Superbonus, l’ipotesi proroga per il 110% e lo sblocco dei crediti con compensazione

Gli emendamenti al Dl Aiuti Quater: riapertura dei termini fino al 31 dicembre e sblocco dei crediti fiscali

Per il Superbonus spunta l’ipotesi di una proroga per il regime del 110%. Dalla Lega a M5s, tutti i gruppi parlamentari hanno depositato proposte di modifica al Decreto Aiuti Quater. Che porta invece il sussidio per i lavori edilizi al 90% dal 2023. Gli emendamenti puntano alla riapertura fino a fine anno dei termini (scaduti il 25 novembre) per la presentazione della Certificazione Asseverata (Cilas). E al ministero dell’Economia sarebbero in corso valutazioni per verificare se ci siano le condizioni per farlo. «Ci sono ragionamenti in corso», fa sapere anche il leader della Lega Matteo Salvini. La prima ipotesi di modifica prevede di far slittare la scadenza al 31 dicembre.


Gli emendamenti

La modifica dei termini potrebbe arrivare con un emendamento al Dl Aiuti. Nel quale potrebbe trovare posto anche la richiesta di sostegno alle associazioni sportive che consente il pagamento in 60 rate mensili senza sanzioni penali e sportive dei versamenti tributari e contributivi sospesi fino al 22 dicembre. Ma sul Superbonus ci sono anche altre due richieste sul tavolo. La prima è lo sblocco della cessione dei crediti attraverso la compensazione con l’F24. Poi c’è l’aumento del tetto al reddito per ottenere l’agevolazione per i villini unifamiliari. Un’ultima questione è sul tavolo del ministro Giorgetti: «Serve lo sblocco immediato della cessione dei crediti fiscali per i cantieri già avviati», è l’appello rilanciato sul tema dall’Ance nell’audizione sulla manovra. «Sul superbonus noi stiamo intervenendo sui crediti d’imposta per motivazioni che non sfuggiranno a chi è transitato dal Mef. Però c’è un monte di lavori in pancia al Superbonus che continua, non si interrompe, e che continuerà nel corso tempo a produrre una spinta per il settore dell’edilizia. Ahimè con il combinato disposto di un Pnrr pienamente implementato, questa spinta sull’edilizia rischia di trovare un problema di offerta: qui abbiamo un problema di offerta», ha spiegato il ministro.


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