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Memo Remigi torna chiedere scusa a Morlacchi: «È stato uno scherzo idiota, un gesto orrendo: ma la Rai mi ha trattato da delinquente»

Il cantautore ha ribadito al Corriere della Sera di non essersi reso conto della gravità del suo gesto, prima che scoppiasse il caso con la diffusione del video

Torna ancora una volta a chiedere scusa Memo Remigi dopo il palpeggiamento in diretta Tv nei confronti di Jessica Morlacchi che gli è costato il licenziamento da Oggi è un altro giorno su Rai1. In un’intervista al Corriere della Sera, il cantautore torna a parlare del caso che lo ha travolto nelle ultime settimane e che lui stesso condanna con parole ancor più nette che in passato: «Il gesto è stato totalmente sbagliato e non andava fatto – dice Remigi – Ho chiesto scusa e lo ribadisco qui: chiedo scusa a Jessica Morlacchi, a Serena Bortone (conduttrice del programma, ndr), alla Rai». Remigi ribadisce di non essersi reso conto di quel che aveva combinato, almeno prima che il video arrivasse su Twitter, per poi passare su Striscia la Notizia e Dagospia: «Prima del putiferio non sapevo di aver creato disagio a Jessica. Nel mio animo era uno scherzo tra amici cari quali eravamo. Altrimenti mi sarei subito scusato». Remigi insiste che tra lui e la collega c’era un rapporto di profonda amicizia, sicuro del fatto che la cantante 35enne non avesse alcun timore reverenziale nei confronti del collega dalla grande esperienza nel mondo dello spettacolo: «In due anni non mi ha mai dato questa idea, davvero – spiega Remigi – Eravamo proprio compagnoni. Se solo mi avesse fatto intendere imbarazzo, non mi sarei spinto a uno scherzo così idiota». Con Morlacchi non c’è stata ancora alcuna telefonata, ma neanche dalla dirigenza Rai spiega Remigi si è fatto sentire qualcuno. È tramontata però l’ipotesi di fare causa a viale Mazzini: «È escluso che faccia causa alla Rai, anche se sono stato trattato da delinquente – spiega il cantautore – Detto ciò, ho violato il codice etico e accetto le conseguenze. Mi sono rivolto all’avvocato Assumma per proteggermi da eventuali campagne diffamatorie».


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