Migranti, resta la tensione tra Roma e Parigi. L’Eliseo: «Attendiamo risposte dall’Italia». Domani ad Alicante il vertice coi leader

Scaramucce tra i due governi anche su un possibile incontro Meloni-Macron. Palazzo Chigi «Non ci risulta alcun invito»

Non è risolta la diatriba sulla gestione dei migranti esplosa tra Roma e Parigi un mese fa, quando la nave Ocean Viking della Ong Sos Mediterranée fece rotta verso la Francia per far sbarcare a Tolone le 230 persone soccorse nel Mediterraneo che il governo italiano rifiutava di accogliere. Da Parigi, infatti, si fa sapere oggi che «concretamente la questione dell’applicazione del diritto, che è la questione che ci ha diviso con le autorità italiane il mese scorso, non è risolta. Non abbiamo visto modifiche nella posizione delle autorità italiane sull’applicazione del diritto dello Stato di bandiera: noi consideriamo che il diritto richiami la responsabilità primaria degli Stati della zona Sar». A riferirlo sono fonti dell’Eliseo, alla vigilia del vertice Med9 che si apre domani ad Alicante, in Spagna. Durante il summit, la questione continuerà a tenere banco e sarà oggetto di discussione tra i leader dei 9 Paesi europei del Mediterraneo. Malgrado la presenza sia di Giorgia Meloni sia di Emmanuel Macron, però, non ci dovrebbe essere nessun incontro bilaterale formale tra i due. Fonti dell’Eliseo lasciano trapelare invece che la premier italiana potrebbe recarsi in visita direttamente a Parigi, anche se al momento una data certa non c’è. «Per quello che sappiamo, Meloni sta ancora cercando una data per la sua visita a Parigi, per la quale si è impegnata a lavorare, e siamo in attesa di una conferma da parte del governo italiano». Un riferimento che non è piaciuto a Palazzo Chigi, che ha risposto a stretto giro precisando che «Non risulta alcun impegno assunto dal presidente Meloni per una visita a Parigi. Né al presidente è giunto alcun invito ufficiale, immaginando che determinati inviti non si facciano a mezzo stampa».


Le fonti dell’Eliseo hanno spiegato perché la situazione tra Italia e Francia è rimasta sospesa, con diversi nodi ancora da sciogliere: «Ci siamo focalizzati su una discussione franco-italiana quando, invece, si tratta di una discussione molto più ampia, e lavoriamo con Paesi terzi, che nel caso della Ocean Viking non sono stati coinvolti nella discussione, per affrontare la questione in modo molto più vasto, e non solo tra Francia e Italia». Insomma, la questione va affrontata coinvolgendo tutti gli Stati dell’Unione Europea. «La trattativa non si è concentrata unicamente sul Mediterraneo e gli arrivi dal mare – proseguono da Parigi -, perché la questione migratoria è ovviamente molto più ampia, ma è molto importante che l’integralità dei Paesi europei sentano la propria responsabilità e si impegnino in modo costruttivo nella discussione». «L’idea – spiegano a Parigi – è progredire sia sulla cooperazione, in particolare, sulla modifica del diritto internazionale per una migliore cooperazione con le Ong, sia progredire sui due aspetti del Nuovo patto sulla migrazione e l’asilo, nonché sugli aspetti di solidarietà e responsabilità. È necessario, dunque, avanzare più rapidamente sull’attuazione delle disposizioni contenute nel patto e che permetteranno, in una certa misura, di affrontare le questioni in modo più sereno».


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