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Enrico Montesano rompe il silenzio: «Dovranno chiedermi scusa. Accostarmi al fascismo è offensivo»

L’attore parla con l’AdnKronos: «Non si può distruggere così una persona»

Quella del nostalgico è un’etichetta che non tollera: «Dovranno chiedermi scusa». Enrico Montesano oggi rompe il silenzio sull’esclusione da Ballando con le stelle per la maglietta della Decima Mas indossata durante le prove. E in una serie di dichiarazioni raccolte dall’AdnKronos va all’attacco: «Accostarmi al fascismo è offensivo e denigratorio. Il saluto romano? Cercano di screditarmi travisando i fatti. E certe leonesse da tastiera (il riferimento pare essere nei confronti di Selvaggia Lucarelli, che per prima ha raccontato la storia della maglietta, ndr) devono smetterla di infangarmi travisando i fatti. In Rai nessuno mi ha lasciato spiegare. Non si fa così neanche con i pluriomicidi. Quella maglietta è in vendita in tutta Italia, nessuno vieta di indossarla». Nel colloquio esclusivo con l’agenzia di stampa romana l’accostamento con il fascismo Montesano lo rifiuta con veemenza: «Io, con i miei trascorsi. Ma vi siete dimenticati? Sono stato eletto nelle file della sinistra, ho fatto comizi e campagne elettorali per il Pds, partecipato a feste ed eventi. Come si può pensare che io mi metta quella maglietta perché sono un nostalgico? È assurdo». Per l’attore, «ormai è un’Italia preoccupante: non ci si può muovere, non si può parlare, adesso non ci si può più neanche vestire». Infine, l’ipotesi che la maglietta sia stata solo una scusa per cacciarlo dalla Rai. «Forse i motivi erano altri per farmi fuori. Diciamo che è stata una maglietta di distrazione di massa».


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