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Arrestato il gestore di una discoteca per violenze sessuali: accusato di 4 stupri nel suo locale la stessa notte

Nella notte tra sabato e domenica scorsa, il 53enne aveva portato le ragazze nel suo ufficio promettendo loro di aiutarle, dopo la serata a base di alcol. Lì ha offerto loro ancora da bere per poi violentarle

È stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di violenza sessuale aggravata dall’utilizzo di sostanze alcoliche un uomo 53enne, titolare di una discoteca a Città della Pieve, in provincia di Perugia. Tutto è partito dalla denuncia di una giovane 18enne che, nella notte tra sabato 1 e domenica 2 ottobre, dopo essersi sentita poco bene, ha tentato di abbandonare il locale, accompagnata dagli addetti alla sicurezza. Ma il 53enne sarebbe intervenuto personalmente per far riprendere la giovane, portandola nel suo ufficio, dove avrebbe abusato di lei sessualmente. La vittima, visibilmente scossa, avrebbe raccontato tutto agli amici, che hanno subito chiamato il 112, ed è stata condotta in ospedale di Perugia per gli accertamenti del caso. Interrogata dai Carabinieri della stazione di Città della Pieve e da quelli del Norm, la giovane ha raccontato l’accaduto, spiegando che mentre era sotto l’effetto dell’alcool è stata avvicinata da un uomo e portata in una stanza. Nella sala, l’uomo l’avrebbe offerto ripetutamente ancora da bere, e avrebbe costretto la giovane a un rapporto sessuale. Nel raccogliere le testimonianze, altre tre giovani hanno riferito agli inquirenti di essere state molestate sessualmente dallo stesso uomo, sempre nella notte tra sabato e domenica scorsi.


Le indagini

Le indagini sono state condotte dai carabinieri della stazione di Città della Pieve e da quelli del Norm. Subito dopo, i carabinieri hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta dal gip di Perugia, che ha accolto la richiesta Procura. Nei giorni successivi, gli inquirenti hanno raccolto le testimonianze di amici e del personale di sicurezza del locale. Dalle testimonianze, secondo quanto riportato nella nota della Procura, carabinieri e magistrati hanno trovato riscontri significativi di quanto raccontato dalla giovane. Tra le giovani sentite, tre di loro hanno presentato querela per quanto subìto. «Gli elementi forniti consentivano di ottenere la più grave misura cautelare, la custodia in carcere, giustificata dalla rilevante gravità dei fatti e dalla negativa personalità dell’indagato, evidenziata dagli episodi così come ricostruiti», si legge nella nota firmata dal procuratore di Perugia, Raffaele Cantone.


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