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Superbonus 110%, il nuovo governo lo cambierà: ecco le ipotesi allo studio

Deduzione più bassa o diversificazione in base a reddito e valore dell’immobile. Tutte le opzioni che sta valutando di Fratelli d’Italia

Quello che è certo è che il Superbonus cambierà, ma c’è da capire come. Secondo le stime uscite nei giorni scorsi, il sussidio per le ristrutturazioni fissato al 110% sarebbe costato alle case dello Stato tra il 2020 e il 2021 circa 25 miliardi di euro. Ora, però, il nuovo esecutivo dovrà rimodularlo in considerazione delle critiche che erano state rivolte alla maxi-deduzione introdotta dal governo Conte, come ad esempio il fatto che non tiene conto del valore degli immobili e che ha comportato diverse difficoltà nell’applicazione ai condomini. Il risultato è stato che il Superbonus è diventato un affare per la classe medio-alta e ha portato all’esclusione di un’importante fascia di strutture. Fonti interne a Fratelli d’Italia hanno anticipato ad Ansa alcune delle opzioni che il partito vincitore delle elezioni sta valutando per riordinare il bonus.


Ad oggi, quella dell’abolizione è la strada meno probabile di tutte. Quella principale, invece, prevede una modifica della deduzione: non più al 110%, ma al 60-70%. Una soluzione che peserebbe meno alle casse dello Stato che, però, verrebbe garantita più a lungo termine rispetto alla quota precedente. Altrimenti, potrebbero venire introdotte delle diversificazioni in base al reddito o al tipo di immobile da ristrutturare. Quindi, chi ha meno possibilità economiche potrà accedere a una deduzione più alta rispetto a chi ha la busta paga più pesante, e la prima casa (non di lusso) beneficerà di un bonus più alto rispetto alla seconda. Quello che viene garantito dalle fonti interne a FdI è che le pratiche già aperte verranno tutelate, in modo da non andare a pregiudicare famiglie e imprese già impegnate nelle ristrutturazioni.


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