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Malta, condannati a 40 anni di carcere i due fratelli sicari della giornalista Daphne Caruana Galizia

Per il tribunale sono stati loro a far esplodere l’auto della reporter su commissione dell’imprenditore Yorgen Fenech

I due fratelli George e Alfred Degiorgio sono stati condannati a 40 anni di carcere oggi 14 ottobre per l’assassinio della giornalista e blogger maltese Daphne Caruana Galizia, uccisa dall’esplosione di un’autobomba posta nella Peugeot 108 che aveva preso in leasing il 16 ottobre 2017. Ai due fratelli, 59 e 57 anni, il giudice ha sostanzialmente concesso un patteggiamento dell’ultimo minuto, che ha permesso loro di evitare la condanna a vita. I sicari dovranno pagare le spese processuali e restituire i proventi del delitto, commissionato per 150mila euro. All’apertura del processo, questa mattina, i Degiorgio si erano dichiarati non colpevoli. «Non sapete chi ha ucciso Daphne? I vostri amici, quelli con cui eravate spalla a spalla…Andate a indagare su di loro!», ha detto George Degiorgio nell’entrare in aula e rivolgendosi all’accusa. Ma alla ripresa dell’udienza nel tardo pomeriggio, rimasta sospesa dall’ora di pranzo, hanno deciso di confessare in cambio di una riduzione della pena. Nella fase di avvicinamento al processo, Alfred aveva cercato di far rinviare il procedimento cercando varie scappatoie legali, mentre George aveva cominciato uno sciopero della fame che lo aveva portato al ricovero in ospedale. In aula, infatti, si è presentato in sedia a rotelle e assistito da un medico.


Le indagini

L’omicidio di Galizia, giornalista investigativa molto attiva contro la corruzione, aveva indignato l’opinione pubblica a livello mondiale, scatenando le proteste di massa a Malta e le dimissioni del governo laburista di Joseph Muscat. I fratelli Degiorgio erano stati arrestati ai primi di dicembre 2017, appena 42 giorni dopo l’omicidio, grazie al lavoro congiunto delle polizie di mezzo mondo. I Degiorgio erano stati accusati dal loro complice, Vince Muscat, che ha patteggiato 15 anni di pena in cambio delle prove contro di loro. I tre furono ingaggiati da un intermediario, l’ex tassista ed usuraio Melvin Theuma, che ha invece ottenuto il condono tombale su tutti i suoi reati in cambio delle prove che hanno incastrato il mandante, l’imprenditore Yorgen Fenech, arrestato a novembre 2019 mentre tentava la fuga con uno yacht di famiglia. La fase preliminare del processo contro Fenech si è conclusa l’estate scorsa e la fase dibattimentale dovrebbe iniziare entro la fine dell’anno.


L’inchiesta della polizia sull’omicidio di Galizia non è ancora formalmente chiusa, anche se della banda operativa sono stati arrestati anche i fornitori della bomba, i fratelli Robert e Adrian Agius e il loro complice Jamie Vella. Non è stata ancora fatta piena luce sulle connessioni e complicità a livello politico. I fratelli Degiorgio sostengono di avere prove contro l’ex ministro dell’Economia, Chris Cardona, per una proposta fatta nel 2015 ma apparentemente abortita prima che venisse completata la pianificazione. Fenech, dal canto suo, insiste di avere prove contro l’ex potentissimo capo di gabinetto del governo Muscat, Keith Schembri, a carico del quale nel frattempo sono emerse una serie di trame di corruzione e riciclaggio di denaro, dai soldi presi per la centrale di Malta a quelli per facilitare i passaporti fino a una speculazione su una centrale eolica in Montenegro a spese dei contribuenti.

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