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Calderoli salta il Cdm: «Sarò sotto anestesia». La visita in ospedale di Zaia

Il ministro per gli Affari regionali spiega di aver programmato il controllo annuale ben prima della crisi di governo e le elezioni. Dal 2012 il leghista convive con un tumore con cui «ormai convivo e non condiziona il mio lavoro»

Al primo Cdm operativo del governo Meloni, il ministro Roberto Calderoli non parteciperà. «Sarà sotto anestesia», ha raccontato al Corriere della Sera dalla stanza dell’Istituto oncologico Veneto di Padova, dove è ricoverato da ieri 30 ottobre per un ricovero di routine a cui è costretto da quando ha scoperto di avere un tumore nel 2012. Da lì dovrebbe uscire in un paio di giorni, ha detto Calderoli che ha assicurato: «Sto bene. In passato è capitato di doverci rimanere anche di più ed uscire dopo un intervento». Negli ultimi 10 anni, il ministro leghista ha affrontato otto operazioni. Nei primi anni doveva svolgere controlli ogni sei mesi, ora le verifiche sono a cadenza annuale. La programmazione del ricovero risale a ben prima che cadesse il governo Draghi e ci fossero quindi le elezioni: «Avevo fissato il ricovero proprio per il 30 ottobre, contento sullo stop all’attività politica per il ponte di Ognissanti. Non avevo calcolato la crisi di governo, le elezioni, la formazione dell’esecutivo e tutto il resto». Sulla malattia, Calderoli parla con serenità: «Ormai ci convivo, non condiziona il mio lavoro. Mi è capitato di andare in Aula al Senato con le flebo sotto la giacca». Ieri 30 ottobre gli ha fatto visita il governatore del Veneto Luca Zaia. Una visita che si è presto trasformata in una riunione operativa: «Abbiamo lavorato un paio d’ore, per studiare e progettare quello che è nel cuore di entrambi, ovvero l’autonomia».


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