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L’annuncio della Federazione ginnastica: «Se servirà, ci costituiremo parte civile. Vicinanza alle atlete»

Il Direttivo della Fig ha votato all’unanimità anche per convocare un’assemblea con tutti i direttori tecnici per nuove regole di comportamento

La Federazione Ginnastica d’Italia si costituirà parte civile nei casi in cui venissero accertate responsabilità individuali in sede giudiziaria per quanto riguarda le denunce delle presunte violenze psicologiche messe in atto dai tecnici e dalle allenatrici ai danni delle atlete. È la decisione assunta dal Direttivo straordinario della Fig come segno di «vicinanza alle ginnaste e di ferma volontà di fare chiarezza». Per questo motivo, il presidente Gherardo Tecchi e il Direttivo hanno anche approvato, con una votazione all’unanimità, la convocazione di un’assemblea straordinaria con tutti i direttori tecnici, i team manager e i direttori dei centri federali. All’ordine del giorno ci sarà la proposta di varare «nuove e stringenti modalità di comportamento a salvaguardia degli atleti».


Il piano di tutela in corso

Queste decisioni si aggiungono a quella annunciata ieri, 11 novembre, di avviare il piano «Survey», ovvero un’indagine approfondita che si svilupperà in tutte le sedi delle accademie nazionali e internazionali di ginnastica in modo trasversale sulle sezioni olimpiche di Ritmica, di Artistica maschile e femminile e di Trampolino Elastico. In particolare, all’Accademia di Desio arriverà la psicologa Marcella Bounous, col ruolo ufficiale di duty officer, che vigilerà sul rapporto tra atlete e tecnici e – laddove dovesse essere necessario – segnalerà eventuali anomalie. Attualmente, una figura simile è approdata anche all’Accademia di Fermo nelle Marche, che si rivolge ai ginnasti uomini dell’alto livello dei grandi attrezzi. Il piano della Federginnasta è quindi quello di riuscire a intervenire tempestivamente prevenendo nuovi eventuali episodi di abuso psicologico sulle atlete e sugli atleti.


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