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Il terremoto nelle Marche è dovuto alle trivelle? L’esperto: «Nessuna correlazione»

Il presidente dell’Ordine dei Geologi Farabollini: una magnitudo così forte è impensabile

Il terremoto che questa mattina, 9 novembre, ha colpito il Centro Italia, per svariati utenti nemici delle trivelle ha rappresentato un pretesto per tornare all’attacco. I contestatori dell’estrazione di gas sul territorio italiano, appena uscita la notizia delle scosse avvertite nelle Marche (ma anche nel Lazio e in Abruzzo), sono corsi sul loro profilo Twitter per denunciarne la presunta causa. «E voi vorreste mettere le trivelle?» scrive ad esempio questo utente, allegando alla sua domanda provocatoria un’immagine della magnitudo sismica registrata stamattina (pari a 5.7). Il destinatario dell’interrogativo è il governo Meloni, che si è espresso favorevolmente riguardo la liberazione di «alcune estrazioni di gas italiano (le trivellazioni, ndr)», dichiarando di puntare a nuove concessioni. «La natura si ribella alle nuove #trivelle! #Terremoto nel Adriatico, prorpio dove la #meloni intende bucare! La speranza che questo #gevernodegliorrori capisca che la natura si ribella agli orrori», commenta @gladiatoremassi. «Nessuno che dice che nella zona del terremoto di stamane ci sono le TRIVELLE?», fa eco Roberto.


Nessuna correlazione

Ma a smentire l’ondata di denunce arrivate via social è intervenuta una voce esperta: quella di Piero Farabollini, presidente dell’Ordine dei Geologi delle Marche. «Mi sento assolutamente di dire che non c’è nessuna correlazione» tra il terremoto di questa mattina e le trivellazioni in Adriatico, ha spiegato ai microfoni di Radio Anch’io su Radio Rai 1. Questo perché, spiega, la «semplice trivellazione non dà eventi di questo tipo»: «una magnitudo così forte è impensabile che possa essere legata trivellazioni». Nel momento in cui «si va a fare un prelievo e soprattutto si va fare uno stoccaggio nelle perforazioni», prosegue, «abbiamo piccoli sisma contenuti in una magnitudine tra quattro e quattro e mezzo». In questo caso, invece, «abbiamo una profondità di otto chilometri». Molto elevata, dunque, «rispetto a risentimenti che possono essere legati alle trivellazioni».


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