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Usa, l’agenzia di rating S&P Global sulle elezioni italiane: «Per il nuovo governo scelte difficili»

La società tra le più importanti al mondo ha fatto riferimento a Giorgia Meloni: «Ogni revisione del Pnrr causerebbe forte ritardi e incertezze sulle prospettive economiche»

«Il nuovo governo italiano si trova davanti a scelte difficili nell’ambito della recessione europea e dell’elevato debito». A parlare delle importanti decisioni che tra poche settimane il nuovo governo dovrà prendere anche in termini economici è la S&P Global Ratings, tra le prime tre agenzie di rating al mondo insieme a Moody’s e Fitch Ratings. La società con base negli Stati Uniti ha definito «limitato» lo spazio di manovra di bilancio per l’Italia, «fra un debito che dovrebbe attestarsi alla fine del 2022 poco sotto il 138%» e un deficit per quest’anno «previsto al 6,3%». La prospettiva delineata dall’agenzia di rating tuttavia non prevedere grossi scossoni dovuti all’insediamento del nuovo esecutivo: «Nonostante i dati non anticipiamo imminenti rischi di bilancio dalla transizione al nuovo governo», spiega. Prevedendo tra le altre cose «una recessione lieve» per l’Italia prevista nel 2023 «con il calo di un Pil allo 0,1%». Per l’anno 2024 l’agenzia prevede un Pil in crescita dell’1,5%. Secondo S&P Global Ratings cruciale per la ripresa economica nel 2023 e nel 2024 sarà capire «se il nuovo governo attuerà le riforme del Pnrr che consentiranno lo stanziamento degli altri fondi europei». Il riferimento poi è andato direttamente a Giorgia Meloni: «Durante la campagna elettorale la leader di Fratelli d’Italia ha indicato un interesse nella revisione degli impegni assunti: dal nostro punto di vista ogni riapertura causerebbe un ritardo nello stanziamento e aumenterebbe l’incertezza sulle prospettive economiche».


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