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Papa Francesco: «È la Terza guerra mondiale. Non facciamoci incantare dalle ricette facili del populismo»

Il pontefice è tornato a condannare la «civiltà dello scarto» nella giornata mondiale dei poveri, mettendo in guardia da chi propone «soluzioni facili e sbrigative per accrescere la ricchezza di pochi»

Quella in corso per papa Francesco è indubbiamente una Terza guerra mondiale, davanti alla quale ci si dovrebbe interrogare su «che cosa ci sta dicendo il Signore e cosa posso fare io di bene?». In un passaggio a braccio durante l’omelia della messa per la Giornata mondiale dei poveri, il pontefice è tornato a definire «Terza guerra mondiale» i diversi conflitti in corso nel mondo, a cominciare da quella in Ucraina, su cui il Papa ha più volte lanciato un appello nelle scorse settimane perché le parti in causa fermino l’escalation che rischia di portare allo scontro nucleare. «Oggi ognuno di noi deve interrogarsi davanti a tante calamità, davanti a questa terza guerra mondiale così crudele – ha aggiunto Bergoglio nell’omelia – davanti alla fame di tanti bambini, di tante gente: io posso sprecare, sprecare i soldi, sprecare la mia vita, sprecare il senso della mia vita senza prenderne coraggio e andare avanti?».


Nel suo intervento, il Papa ha poi invitato a non farsi «incantare dalle sirene del populismo, che strumentalizza i bisogni del popolo proponendo soluzioni troppo facili e sbrigative. Non seguiamo i falsi “messia” che, in nome del guadagno, proclamano ricette utili solo ad accrescere la ricchezza di pochi, condannando i poveri all’emarginazione». E ha poi aggiunto: «Guardare ai fratelli e sorelle che sono nel bisogno, guardare questa civiltà di scarto, questa cultura dello scarto, che scarta i poveri, che scarta le persone con meno possibilità, che scarta i vecchi, che scarta i nascituri, questo che è tutto scarto… Guardando a questo che cosa sento io che devo vivere come cristiano questo momento?»


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