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La Bielorussia in guerra con la Russia contro l’Ucraina? La leader dell’opposizione: «I nostri soldati sono contrari»

Svetlana Tikhanovskaya: Lukashenko deve obbedire a Putin ma rischia il potere

La Bielorussia è pronta a entrare in guerra contro l’Ucraina. Per aiutare Vladimir Putin con una nuova invasione da nord. O forse lungo il confine con la Polonia. Con l’obiettivo di tagliare l’afflusso delle armi occidentali. Se ne parla durante gli scambi di informazione tra la Nato e Kiev. E lo sostengono, scrive oggi il Corriere della Sera, anche alcuni canali Telegram. Mentre Repubblica racconta che il Quartier Generale dell’Alleanza di Bruxelles ha iniziato a monitorare il paese “satellite” del Cremlino guidato da Aleksandr Lukashenko. Molte truppe sono da tempo dislocate nel paese. L’esercito di Minsk potrebbe irrobustire i contingenti di Putin. Mentre si rincorrono le voci su una “mobilitazione segreta“. Centoventimila soldati entrerebbero nel territorio ucraino dopo l’inverno. Ovvero a febbraio. Proprio mentre sarà passato un anno dall’inizio dell’Operazione Speciale dello Zar. Ma c’è chi non crede a questa prospettiva. La leader dell’opposizione democratica bielorussa in esilio, Svetlana Tikhanovskaya, dice oggi in un’intervista al Corriere della Sera che Lukashenko aveva appoggiato Putin perché credeva in una guerra lampo. «Sappiamo che Lukashenko deve semplicemente obbedire al Cremlino ma sappiamo anche che non può mandare truppe bielorusse in Ucraina senza rischiare il suo stesso potere», aggiunge. E questo perché «persino la sua nomenklatura non accetta un peggioramento delle condizioni economiche e poi i nostri soldati sono contro la guerra. Scapperebbero, diserterebbero. Nessuno vuole fare da mercenario per Putin».


Tikhanovskaya aggiunge che «per le nostre fonti ci sono 8 mila soldati russi in Bielorussia. Le nostre Forze Armate contano oggi 50 mila militari, in gran parte coscritti male armati. Ragazzi che hanno toccato le armi una volta sola durante la leva perché i proiettili costano. Diverso il caso di qualche migliaio di Omon, la polizia interna, oppure di sicari al servizio di Lukashenko. Lì qualcuno si troverebbe, ma è troppo poco. Ci vorrebbe una coscrizione dopo Natale». Secondo la leader dell’opposizione nel paese «ci sono state manifestazioni contro la guerra e più di mille persone sono state arrestate. Ci sono stati i volontari che hanno aiutato i rifugiati ucraini. Mille bielorussi sono nel Kalinouski Regiment inquadrati nell’esercito ucraino e almeno 15 di loro sono stati uccisi. Infine, ci sono partigiani che segnalano all’intelligence di Kiev i movimenti dell’artiglieria russa e che hanno sabotato le ferrovie per rallentare i rifornimenti dell’avanzata verso Kiev. I bielorussi vogliono aiutare, ma siamo anche spaventati del peggio».


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