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Alessia Pifferi ammette: «Ho avuto rapporti sessuali a pagamento, ma mai di fronte a Diana»

La donna nega che ci siano stati abusi sulla figlia. La relazione con il 56enne conosciuto su Tinder sarebbe invece durata solo un paio di giorni

La madre di Diana, Alessia Pifferi, lo ha detto «nel modo più categorico»: nessun abuso sessuale è mai avvenuto di fronte alla bambina. Così come – ha dichiarato interrogata dalla procura di Milano– non sono avvenuti rapporti sessuali di fronte alla piccola di un anno e mezzo, che a luglio è morta di stenti dopo che Pifferi l’aveva abbandonata per cinque giorni nel suo appartamento di Milano. Le due accuse, mossa dai pm Francesco de Tommasi e Rosaria Stagnaro nascono da una conversazione dello scorso marzo con un uomo di 56 anni conosciuto su Tinder, rinvenuta sul telefono di lei. «Voglio baciare anche Diana», le aveva scritto lui. «Lo farai», aveva risposto Pifferi. Lei però oggi sostiene: «Non c’è stato alcun rapporto sessuale» con l’uomo.


La relazione

La relazione, infatti, sarebbe durata appena un paio di giorni, dopo la conversazione i due avrebbero pranzato a casa di lei, per poi andare a passeggiare all’idroscalo. Ad ogni modo, «non c’è stato alcun rapporto sessuale con lui», sostiene Pifferi, difesa dai suoi legali: Solange Marchignoli e Luca D’Auria. La donna ha dichiarato ai pm anche che ammetteva in casa propria solo persone con cui aveva relazioni stabili, ma – spiega la Republica – pare che Pifferi inviasse foto della piccola agli uomini con cui si frequentava, anche se nulla di sospetto su questo fronte è stato rilevato dalla procura nella conversazione con il 56enne. Inoltre, con alcuni di questi avrebbe anche avuto – per sua stessa ammissione – rapporti in cambio di denaro o regali.


Il benzodiazepine nel corpo di Diana

Dagli esami tossicologici risulta, invece, che alla bimba sono state somministrati tranquillanti come benzodiazepine. Il che spiega perché, nei cinque giorni senza la madre, nessuno l’aveva sentita piangere. Tuttavia, non sono questi ad aver causato la morte della piccola, che secondo i medici legali, è sopraggiunta per disidratazione. Anche se per la relazione finale bisognerà attendere ancora qualche giorno. Si attendono anche i risultati dell’incidente probatorio richiesto dalla difesa, che analizzerà i reperti sequestrati, tra cui il biberon dela bimba e il flacone di En, un ansiolitico trovato non lontano dal letto su cui era stata abbandonata Diana.

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