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Il ginecologo e l’influencer che si è operata per non avere figli: «Sbaglia, l’intervento è irreversibile»

Giuseppe Noia dice che la salpingectomia bilaterale si effettua in presenza di rischi oncologici e infettivi

Ieri abbiamo parlato di Francesca Guacci, influencer 28enne che ha deciso di sottoporsi a un intervento di salpingectomia bilaterale per non avere figli. La sua storia, raccontata dal Gazzettino, è cominciata a 22 anni. Quando ha scelto di farsi rimuovere chirurgicamente le tube di falloppio nel Veronese dopo che a Padova i medici le avevano negato la possibilità:  «Gli anticoncezionali non erano abbastanza per me. Prima dell’operazione vivevo ogni rapporto con il terrore di rimanere incinta, diventavo odiosa e intrattabile, non mi sentivo mai serena e libera. Mi è successo di non avere la copertura della pillola, che il preservativo si rompesse». Per Guacci «ogni donna debba essere libera di prendere la scelta che ritiene più opportuna». E l’ipotesi di cambiare idea tra qualche tempo non la spaventa: «Ogni decisione porta con sé una responsabilità. Non credo che mi pentirò mai. E, se anche dovesse accadere, penserò alla fecondazione in vitro».


Cos’è la saplingectomia bilaterale

Oggi il Messaggero intervista Giuseppe Noia, ginecologo e docente di medicina prenatale all’Università cattolica di Roma. Noia sostiene che la richiesta della donna sia «assurda» perché «la salpingectomia non è reversibile». «È un intervento chirurgico che si può fare o con chirurgia aperta dell’addome o con la laparoscopia e prevede l’asportazione delle tube uterine». Si effettua «in alcune situazioni, in presenza di un’indicazione di origine oncologica o di natura infettiva, che possa mettere a rischio la salute della donna». Il rischio è innanzitutto chirurgico «ed è legato all’intervento in sé. Ma il rischio più grosso è di natura psicologica. È evidente un disagio importante da parte della giovane che chiede di chiudere le tube. Ma va sottolineata anche la responsabilità enorme da parte dei medici che accettano». Noia non nasconde che la donna potrà avere ancora dei figli ma soltanto con la fecondazione assistita. Ma sostiene anche che questa pratica «comporta una serie di problematiche psicologiche nonché economiche».


Intanto Guacci, che è nata a Massanzago in provincia di Padova, ha raccontato al Gazzettino altri dettagli su cosa le è accaduto. «Mi hanno detto che era una cosa illegale, che se tutte fossero state come me il mondo sarebbe stato peggiore, ci saremmo estinti. Mi hanno detto che ero una bimba immatura e viziata. Mi è stato dato velatamente o meno della prostituta», ha raccontato ieri. E ancora: «Quando mi hanno detto che potevo essere denunciata mi sono spaventata al punto che ho seriamente pensato di andare all’estero. In Olanda il sistema è molto più veloce. Ero disposta a pagare il viaggio, la sistemazione e, se necessario, anche l’intervento pur di farlo».

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