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Provenzano (Pd): «La manovra? È un governo forte con i deboli e debole con i forti»

L’ex ministro: Meloni ha ricompattato i suoi con la caccia ai poveri

«Questo è un governo che sferra un attacco quotidiano all’uguaglianza. Essere forti con i deboli e deboli con i forti io lo chiamo viltà». Il vicesegretario del Partito Democratico Peppe Provenzano in un’intervista a la Repubblica va all’attacco della Legge di Bilancio: «Il governo attacca l’uguaglianza tra le persone, e lo abbiamo visto sui diritti. Sui territori, con l’autonomia differenziata di Calderoli. E ora a quella tra le fasce sociali, con questa manovra». Nelle nuove norme Provenzano vede «solo il pugno duro contro i poveri a fronte dei colpi di spugna verso gli evasori. Una redistribuzione alla rovescia». Mentre riguardo il reddito di cittadinanza, «si tratta di una misura necessaria in tempi di crisi, certo migliorabile. Dietro la decisione di cancellare il reddito c’è l’idea che, se i poveri sono tali e non hanno lavoro, la colpa è sostanzialmente la loro. Con la caccia ai poveri ora Meloni ha ricompattato i suoi. Sulle pensioni siamo a cifre molto lontane da quelle promesse. Se poi si tagliano i servizi, la spesa sanitaria e scolastica, se si rallenta il Pnrr, con una mano dai e con due togli». Infine per Provenzano la manovra «non è solo ingiusta, è anche inadeguata, perché avvicina lo spettro della recessione. E con l’aumento del tetto al contante diventa anche pericolosa, perché rappresenta un favore anche a chi vuole riciclare e corrompere, in una parola alle mafie». Riguardo la proposta di manifestare con il M5s, «per una opposizione più efficace è necessario un coordinamento, ma il Pd non può né avvitarsi su sé stesso né inseguire. Se dalle altre forze di opposizione arrivano i no e gli insulti, non per questo rimarremo immobili».


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