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Alluvione nelle Marche, i nomi delle vittime e la storia di padre e figlio morti intrappolati in un garage

Sette identificati con certezza. Tre ancora dispersi. Sono due minorenni e la mamma di uno dei due

Delle 10 vittime dell’alluvione nelle Marche sette sono state identificate con certezza. Tre sono ancora i dispersi. Si tratterebbe di due minorenni e della mamma di uno dei due. Cinque i morti ad Ostra: Fernando Olivi, 84 anni, Giuseppe Tisba e suo figlio Andrea di 65 e 25 anni, Diego Chiappetti, 52 anni e Mohamed Enaji, 42. A Ostra Vetere è morta Erina Fabi, 77 anni, annegata nella sua abitazione. L’ultima vittima identificata è Maria Luisa Sereni, ottantenne di Trecastelli. Tre sono ancora da identificare. Tra queste un uomo travolto dall’acqua nella sua auto a Bettolelle (Senigallia). Potrebbe essere l’89enne Gino Petrolati. E una ragazza che si trova nella lista dei dispersi come Luisa Bartolucci mentre il sindaco di Barbara, Riccardo Pasqualini, ha parlato di una 17enne di nome Noemi Bartolucci.


Le ricerche a Senigallia

Nella provincia di Ancona le ricerche dei tre dispersi sono proseguite per tutta la notte. Si tratta di un bambino di nome Mattia (8 anni), di Brunella Chiù (56) e di un uomo di Arcevia ancora senza nome. I vigili del fuoco stanno fornendo aiuti agli sfollati e a chi ha casa inagibile a causa dell’acqua e del fango. È tornato parzialmente attivo il servizio idrico. Nel comunicato ufficiale della prefettura si parla in totale di 4 dispersi ma, si aggiunge, alcuni di questi «potrebbero rientrare tra i soggetti in via di identificazione». Nella lista si indica anche un 84enne di Apiro in provincia di Macerata. Che però sarebbe morto per cause naturali. Sull’accaduto ha aperto un fascicolo anche la Procura di Ancona, che procede per omicidio colposo e inondazione colposa. L’indagine, ancora in fase embrionale, avrà il compito di individuare se ci siano responsabilità di persone nell’apocalisse avvenuta ieri e durante la notte. Nelle prossime ore i riflettori saranno puntati anche sulle altre regioni a rischio. La protezione civile ha emesso un’allerta arancione per quattro regioni: Umbria, Campania, Basilicata e Calabria. Tra le storie delle vittime dell’alluvione nelle Marche c’è quella di Fernando Olivi. L’84enne, ex ristoratore e commerciante, era un volontario della Croce Verde. È morto durante l’esondazione del Misa, rimanendo incastrato in casa senza via di fuga.


Padre e figlio morti nel garage

Un nipote ha raccontato a Repubblica che forse lo zio è morto perché «non ha capito subito il pericolo. Non ha voluto lasciare casa sua e per questo è rimasto intrappolato. Un altro nipote ha provato a salvarlo chiedendo aiuto sui social network: «Aiutatemi, aiutate nonno Nando, c’è lo straripamento del fiume, l’acqua è al primo piano, lui è lì», ha scritto su Facebook a più riprese verso le 10 di giovedì sera. La prima macchina dei vigili del fuoco e una ruspa sono riusciti a raggiungere via Pianello quasi tre ore dopo. La Stampa invece racconta la storia di Giuseppe e Andrea Tisba. Il padre lavorava in un’azienda di bibite. È morto perché è sceso nei garage per salvare suo figlio Andrea che voleva portare fuori dal locale l’automobile durante la piena. «Giuseppe era mio amico. Eravamo stati insieme al bar due ore prima. Andavamo a giocare alla ruzzola (sport tradizionale locale, ndr), litigavamo per il calcio. Ieri notte lo chiamavo dalla finestra, ma non mi rispondeva. Se avessi saputo che era là sotto, ci sarei andato», racconta un amico. Nello stesso seminterrato ha perso la vita Diego Chiappetti. Anche lui era sceso nei garage per salvare l’automobile.

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