Iran, il capo della magistratura ai manifestanti: «Taglieremo le mani ai nostri nemici»

«I rivoltosi sappiano che useremo ogni mezzo», ha avvertito il capo della polizia di Stato Hossei Ashtari, «pronti i capi d’accusa per i criminali arrestati»

«I rivoltosi dovrebbero sapere che la sicurezza del nostro Paese è la nostra linea rossa e la polizia la salvaguarderà con tutti i suoi mezzi». Così il capo della polizia di Stato iraniana, Hossei Ashtari, avverte sulla linea dura che le forze dell’ordine iraniane intendono mantenere nei confronti dei manifestanti del Paese. Le proteste che divampano da giorni in tutta l’Iran rivendicano il diritto alla libertà delle donne dopo la morte della 22enne Mahsa Amini, morta mentre era sotto custodia della polizia morale per non aver indossato correttamente l’hijab. Nelle ultime ore poi la notizia di un’altra uccisione: la 20enne Hadis Najafi, diventata simbolo delle proteste contro le autorità iraniane è stata colpita da sei proiettili nella città di Karaj. «Sono stati formulati i capi di accusa per i criminali arrestati, che protestavano per le strade o incoraggiavano i disordini», fa ora sapere Ashtari, ribadendo la linea repressiva utilizzata finora dal governo iraniano. Ad aggiungere ulteriori elementi anche il capo della magistratura iraniana, l’ultraconservatore Gholamhossein Mohseni Ejei: «La magistratura affronterà con decisione e con forza i mercenari dei nemici, in modo che le mani dei nemici verranno tagliate dal nostro Paese». L’attacco si è diretto contro i personaggi dello spettacolo e della cultura che negli ultimi giorni hanno mostrato supporto ai manifestanti dell’Iran: «Saranno puniti per aver dato il loro sostegno ai nemici e aver provocato i disordini». E ancora: «Dovrebbero risarcire per le perdite materiali e spirituali causate dai disordini».


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