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La disfida di Mangialavori: così un sottosegretario fa litigare (ancora) Forza Italia e il governo

Il caso è scoppiato dopo che indiscrezioni di stampa hanno fatto allusioni a presunti legami del deputato di Fi con la ‘ndrangheta

La possibilità di un veto sul nome di Giuseppe Mangialavori per la scelta dei sottosegretari torna ad alimentare le tensioni nel centrodestra. Il caso è scoppiato dopo un articolo di Repubblica che parlava di «ombre» che «da mesi» si allungherebbero riguardo i presunti rapporti del deputato in quota Forza Italia con pentiti ed esponenti di spicco della ‘ndrangheta. Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera ed esponente di Forza Italia, è partito all’attacco: «Saremmo all’anno zero della politica se nella scelta dei sottosegretari dovesse esserci un problema, addirittura, come riportano alcuni giornali, un veto o un ‘no’, nei confronti dell’onorevole Mangialavori, che non è stato né condannato, né imputato, né indagato, né raggiunto da alcun avviso di garanzia per vicende legata a fatti di ‘ndrangheta o altro», ha dichiarato ai microfoni di Radio24, ospite della trasmissione Il caffè della domenica.


Mulè e il governo Meloni

Mulè definisce Mangialavori «uno straordinario professionista, un medico, un senologo che è alla seconda legislatura e non è mai stato sfiorato da sospetti». Fatta eccezione per un, a suo avviso trascurabile, neo: «C’è solo una dichiarazione di un pentito che risale a cinque anni fa, ritrattata e corretta nel tempo», aggiunge. Conclude l’invettiva affermando che «Questo non può e non deve essere sufficiente a far dire un ‘no’ nei suoi confronti, perché allora alzerei le mani e dichiarerei la sconfitta del fronte garantista. Se ci si fermasse davanti a una chiacchiera di un pentito senza alcun seguito giudiziario vorrebbe dire che siamo messi davvero male».


L’endorsement di Occhiuto

Anche Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, parla di «macchina del fango»: «Forza Italia, alle elezioni politiche del 25 settembre, ha conseguito in Calabria un risultato straordinario. Il 16%, esattamente il doppio rispetto al dato nazionale. Questa percentuale è stata raggiunta grazie all’impegno dei simpatizzanti, dei militanti, e di una classe dirigente regionale di grande valore». Dunque, prosegue, «ci aspettiamo che questo dato venga valorizzato dal nostro partito. E che venga riconosciuto il lavoro del nostro coordinatore regionale Giuseppe Mangialavori, che merita di entrare nel governo guidato da Giorgia Meloni. Avere un sottosegretario per Forza Italia Calabria è il minimo sindacale».

Cattaneo: «Fango mediatico»

Fa eco il deputato di Fi Francesco Cannizzaro: «Ci auguriamo che un articolo indecente come quello apparso l’altro giorno su ‘Repubblica.it’ non possa mettere in dubbio il suo ingresso nel governo Meloni, il giusto riconoscimento per il lavoro fatto negli ultimi anni e negli ultimi mesi alla guida di Forza Italia in Calabria». Gli azzurri si mostrano compatti nel difendere il loro compagno di partito: interviene anche il capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, Alessandro Cattaneo. «L’onorevole Mangialavori deve, per capacità, esperienza e lavoro svolto far parte di questo esecutivo», sostiene, esprimendo solidarietà al deputato per il «fango mediatico che non fa bene a lui, alla sua famiglia e alla coalizione».

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