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La Corea del Sud e gli Usa lanciano quattro missili in risposta alla Corea del Nord. Uno si schianta al suolo

Le forze armate sudcoreana e statunitense hanno lanciato due missili Army Tactical Missile System (ATACMS) a testa

La Corea del Sud e gli Stati Uniti hanno lanciato quattro missili terra-terra nel mare dell’Est. Il lancio rientra nell’ambito di esercitazioni congiunte in risposta a quelle della Corea del Nord. Che ieri ha lanciato un missile balistico a raggio intermedio (IRBM) nel mar del Giappone. Le forze armate sudcoreana e statunitense hanno lanciato due missili Army Tactical Missile System (ATACMS) a testa. I missili hanno colpito con precisione bersagli fittizi e hanno dimostrato la capacità degli alleati di scoraggiare ulteriori provocazioni, ha affermato il Joint Chiefs of Staff (JCS). Uno dei quattro missili si è schiantato al suolo all’interno di una base aerea vicino alla città costiera sudcoreana di Gangneung. Non ci sono notizie di feriti.


Il test balistico di Pyongyang

Ieri il Nord aveva effettuato il primo test balistico in otto mesi, lanciando un missile IRBM per circa 4.600 chilometri che aveva sorvolato il Giappone. In risposta, gli alleati hanno tenuto esercitazioni aeree nel corso della giornata e un caccia F-15K sudcoreano ha sparato due proiettili JDAM a un poligono di tiro su un’isola del mar Giallo. Tokyo ha dovuto far risuonare sirene e messaggi d’allerta per 22 minuti, soprattutto nel Nord dell’arcipelago. Ripiombando in un clima di paura che mancava dalle provocazioni del 2008 di Kim Jong-il, il padre dell’attuale leader nordcoreano. La mossa di Pyongyang farebbe ritenere imminenti i test di vettori intercontinentali a lancio sottomarino e la temuta settima detonazione nucleare. Mentre dall’altra parte della Russia, sul fronte occidentale con l’Ucraina, la minaccia dell’atomica è ventilata con maggiore insistenza.


Intanto il portavoce del Pentagono Patrick Ryder ha fatto sapere in conferenza stampa che se la Corea del Nord dovesse condurre un test nucleare sarebbe una grave minaccia alla stabilità internazionale. «Come sapete, in passato ci sono state indicazioni che la Corea del Nord si stessa preparando a un settimo test nucleare», ha affermato. «Se dovessero condurre questo test, dalla nostra prospettiva sarebbe chiaramente una grave escalation e minaccerebbe seriamente la sicurezza e la stabilità regionale e internazionale», ha concluso. I dati di volo del test di ieri hanno suggerito che il missile usato sia quello balistico a raggio intermedio (IRBM) Hwasong-12, che il Nord ha testato sette volte in passato, l’ultima a fine gennaio 2022. Il missile ha volato per oltre 4.500 km toccando l’apogeo di circa 970 km alla velocità massima di Mach 17 prima di finire nel Pacifico.

Il missile che si è schiantato nella provincia di Gangneung

L’esercito sudcoreano si è scusato dopo che un un missile balistico Hyumoo-2 a corto raggio si è schiantato al suolo all’interno di una base aerea vicino alla città costiera sudcoreana di Gangneung, provocando allarme tra i residenti che pensavano di essere sotto l’attacco dalla Corea del Nord. Sebbene il missile non sia esploso, il rumore e il successivo incendio hanno fatto pensare alla popolazione di Gangneung che il Nord avesse lanciato un attacco. Non ci sono notizie di feriti.

Il nucleare in Corea

Il Center for Strategic and International Studies (Csis), think tank basato a Washington, ha diffuso uno studio dettagliato sulle immagini satellitari ad alta risoluzione di Airbus Neo raccolte tra il 19 e il 29 settembre scorsi a Punggye-ri, il sito delle detonazioni atomiche. I preparativi al tunnel n.3 sono ultimati (Usa e Corea del Sud credono sia tutto pronto per il test). Gli analisti del Csis hanno rilevato a sorpresa lavori al tunnel n.4 in un’attività che potrebbe far parte di un’espansione delle capacità sperimentali. Oppure semplicemente di un depistaggio. I tempi del settimo test rimangono esclusivamente nelle mani di Kim. A lui la decisione se procedere o meno. Accantonata l’era Trump e i goffi tentativi di dialogo con gli Usa, il suo proposito sembra di voler convincere sudcoreani, giapponesi e americani di essere pronto a usare l’arma nucleare anche per primo.

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