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Alessia Pifferi picchiata in carcere: «Le altre detenute l’hanno aggredita»

L’hanno presa per i capelli e trascinata mentre andava a un colloquio con una suora a San Vittore

Alessia Pifferi è stata picchiata in carcere a San Vittore. Alcune detenute l’hanno aggredita. Prendendola per i capelli e trascinandola in una stanza mentre andava ad un colloquio con una suora. Lo ha raccontato la sua avvocata Solange Marchignoli, che la difende insieme a Luca D’Auria, a Mattino 5. «Io la incontro sempre più o meno una volta a settimana, l’ho vista anche venerdì mattina, due giorni dopo l’udienza, è sempre assente, era molto spaventata», ha esordito Marchignoli. Che poi ha raccontato l’episodio del pestaggio: «Mi ha detto di essere stata aggredita e di avere paura. Ha fatto un passaggio per andare dalla suora. In quella circostanza l’hanno presa dai capelli e l’hanno picchiata». Secondo l’avvocata la sua assistita non è consapevole di quel che ha fatto: «Ancora non lo è, io parlo con la signora e parlo con qualcuno che mi racconta una storia, ci stiamo arrivando e all’inizio era un po’ estranea, poi ha letto i giornali e qualche parola la sta collegando a sé».


La donna accusata di aver lasciato morire di stenti sua figlia Diana nei giorni scorsi ha visto il Giudice per le indagini preliminari negarle la consulenza neuroscientifica. Per il giudice Pifferi si è sempre dimostrata consapevole di quello che stava succedendo alla figlia. L’ordinanza ha anche chiarito ci sono «suggestive adesioni in campo accademico» sul fronte dell’utilizzo delle neuroscienze, ma non si può permettere che una consulenza di questo tipo entri nel processo senza contradditorio. Anche se, afferma, in teoria non si può escludere «una possibile utilità della prova neuroscientifica come supporto al processo decisionale del giudice». Purché sia egli stesso a disporre una perizia sul punto, se la riterrà necessaria. Pifferi è uscita nei giorni scorsi dal carcere per la prima volta per un’udienza. Ha spiegato ai suoi avvocati che il padre di Diana è un imprenditore del Lambro. Che non ha mai saputo della sua gravidanza.


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