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Nervi tesi al primo Cdm operativo del governo Meloni: Forza Italia in fibrillazione su medici No vax ed ergastolo ostativo

Attesa una stretta sui rave e la nomina dei viceministri e sottosegretari. Ma è su pandemia e Giustizia che la maggioranza rischia la spaccatura

L’obbiettivo per il primo Cdm operativo del governo Meloni è quello di segnare almeno un punto di discontinuità rispetto al passato, a cominciare dalle regole anti Covid che già trova la maggioranza spaccata, con le fibrillazioni di sottofondo per le nomine di viceministri e sottosegretari. Nella riunione fissata per oggi 31 ottobre alle 13, la pila dei dossier è già corposa. C’è quello sulle modifiche all’ergastolo ostativo, su cui incombe la seduta della Consulta il prossimo 8 novembre. C’è anche il rinvio della riforma Cartabia e non ultimo l’abolizione dell’obbligo vaccinale per il personale sanitario. Previste anche nuove misure contro i rave, con il ministro Matteo Piantedosi intenzionato a frenare il fenomeno soprattutto dopo l’ultimo caso di Modena.


Lo scontro sulle regole anti Covid

In particolare sul reintegro di medici e infermieri finora esclusi dal posto di lavoro perché non si sono vaccinati, nella maggioranza crescono i malumori soprattutto da quel pezzo di Forza Italia più vicino alla senatrice Licia Ronzulli. Come ricorda Repubblica, era stata proprio la fedelissima di Silvio Berlusconi ad avvertire il governo sull’iniezione di riaccogliere tutti quei sanitari finora No vax: «Non credo che sia la pandemia il settore dove esercitare discontinuità». Alla senatrice forzista si aggiunge il monito di Sergio Mattarella, che aveva ricordato come «il Covid non è sconfitto». Sarà l’intero Cdm a decidere se mantenere o meno l’obbligo vaccinale per i sanitari. Una possibile retromarcia potrebbe invece arrivare sull’addio alle mascherine nelle strutture ospedaliere ed Rsa.


Il decreto sull’ergastolo ostativo

È sempre Forza Italia a mettersi di traverso sulle possibili modifiche all’ergastolo ostativo, che finora prevede la possibilità per i condannati per mafia di accedere a una serie di benefici penitenziari, ma solo se hanno riparato il danno con le vittime e dimostrato con «elementi specifici» di aver tagliato ogni legame con i clan. L’ipotesi del governo a guida FdI è di varare un decreto più rigoroso, che quindi neghi l’accesso a quei benefici. Uno scenario che, secondo Repubblica, ha infiammato le chat dei parlamentari di Forza Italia, in cui si è ricordato come FdI abbia già votato contro in Parlamento al testo che ora il governo vuol proporre. E quando il testo arriverà alle Camere, Forza Italia avrebbe già intenzione di opporsi a misure ultra-giustizialiste. Restano poi i dubbi sulla posizione del Quirinale, che potrebbe mettere in dubbio i motivi di «necessità e urgenza» per un decreto che riguarda una decisione attesa ormai da tempo dalla Consulta.

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