è stata postata anche su Twitter, dove ha raccolto diversi likes e condivisioni. La didascalia che la accompagna è simile a quella pubblicata su Facebook: «#Cina, cittadini in fila, ammanettati, sotto sorveglianza di droni e SWAT per effettuare il test #Covid obbligatorio quotidiano per mantenere valido il proprio codice QR per continuare la propria vita. E’ questo il futuro che volete?».

Dai cartelli in rosso che sovrastano la strada, capiamo di trovarci effettivamente in Cina. Ma da quelli stessi cartelli capiamo anche che non sta succedendo quanto dichiarato nei post.

Cos’è accaduto davvero

Avviando una ricerca per parole chiave su Baidu.com, il motore di ricerca cinese, sono infatti spuntati fuori alcuni articoli che ci aiutano a contestualizzare meglio la scena ripresa. Una testata di Lanzhou, capoluogo della provincia nordoccidentale del Gansu, ha inserito in un articolo dello scorso 29 aprile alcune fotografie che sembrano sovrapponibili ai frame del video incriminato. Il titolo del pezzo, tradotto con l’aiuto di Google, risulta essere: «La polizia di Chengguan abbatte un covo di pornografia». Studiando i dettagli delle foto allegate, deduciamo che racconta proprio la storia retrostante il video, smentendo la versione che vorrebbe gli arresti legati all’obbligatorietà dei test Covid. Il combaciare è innanzitutto reso evidente dai personaggi che figurano nella fila, tra i poliziotti.

Una delle foto pubblicate nell’articolo di Lanzhou Daily
Uno screenshot dal video in circolazione

Se aguzziamo bene l’occhio, osserviamo che anche i cartelli e le insegne corrispondono.

Un’altra foto contenuta nell’articolo di Lanzhou Daily
Un frame del video incriminato

Leggendo il testo dell’articolo, otteniamo qualche dettaglio in più sul blitz che ha avuto luogo qualche mese fa:

Secondo gli indizi ottenuti dal lavoro della stazione di polizia di Yanxi Road, il team di gestione della pubblica sicurezza dell’Ufficio di pubblica sicurezza di Chengguan ha scoperto che c’erano crimini che coinvolgevano la pornografia in un piccolo vicolo di Yanxi Road nel distretto di Chengguan. Dopo una ricerca preliminare e un giudizio, è emerso che si trattava di una banda criminale organizzata di prostituzione. L’Ufficio di pubblica sicurezza di Chengguan ha detenuto i sospettati accusati per i reati penali legati all’ospitare, introdurre e organizzare reati di prostituzione e ha imposto sanzioni amministrative a un certo numero di autori di reati legati alla pornografia.

Anche l’agenzia di stampa locale Xiaoxiang Morning Herald ha pubblicato le foto corrispondenti nel suo rapporto sul raid a Lanzhou, pubblicato il 29 aprile 2022.

Conclusioni

Il video che mostra una fila di persone in manette in un quartiere cinese non rappresenta una coda di forzati da sottoporre al test Covid per rinnovare il proprio codice Qr, pena la morte. Un confronto con le immagini pubblicate sulle testate locali ci consente invece di stabilire che il video è stato girato nell’ambito di un blitz nella città di Lanzhou, legato alla diffusione di materiale pornografico e a un racket di prostituzione.

Questo articolo contribuisce a un progetto di Facebook per combattere le notizie false e la disinformazione nelle sue piattaforme social. Leggi qui per maggiori informazioni sulla nostra partnership con Facebook.

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