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«Lyman è completamente liberata»: l’annuncio di Zelensky dopo il ritiro delle truppe russe – Il video

Il ministero della Difesa russo ha nel frattempo annunciato che «le forze armate russe hanno “respinto” un nuovo tentativo di avanzata degli ucraini in tre direzioni»

«Dalle 12:30 (le 11:30 in Italia) Lyman è completamente liberata. Grazie al nostro esercito!»: questo l’annuncio del presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un video pubblicato sui social. Nella città strategica nell’Est del Paese, situata in una delle quattro regioni ucraine annesse dalla Russia, ieri erano entrate le forze armate di Kiev. «L’esercito ucraino ha e avrà sempre il voto decisivo nei “referendum” di oggi e del futuro», aveva dichiarato il ministero della Difesa. Tutto a distanza di un giorno dall‘annessione da parte di Mosca della regione. I media statali russi hanno giustificato la ritirata spiegando che «il nemico aveva utilizzato sia l’artiglieria di fabbricazione occidentale che l’intelligence dei paesi dell’alleanza del Nord Atlantico».


Una vittoria importante

Salvo poi annunciare che «le forze armate russe hanno “respinto” un nuovo tentativo di avanzata degli ucraini in tre direzioni: verso Nikolayv-Kryvyi Rih (quest’ultima è la cittadina natale di Zelensky), nell’omonimo oblast, verso Andreev, in Zaporizhzhia, e verso Krivoy Rogo, nel Mikolayv, tutte nel sud dell’Ucraina». Queste sarebbero state le parole del ministero della Difesa russo, ripreso dall’agenzia Tass. Il portavoce del ministero, Igor Konashenkov, ha detto che nell’offensiva ucraina respinta sono stati distrutti 31 carri armati, 78 mezzi speciali e 240 soldati ucraini sono stati uccisi. Ieri il ministero della Difesa russo, citato da Interfax, aveva ammesso la disfatta dichiarando che «a causa della minaccia di essere circondate, le truppe alleate si sono ritirate da Krasny Lyman verso posizioni più vantaggiose». Secondo il capo dell’amministrazione militare regionale di Lugansk, Serhiy Hayday, i russi avrebbero provato a chiedere alle truppe ucraine la possibilità di ritirarsi, che è stata rifiutata. «Di conseguenza, avevano due opzioni. No, in realtà tre: cercare di sfondare, arrendersi o far morire tutti».


Prossimo obiettivo: Kreminna

Secondo Serhii Cherevatyi, il portavoce del Comando militare orientale ucraino, l’esito dello scontro a Lyman ha un valore cruciale. «[La liberazione] di Lyman è importante, perché è un altro passo verso la liberazione del Donbass ucraino. Questa è un’opportunità per andare oltre a Kreminna e Severodonetsk. Pertanto, a sua volta, è psicologicamente molto importante», ha dichiarato in una conferenza stampa televisiva sabato mattina. Anche il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Lloyd Austin, si è detto «molto incoraggiato» dalla riconquista, che comporta il taglio delle linee di rifornimento russe al fronte del Donbass e fra i fronti nell’est e nel sud dell’Ucraina.

Gli ultimi aggiornamenti dal fronte

Nel frattempo, fonti ucraine hanno denunciato bombardamenti russi sulla città ucraina di Zaporizhzhia e sulle zone circostanti. Le truppe russe avrebbero inoltre, secondo quanto dichiarato dall’amministrazione regionale, attaccato per tutta la notte i distretti di Nikopol e Kryvorizky, nella regione orientale di Dnipropetrovsk. Ma lo stato maggiore militare ucraino, citato dal Kyiv Independent, nel suo bollettino quotidiano ha riportato 60.000 uccisioni di militari nemici, 500 solo nelle ultime 24 ore. Se la cifra fosse confermata, si tratterebbe, in poco più di sette mesi, di oltre il quadruplo del totale delle perdite sovietiche subite nella quasi decennale guerra in Afghanistan (1979-1989), che ammontavano a circa 15.000, secondo le cifre ufficiali dell’Urss.

Video: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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