Banche, droni e prodotti chimici. L’Ue stringe la morsa sulla Russia con il nono pacchetto di sanzioni – Il video

La presidente della Commissione Ursula von der Leyen annuncia in un video le nuove misure: «Facciamo pagare a Mosca la sua crudeltà»

L’Unione europea alza ulteriormente il livello di pressione, in primis finanziaria, sulla Russia di Vladimir Putin. Nel giorno della sua visita a Milano, per il saluto al presidente uscente della Bocconi Mario Monti e per assistere alla Prima della Scala, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha annunciato infatti l’adozione del nono pacchetto di sanzioni contro Mosca dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina. In un video diffuso su Twitter, von der Leyen ha illustrato le principali nuove misure che i 27 si accingono ad applicare per indebolire ulteriormente la Russia e spingerla così a desistere dal proseguire le operazioni militari contro Kiev. «La Russia continua a portare morte e devastazione in Ucraina – ha detto la presidente della Commissione -. Siamo al fianco dell’Ucraina e stiamo facendo pagare alla Russia la sua crudeltà. Gli otto pacchetti di sanzioni che abbiamo introdotto finora stanno già colpendo duramente. Oggi intensifichiamo la pressione sulla Russia con un nono pacchetto».


Il mix di nuove misure

Le nuove sanzioni adottate dall’Ue colpiranno un’ampia gamma di persone russe – sia fisiche che giuridiche russi. In primis, ha annunciato la presidente della Commissione, altri 200 tra enti e individui entreranno nella blacklist europea, che prevede tra l’altro il divieto d’ingresso in Ue e l’impossibilità di operare ogni transazione bancaria: fra questi spiccano l’esercito russo e imprese del comparto militare, ministri, parlamentari, governatori, funzionari e partiti politici di Mosca. Per minare il sistema economico russo, sono poi colpite altre tre banche russe – non menzionate esplicitamente: ad una di queste, la Banca russa regionale di sviluppo, è applicato il divieto totale di transazioni. Nuove misure dovrebbero poi colpire in particolare i settori energetico e minerario del Paese.


Si stringono le viti anche sulle esportazioni dall’Ue di materiali sensibili, che includeranno ora anche componenti IT ed elettronici, sostanze chimiche e agenti nervini, tutti considerati potenzialmente utili alla macchina militare di Mosca. La stessa ragione motiva la stretta sui droni: l’Ue si impegna a vietare l’export di motori per questo tipo di apparecchi sia direttamente alla Russia che a quei Paesi sospettati di fornirle droni, come l’Iran. Sul fronte della guerra informativa, infine, l’Ue si appresta a «colpire la macchina della propaganda russa» revocando ogni licenza di messa in onda e distribuzione ad altri quattro canali televisivi di Mosca.

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