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Aborto, la ministra Eugenia Roccella: «Perché noi cattolici non possiamo dire che è un lutto?»

La ministra alla Famiglia e alle Pari opportunità su Facebook: «Si può pensare di lasciare intatta la 194 senza per questo dire che l’aborto per una donna è una festa di gala?»

«Aborto e sofferenza: c’è chi può e chi non può (dire la verità)». Si intitola così l’ultimo post pubblicato su Facebook da Eugenia Roccella, ministra alla Famiglia, alla Natalità e alle Pari Opportunità. Riprendendo un articolo pubblicato su l’Espresso dalla scrittrice Barbara Alberti, la ministra è tornata a dire la sua sull’interruzione volontaria di gravidanza. «Alberti ha scritto un lungo articolo in cui dice le semplici verità che ogni donna conosce – scrive Roccella su Facebook -: che è un lutto, che è “il più paradossale dei suicidi” perché “la madre uccide se stessa”. Addirittura – aggiunge la ministra – il pezzo inizia così: “Gli antiabortisti dicono che l’aborto è un assassinio. Hanno ragione. Noi donne lo sappiamo bene”». L’articolo a cui fa riferimento Roccella è stato pubblicato sul periodico l’Espresso e si intitola «Solo le donne sanno cosa è l’aborto». Secondo la ministra, l’articolo – che porta la firma della scrittrice Barbara Alberti – dimostrerebbe una disparità di trattamento. Nell’articolo si descrive l’aborto come un lutto e «il più paradossale dei suicidi». Ma, attacca Roccella, «una scrittrice irriverente, laica, di sinistra può dirlo. Un cattolico no. Un esponente della destra no». La ministra alla Famiglia del governo Meloni è stata una delle figure più attaccate dalle opposizioni quando Giorgia Meloni ha annunciato la composizione della sua squadra di governo. In passato, infatti, Roccella aveva detto che l’aborto «non è un diritto» e corrisponde al «lato oscuro della maternità». Posizioni che sono state bollate dai banchi del centrosinistra come retrograde e ultraconservatrici.


«Non cancelleremo la legge 194»

Nel post pubblicato oggi su Facebook, Roccella rimarca comunque le distanze tra le sue posizioni e quelle di Barbara Alberti. «Si dirà che la differenza tra la scrittrice e un pro-life è nella volontà di cancellare la legge che consente di interrompere la gravidanza, legge che certamente Alberti vuole mantenere – scrive la ministra -. Ma l’ha detto con estrema chiarezza anche Meloni, e tutti, ma proprio tutti, nell’attuale maggioranza, hanno ribadito mille volte che nessuno ha intenzione di farlo». Roccella, dunque, ribadisce che il governo Meloni non ha nessuna intenzione di riscrivere la legge 194 – che regola il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza – o di limitare l’accesso all’aborto. Piuttosto, la ministra ne fa una questione di libertà di parola e di pensiero. «Quello che conta è attaccare la libertà di parola, criminalizzare chi la pensa diversamente dal mainstream di sinistra, costruire mostri – si lamenta Roccella nel post -. Si può pensare di lasciare intatta la 194 senza per questo dire che l’aborto per una donna è una festa di gala? A sinistra si può. E, per carità, è meglio di niente», conclude la ministra.


Foto di copertina: ANSA | La ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità durante una puntata di “Porta a Porta” su Rai Uno (Roma, 2 novembre 2022)

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