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Tesla richiama oltre 1 milione di auto, scoperto un difetto ai finestrini: «Non si fermano in automatico»

Il problema può essere risolto con un aggiornamento del software che interesserà migliaia di esemplari di Model Y, Model S, Model X e Model 3 – i quattro modelli di auto prodotti dalla casa – fabbricati tra il 2020 e il 2022

Tesla, il colosso dei veicoli elettrici di proprietà del miliardario Elon Musk, ha fatto sapere che richiamerà 1,1 milioni di auto dagli Stati Uniti a causa di un difetto che fa chiudere il finestrino senza fermarsi di fronte agli ostacoli, con il rischio di infortuni se qualche parte del corpo dei passeggeri vi rimanga incastrata. Il problema è dovuto a un difetto nel software di rilevazione degli ostacoli che non si accorgerebbe della presenza di ostruzioni e quindi non fermerebbe la chiusura del finestrino in questi casi. Il problema può essere risolto con un aggiornamento che interesserà migliaia di esemplari di Model Y, Model S, Model X e Model 3 – i quattro modelli di auto prodotti dalla casa – fabbricati tra il 2020 e il 2022.


Tesla: «Non ci sono stati infortuni legati al problema»

Il problema – spiega l’agenzia stampa Reuters – è stato reso noto dalla National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA), l’organo del dipartimento dei trasporti di Washington che si prepone come scopo «salvare vite, prevenire infortuni in seguito a incidenti, ridurre il numero di incidenti imputabili ai veicoli». Tesla, infatti, ha fatto sapere di non aver ricevuto lamentele da parte dei clienti, né richieste di risarcimenti tramite il servizio di garanzia dei veicoli; così come dichiara che di non essere a conoscenza di decessi, incidenti o infortuni legati al malfunzionamento. Secondo la NHTSA, il difetto rappresenta una violazione dei requisiti federali sulla sicurezza dei finestrini dei motoveicoli.


L’aggiornamento

Il colosso delle auto elettriche ha aggiunto che nei test svolti ad agosto la risposta del sistema di blocco dei finestrini in caso di ostruzione si era rivelata «più efficace» del previsto. In seguito ad ulteriori prove, però, ha confermato la denuncia della NHTSA, annunciando il richiamo dei veicoli, e introducendo l’aggiornamento nelle auto in produzione e in prevendita.

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