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Covid, tornano a salire contagi e ricoveri. Cartabellotta (Gimbe): «Il governo vari un piano per l’inverno»

Casi in aumento in 15 regioni. L’allerta del presidente della Fondazione «L’esecutivo va nella direzione opposta a quanto suggeriscono le autorità sanitarie»

Tornano a salire i dati sui ricoveri, le terapie intensive e i nuovi contagi da Covid-19. È quanto emerge dall’ultimo monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, relativo alla settimana dall’11 al 17 novembre. Negli ultimi sette giorni presi in esame, i contagi sono aumentati del 15% (da 181mila a 208mila), le terapie intensive del 21,7% e i ricoveri in area medica del 9,8%. Calano invece i decessi: 533 in sette giorni, 23 in meno della settimana precedente. «Con la circolazione virale in aumento ci si attende dal governo un piano per l’inverno», ammonisce commentando i dati Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. Al momento, prosegue Cartabellotta, è impossibile fare previsioni sugli scenari futuri. I dati dell’ultimo monitoraggio, però, confermano una diffusa ripresa della circolazione del Coronavirus, che con ogni probabilità è da considerarsi anche sottostimata a causa del largo utilizzo dei tamponi fai-da-te. «Nonostante le recenti rassicurazioni del ministro Orazio Schillaci alla Camera, ad oggi tutte le azioni di discontinuità del governo Meloni sono andate nella direzione opposta a quella suggerita dalle autorità internazionali di salute pubblica: ovvero essere preparati e pronti per affrontare eventuali nuove ondate», continua il presidente di Gimbe.


Casi in aumento in 15 regioni

Nel dettaglio, in 15 regioni si registra un aumento dei nuovi contagi e in 6 un calo: si va dal +1,5% del Friuli Venezia-Giulia sino al +26,3% del Veneto. Per quanto riguarda le province, sono 82 quelle in cui si registra un aumento dei nuovi casi (dal +0,1% di Messina al +55,3% di Lodi), mentre in 25 si assiste a una diminuzione (dal -0,8% di Catania e Perugia al -25,3% di Sondrio). In 9 province italiane, poi, l’incidenza di Coronavirus ha superato la soglia dei 500 casi ogni 100mila abitanti. Si tratta di Rovigo (899), Padova (724), Venezia (661), Treviso (613), Vicenza (588), Ferrara (580), Mantova (530), Lodi (529) e Verona (504). Per quanto riguarda il numero di casi attualmente positivi, nell’ultima settimana si registra un aumento dell’8,2%: da 418.554 di inizio novembre agli attuali 452.895.


Cala la somministrazione delle quarte dosi

Mentre aumentano i nuovi contagi, calano le somministrazioni delle quarte dosi di vaccino anti-Covid per anziani e fragili. Al 18 novembre sono state somministrate 4.783.386 quarte dosi, con una media di 26.704 al giorno, in calo rispetto alle 30.319 della scorsa settimana (-11,9%) e con una copertura nazionale del 25%. Forti le differenze tra regioni, che vanno dall’11,4% della Calabria al 37,7% del Piemonte. Nel focus dedicato ai vaccini, la Fondazione Gimbe precisa che sono 6,8 milioni le persone di età superiore a 5 anni che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino. Per quanto riguarda infine la terza dose, in base alla platea ufficiale (47,7 milioni) il tasso di copertura nazionale è dell’84,5%. Più contenute in questo caso le differenze tra diverse regioni. Si va dal 78,5% della Sicilia all’88,4% della Lombardia.

Foto di copertina: ANSA / GIUSEPPE LAMI

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